UE E CRISI

In ordine sparso

Cresce l’allarme ma anche il ritardo nelle contromosse

“La crisi ha raggiunto una dimensione sistemica” e ogni ritardo nelle contromosse “aggrava la situazione”. Non passa giorno senza qualche nuovo allarme: l’11 ottobre è stata la volta di Jean-Claude Trichet. Non è un caso che il presidente della Banca centrale europea si sia espresso all’indomani della decisione di rinviare il Consiglio europeo. Le instabilità finanziarie e di bilancio di molti Stati che adottano la moneta unica creano tensioni nell’Unione, mentre in questa fase occorrerebbero soprattutto coesione e decisioni operative.Un calendario fitto. Il vertice bilaterale tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy del 9 ottobre – dedicato a Grecia, ricapitalizzazione delle banche e fondo “salva Stati” – ha creato malumori, espressi da qualche ministro e capo di governo contrario a un “direttorio europeo” sull’asse tra Berlino e Parigi. Del resto è apparsa una mossa inattesa quella del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che il 10 ottobre ha comunicato uno slittamento del summit del 17-18 ottobre alla successiva domenica 23. Nella stessa data si terrà la riunione dei capi di Stato e di governo dell’Ue27 e quella dell’Eurogruppo (17 Paesi che adottano la valuta unica). L’ordine del giorno dovrebbe rimanere centrato sulla crisi economica, la governance e la situazione greca; inoltre si tratterebbe di precisare le posizioni dell’Ue in vista del G20 di Cannes del 3-4 novembre successivo. Prima del 23 si svolgerà quindi una riunione dell’Ecofin (ministri finanziari dei 27) e una dell’Eurogruppo, sempre a livello ministeriale. La decisione sarebbe stata assunta in accordo con il presidente della Commissione Barroso e con quello dell’Eurogruppo Juncker. L’obiettivo, per Herman Van Rompuy, è sempre quello di “finalizzare la strategia complessiva sulla crisi del debito sovrano nell’Eurozona”. Van Rompuy ricorda come siano “necessari ulteriori elementi” per affrontare i problemi di Atene e la ricapitalizzazione delle banche. Evidentemente il quadro politico in movimento ha indotto Van Rompuy a spostare il summit per evitarne il fallimento.Clima politico sempre teso. Di certo a Bruxelles e in diverse capitali si respira un’aria piuttosto tesa. La politica europea deve infatti fare i conti con l’emergenza finanziaria – che ha pesanti risvolti sull’economia reale e sull’occupazione (non c’è Paese che si possa dire esente da questi aspetti) -, con gli sviluppi internazionali e con gli appuntamenti a livello mondiale, come il G20, senza trascurare le instabilità e le tendenze politiche di ciascuno Stato membro e il peso delle opinioni pubbliche nazionali. Si pensi agli esiti delle elezioni in Polonia (favorevoli al premier liberale uscente Tusk, riconfermato), alla campagna elettorale in corso in Spagna, alle tensioni pre-elettorali in Germania e Francia (con le forze di maggioranza messe in seria difficoltà dalla stessa recessione), così pure in Italia. La Grecia vive un incessante fase di scioperi e proteste popolari, nei Paesi del nord (Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Austria), “rigoristi” in materia di debito pubblico e di moneta, crescono le perplessità sulla incapacità degli altri Stati nel salvaguardare i conti statali. Ci sono poi posizioni costantemente dissonanti, come quella del Regno Unito, ma anche di alcuni Paesi dell’est, che ogni giorno fanno giungere messaggi di lontananza dal progetto europeo. In questo quadro, diventa oggettivamente difficile assumere posizioni condivise che facciano argine sul fronte economico e dei mercati finanziari. Anche di questi temi si discute nella sessione plenaria dell’Europarlamento, fissata per il 12 e 13 ottobre a Bruxelles e nelle già accennate riunioni ministeriali e fra i leader dei Ventisette.Otto punti verso Cannes. “I nostri partner del G20 hanno l’impressione che se l’Europa non risolve la crisi del debito sovrano, che la colpisce in questa fase, l’economia mondiale subirà delle gravi ripercussioni. Tocca a noi dimostrare che l’Ue è determinata a fare tutto ciò che è necessario per superare le difficoltà attuali”. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione, José Manuel Barroso, hanno dunque scritto il 10 ottobre una lettera ai 27 capi di Stato e di governo dell’Ue che si ritroveranno il 23 ottobre per affrontare il problema della crisi finanziaria e per preparare la riunione del G20. I due leader europei invitano i responsabili politici nazionali ad agire con determinazione e in spirito di unità, portando il contributo fattivo dell’Europa in sede internazionale. In particolare segnalano otto punti principali sui quali l’Ue dovrebbe trovare un accordo per poi svolgere un ruolo di protagonista a Cannes. Fra questi: rilanciare la crescita; mostrare progressi concreti per il controllo dei mercati finanziari e per la governance mondiale; agire sul sistema monetario internazionale; stimolare gli scambi commerciali; approfondire la dimensione sociale della mondializzazione.