CHIESE IN BREVE

Portogallo, Moldavia, Ungheria

Portogallo: “potenzialità educativa” della famigliaIl Segretariato nazionale dell’Educazione cristiana (Snec) ha deciso di sostenere e aumentare in tutte le diocesi del Paese i progetti di formazione per le coppie, al fine di “contrastare lo svuotamento della potenzialità educativa della famiglia”. In un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica Antena 1, la direttrice del Dipartimento di formazione, Cristina Sá Carvalho ha affermato che “la capacità educativa dei genitori, sebbene diminuita, rimane ancor oggi assolutamente insostituibile”. “È necessario aiutarli a prevenire tutte le difficoltà provenienti dalla complessità della società attuale, centrata sulle mete di natura meramente economica, sull’esaltazione dell’individualismo, e dominata dalle enormi potenzialità persuasive della televisione e dei collegamenti internet”. Per tentare di rispondere a questi problemi, si è deciso di rafforzare le esperienze già esistenti per gruppi di coppie, ha aggiunto la responsabile Snec: “Vogliamo affinare questi progetti a partire dai segretariati diocesani e proporre una maggiore generalizzazione in tutto il territorio nazionale”. “Oltre a questa primaria educazione fondata nella famiglia, sono in atto anche altre iniziative che intendono coinvolgere i genitori ed i figli dai sei ai nove anni nella catechesi, e tentativi di cosiddetto risveglio religioso nei bambini dai tre ai sei anni d’età”. “Tutta la dinamica del Segretariato di educazione cristiana per quest’anno pastorale è assolutamente centrata sull’importanza della famiglia come luogo essenziale di condivisione e trasmissione della fede”, ha concluso Cristina Sá Carvalho.Moldavia: prima Settimana Sociale dei cattoliciSono un centinaio i cattolici attesi alla prima Settimana Sociale moldava. L’iniziativa, che ha preso il via l’11 ottobre a Chisinau e ha per titolo “Il coraggio di crescere accanto agli ultimi”, si svolge in un Paese in cui i cattolici rappresentano un’esigua minoranza. “Abbiamo scelto questo titolo – afferma mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau – perché rispecchia la nostra condizione di Chiesa di minoranza nel Paese, ma anche e soprattutto perché sentiamo essere la vocazione della nostra Chiesa crescere insieme a quanti non hanno nulla, a chi si sente escluso dalla società, a chi è stato privato della sua dignità e della sua umanità”. “L’essere accanto e per gli ultimi – prosegue il presule – non ci esime tuttavia dal contribuire alla crescita della società moldava, anzi è necessario che accanto all’aiuto materiale e spirituale che cerchiamo di portare a tutti, e specialmente ai più poveri, cresca, nella Chiesa moldava, anche quella diaconia al sociale che permetterà a tutti i nostri fedeli di sentirsi responsabili e protagonisti nel costruire il bene comune dell’intera nazione”. L’incontro prevede tre giornate tematiche su “l’impegno sociale dei cattolici in Moldova” (martedì 11), “la povertà e i poveri” (mercoledì 12), “l’impegno dei laici nell’economia e nel sociale” (giovedì 13) e si chiuderà venerdì 14 con la celebrazione dell’eucarestia nella cattedrale di Chisinau. Il tema di ogni giornata è introdotto da rappresentanti di altre settimane sociali in Europa: mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente delle Settimane Sociali in Italia; Jean-Pierre Rosa, delegato delle Settimane Sociali in Francia; mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e presidente della Commissione sociale “Caritas in Veritate” del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Seguiranno relazioni di esperti, testimonianze (tra cui quella dell’economia di comunione promossa dal Movimento dei focolari) e ampi momenti di dibattito. Alla Settimana Sociale moldava parteciperanno, in rappresentanza del Ccee, mons. Crepaldi e il vicesegretario dell’organismo, rev. Ferenc Janka. La loro presenza “testimonia dell’attenzione accordata all’iniziativa da parte dell’episcopato europeo”, spiega il Ccee, che avrà “il compito d’informare le Conferenze episcopali non solo sull’esito dei lavori, ma sull’esperienza in generale”. La Settimana Sociale moldava, infatti, sarà secondo mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, “una palestra e un modello per numerose Chiese di minoranza che desiderano investirsi maggiormente in questa particolare forma di diaconia del sociale, un segno e un invito per tutte le realtà cattoliche perché, seguendo questo esempio, non si lascino mai scoraggiare dalle difficoltà quando si tratta della carità e dell’annuncio del Vangelo”.Ungheria: Caritas ricorda la catastrofe di fango”Non riesco a dimenticare i volti pieni di paura, che imploravano cibo e coperte, una donna anziana che piangeva sulla mia spalla, tutte le cose coperte di fango rosso, gettate fuori dalle case”: con queste parole il direttore regionale della Caritas di Veszprém, Richard Zagyva, rievoca i tristi ricordi della catastrofe che un anno fa ha colpito l’Ungheria settentrionale. Circa 700 metri cubi di fango rosso altamente tossico fecero crollare le pareti della fabbrica di alluminio nei pressi della città di Ajka, provocando 10 morti e 150 feriti, contaminando circa 1.000 ettari di campi coltivati e distruggendo le case e i beni di centinaia di famiglie. La Chiesa cattolica di Ungheria è stata tra i primi a fornire aiuto, e la Conferenza episcopale ha organizzato una colletta con il generoso contributo dei fedeli, raccogliendo in totale 1,2 milioni di euro. Gli operatori della sede nazionale della Caritas sono presenti sul luogo dal primo giorno e fino ad ora hanno aiutato 76 famiglie nel recupero delle perdite. Il presidente di Caritas Ungheria, il vescovo Antal Spanyi, ha celebrato ieri una messa in occasione del ricordo delle vittime della tragedia nazionale a Devecser, anche come espressione di gratitudine nei confronti di tutti i collaboratori, i volontari e i donatori che hanno unito i loro sforzi per aiutare le vittime della catastrofe.