CHIESE IN BREVE

Austria, Turchia, Bielorussia

Austria: Seconda cassa di risparmio della CaritasUna seconda opportunità per rientrare nel mondo del lavoro: in Austria la offre la “Prima Banca” (“Erste Bank”), fondazione istituita cinque anni fa per aiutare le persone che versano in situazioni disagiate e che non hanno la possibilità di mantenere un conto bancario nelle banche “normali”. Attualmente, la “Prima Banca” offre un conto con possibilità di scoperto e bancomat a 7.500 persone in tutta l’Austria. Ed ora la Caritas austriaca ha fondato la “Seconda Cassa di risparmio” (“Zweite Sparkasse”): “Un supporto stabile e concreto per molte persone svantaggiate”, ha sottolineato il 5 ottobre Franz Küberl, presidente della Caritas Austria, in un’intervista all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. L’alta richiesta di utilizzo dei servizi “dimostra la necessità dell’offerta”, ha detto Küberl, ricordando che “ogni anno, gli uffici di consulenza sociale della Caritas offrono consulenza e sostegno finanziario ad oltre 50.000 persone”, di cui molte “non hanno un conto corrente bancario, che è però necessario per poter rientrare nel mondo del lavoro. Oggi, chi non ha un conto corrente è praticamente escluso dal mercato del lavoro”. Per poter aprire un conto presso la “Prima Banca” è necessario affidarsi all’assistenza di istituzioni di consulenza ai debitori, alla Caritas o ad altre strutture assistenziali. Attualmente la “Seconda Cassa di risparmio” è presente in sette città austriache. Secondo il presidente della fondazione, Boris Marte, nel 2011, circa 200 clienti hanno potuto abbandonare la “Seconda Cassa di risparmio” per aprire un conto in una banca ordinaria: “La Seconda Cassa di risparmio – ha osservato – è sicuramente l’unica banca a rallegrarsi per la perdita di un cliente”.Turchia: mons. Padovese, processo rinviatoÈ durata solo 15 minuti la prima seduta, il 5 ottobre, del processo a carico di Murat Altun, l’omicida reo confesso di mons. Luigi Padovese, vicario apostolico di Anatolia, ucciso a coltellate il 3 giugno 2010 a Iskenderun. L’udienza è stata rimandata al 30 novembre prossimo. Nel corso della seduta, secondo quanto riferito a SIR Europa da uno stretto collaboratore di mons. Padovese, John Farhad, presente in aula, “il procuratore ha letto la relazione e poi ha chiesto a Murat se voleva dire qualcosa. Murat ha risposto di non sentirsi bene e di avere bisogno di un medico. L’avvocato di Murat ha chiesto il trasferimento del suo cliente in ospedale ad Adana fino alla prossima udienza ma il giudice ha rifiutato la richiesta”. “Murat sembra stia bene – ha aggiunto Farha – è ingrassato di 4-5 chili. All’udienza era presente tutta la sua famiglia. Al suo ingresso in aula uno dei fratelli di Murat ha detto: ‘Murat non aver paura, Dio è con te'”.Bielorussia: 10° anniversario seminario di Pinsk”Il seminario di Pinsk inizia un nuovo capitolo della sua storia. Mi auguro che le celebrazioni odierne diventino un simbolo di gratitudine a Dio per tutti i suoi benefici, e che vi porti una forza e una fiducia nuove nel rispondere alla chiamata di Cristo a diventare operai nella sua messe”. Lo ha detto il metropolita di Minsk e Mogilev, arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, parlando a Pinsk il 29 settembre in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico del Seminario maggiore interdiocesano di S. Tommaso d’Aquino. L’istituzione, fondata nel 1925, celebra adesso il 10° anniversario della rinascita. Nel 1939, infatti, era stata chiusa dal regime sovietico: la biblioteca e l’archivio diocesano erano stati in parte distrutti. La riapertura del seminario risale al settembre 2001, grazie all’iniziativa e all’impegno del card. Kazimir Sviontak, fedele sacerdote che aveva resistito alle brutali persecuzioni sovietiche adoperandosi per mantenere vivo il cattolicesimo in Bielorussia. Oggi 34 giovani, di cui otto al primo anno, si stanno preparando nel Seminario per la loro missione sacerdotale. L’arcivescovo Kondrusiewicz li ha esortati a “vivere in un continuo ringraziamento per il dono della vocazione e a non avere paura delle difficoltà della formazione”.