EUROBAROMETRO
Indagine su istruzione e formazione professionale in Europa
“L’istruzione e la formazione professionale, scelte da quasi la metà di tutti i giovani europei dopo la scuola dell’obbligo, godono di un’immagine generalmente positiva” grazie alla “elevata qualità dell’insegnamento offerto e alle buone prospettive di lavoro che aprono”. Tuttavia, “solo il 27% dei giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni raccomanderebbe questo tipo di insegnamento ai propri coetanei”. Ciò dimostra secondo la Commissione Ue, “la necessità di maggiori sforzi per migliorare l’immagine e l’attrattiva dell’istruzione professionale e applicata. Sono alcune delle conclusioni cui è pervenuto l’Esecutivo europeo a fronte di una indagine di Eurobarometro appositamente commissionata. Se ne riparla dal 6 all’8 ottobre nell’ambito di World Skills London 2011, concorso internazionale di competenze professionali che si svolge nella capitale britannica.I risultati dell’indagine. L’indagine di Eurobarometro attesta che il 71% del campione (27mila residenti negli Stati membri) dà un giudizio favorevole della formazione professionale, che in genere comincia dopo la scuola dell’obbligo e che peraltro assume forme e programmi differenti fra Paese e Paese. Inoltre il 75% degli intervistati ritiene che essa offra “un apprendimento di elevata qualità”. I motivi alla base di un’immagine complessivamente favorevole sono “insegnanti e formatori di notevole competenza (76%)”, l’accesso a strutture moderne (82%) e “la possibilità di proseguire con studi di livello universitario (68%)”. L’82% sostiene che l’istruzione di questo tipo “fornisca le competenze ricercate dai datori di lavoro”. La metà degli intervistati è convinta che la formazione professionale “non stimoli la creazione di piccole imprese, mentre il 36% è del parere opposto”. Il campione di intervistati concorda poi sul fatto che la formazione professionale “contribuisca positivamente all’economia (83%) e svolga un ruolo nel ridurre la disoccupazione (76%)”. Il 41% degli intervistati di età compresa tra i 15 e i 24 anni “raccomanderebbe – segnala ancora Eurobarometro – ai giovani coetanei di scegliere preferibilmente l’istruzione secondaria o superiore generale”, a carattere umanistico, scientifico, linguistico o artistico, mentre, come si diceva, solo il 27% consiglierebbe la formazione professionale.Prepararsi al mondo del lavoro. “Sono convinta che tutti noi preferiremmo volare su un aereo guidato da un pilota che ha ricevuto una buona formazione piuttosto che da un pilota di grande cultura”. Utilizza questa immagine la commissaria europea responsabile per l’istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, per commentare gli esiti del sondaggio di Eurobarometro sulla formazione professionale. “Il nostro obiettivo è raggiungere il giusto equilibrio tra istruzione e formazione per rispondere alle esigenze del mondo lavorativo”, spiega. Investire nella formazione professionale “è inoltre uno dei modi migliori per combattere la disoccupazione giovanile”. Vassiliou insiste: con un’offerta di formazione “di alta qualità, possiamo permettere ai giovani di migliorare il loro sviluppo personale e di acquisire le competenze specifiche e trasferibili di cui hanno bisogno i datori di lavoro”. Infine la segnalazione del problema emerso dal sondaggio: “Malgrado i suoi vantaggi, l’istruzione e la formazione professionale non riescono ad attirare un numero sufficiente di giovani” rispetto alle esigenze del mercato del lavoro. Imprese meccaniche, elettromeccaniche, tessili o artigiane sembrerebbero interessate a giovani formati per essere immessi nel ciclo produttivo. È dunque “necessario migliorare l’orientamento professionale”. Più iscritti, migliore qualità. Il 7 ottobre sarà la stessa commissaria Vassiliou a presentare le prossime priorità dell’Ue per la formazione professionale in occasione di World Skills London (saranno presenti mille studenti provenienti da 55 Paesi e regioni, per “sidarsi” in 46 settori di competenza). L’intento complessivo sarà di accrescere il numero dei giovani frequentanti tali corsi. “Nonostante si riscontrino notevoli differenze da un Paese all’altro” (la percentuale dei ragazzi che segue un percorso professionalizzante è del 76% nei Paesi Bassi, del 70% in Slovacchia e del 66% nella Repubblica ceca, mentre è del 24% in Spagna e Portogallo e del 27% a Malta), la media delle iscrizioni “è in calo negli ultimi anni e il settore ha bisogno di modernizzarsi per poter continuare a offrire una formazione adeguata”. La Commissione europea auspica quindi “investimenti mirati e la modernizzazione dell’istruzione professionale in quanto un sistema forte può avere un notevole impatto sulla competitività e contribuisce a ridurre l’abbandono scolastico precoce”. È peraltro questa la linea indicata nel dicembre 2010 dai ministri dell’istruzione di 33 Paesi europei, che avevano adottato il “comunicato di Bruges”, ovvero un pacchetto di misure inteso a migliorare la qualità della formazione professionale in Europa, per renderla più accessibile e in grado di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.