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Sulle nuove strade

L’Assemblea plenaria del Ccee a Tirana

"Individuare con audacia missionaria strade nuove di evangelizzazione specialmente al servizio delle nuove generazioni". Lo ha chiesto Benedetto XVI in un messaggio ai vescovi europei, riuniti dal 29 settembre al 2 ottobre a Tirana per l’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. Un incontro di lavoro intenso caratterizzato dalla elezione della nuova presidenza, dall’incontro con la Chiesa e la società albanesi e dalla discussione del tema centrale, la nuova evangelizzazione. La nuova presidenza del Ccee. I presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa hanno eletto la nuova presidenza Ccee per il quinquennio 2011-2016. A presidente del Ccee è stato riconfermato per un secondo mandato il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate d’Ungheria e presidente della Conferenza episcopale ungherese; alla carica di vice-presidenti sono stati eletti il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, e mons. Józef Michalik, arcivescovo di Przemyśl e presidente della Conferenza episcopale polacca. I due vice-presidenti vengono così a sostituire i cardinali Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, e Josip Bozanić, arcivescovo di Zagabria. L’assemblea plenaria del Ccee, alla presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, ha accolto la richiesta di mons. Milan Šašik, vescovo eparchiale di Mukachevo (o Mukačeve) dei Ruteni di rito bizantino, di diventare membro del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, secondo la formula proposta dalla Congregazione per le Chiese Orientali. Pertanto il Ccee è ora composto dai presidenti delle 33 Conferenze episcopali presenti in Europa. Un laboratorio di fiducia. La risposta a caldo del card. Péter Erdő alla sua conferma di presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee) per il quinquennio 2011-1016 è stata di "gratitudine per la fiducia manifestata" che consentirà di "poter continuare le riflessioni, le iniziative e i progetti" che insieme le Chiese europee condividono nelle prospettive della nuova evangelizzazione, di una "missione in Europa", del bene comune nazionale ed europeo senza dimenticare Africa e America Latina. L’arcivescovo di Budapest e presidente della Conferenza episcopale ungherese ha richiamato il servizio reso dal Ccee "a sostegno e incoraggiamento delle Chiese locali, in particolare di quelle che si trovano in situazioni difficili". Non meno importante, ha ricordato il card. Erdő citando i molti passi compiuti in 40 anni di attività, l’apporto del Ccee al dialogo ecumenico perché "oggi i cristiani europei devono essere più uniti nella testimonianza di quella solidarietà di fatto su cui si fonda l’Europa". "Un laboratorio di fede" è stata la definizione del Ccee data da mons. Jósef Michalik, arcivescovo di Przemysl (Polonia) e neo vicepresidente dello stesso Ccee, che ha sottolineato come per la crescita di questa esperienza sia stato e sia importante "il criterio della scelta delle Chiese dell’Est"."Abbiamo sempre più coscienza – ha aggiunto mons. Michalik – che l’ascolto reciproco abbia fatto crescere e potrà ancor più far crescere tutte le Chiese europee rispondendo anche alla loro sete culturale e spirituale". "La fiducia e l’amicizia sono a fondamento di un impegno che si continuerà ad approfondire al servizio delle Chiese nelle diverse nazioni e della Europa tutta": è il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, ad aggiungere un altro aspetto del comune impegno per la nuova evangelizzazione: un tema che per il Ccee non è nuovo ma certamente è sempre da aggiornare e ravvivare. In un tempo in cui la stanchezza sembra prevalere sullo slancio pastorale "dobbiamo far sì – ha affermato il card. Bagnasco – che le nostra comunità locali non rimangano chiuse ma sempre più si aprano ad altre esperienze per trarre motivi di incoraggiamento e di sostegno nel vivere e nell’annunciare il Vangelo". Nello stesso tempo, rispetto alle grandi questioni etiche e culturali di oggi, il Ccee è chiamato ad assumere la capacità necessaria "nell’affermare criteri di giudizio, nell’individuare problemi che a volte sfuggono, nel cercare e proporre le risposte tra fede e ragione". Il 40° anniversario del Ccee. Si terrà a Roma il 22 novembre prossimo la celebrazione del 40° anniversario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (1971-2011). Fu infatti nella città di Roma che il 23 e il 24 marzo 1971 ebbe luogo l’Assemblea costitutiva del Ccee che conta oggi come suoi membri 33 Conferenze episcopali presenti in Europa. A celebrare questi 40 anni di vita, saranno il cardinale-segretario di Stato, Tarcisio Bertone, mons. Salvatore Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, il filosofo Rémi Brague e Luca Volonté, presidente del Gruppo popolari-cristiano democratici (Epp-Cc) all’Assemblea del Consiglio d’Europa.