L'ANNUNCIO DEL VANGELO OGGI
I ”nuovi evangelizzatori” con il Papa
"Una giornata dedicata alla preghiera, alla riflessione e alla festa con persone giunte da Paesi di tutto il mondo". Così mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ha presentato al Papa l’incontro di oggi e i temi affrontati nel pomeriggio dai "nuovi evangelizzatori" impegnati in tutto il mondo, riuniti oggi e domani in Vaticano per l’appuntamento "Nuovi evangelizzatori per la nuova evangelizzazione. ‘La Parola di Dio cresce e si diffonde’". L’incontro è stato organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione in vista del prossimo Sinodo dei vescovi, che si terrà nell’ottobre 2012 e sarà dedicato proprio alla nuova evangelizzazione. Nell’aula Paolo VI i partecipanti hanno assistito diversi interventi, al concerto del tenore Andrea Bocelli e alla presentazione del sito internet www.aleteia.org. "Una piattaforma multimediale – spiegano i promotori – perché oggi la nuova evangelizzazione passa anche attraverso la rete". La giornata si è conclusa con i saluti di Benedetto XVI che ha ricordato ai "nuovi evangelizzatori" che "la Parola di Dio è sempre viva, in ogni momento della storia, fino ai nostri giorni, perché la Chiesa la attualizza attraverso la sua fedele trasmissione, la celebrazione dei Sacramenti e la testimonianza dei credenti. Per questo la nostra storia è in piena continuità con quella della prima Comunità cristiana, vive della stessa linfa vitale".
Fino ai confini del mondo. L’uomo contemporaneo, ha affermato il Papa, "è spesso confuso e non riesce a trovare risposta a tanti interrogativi che agitano la sua mente in riferimento al senso della vita e alle questioni che albergano nel profondo del suo cuore. L’uomo non può eludere queste domande che toccano il significato di sé e della realtà, non può vivere in una sola dimensione! Invece, non di rado, viene allontanato dalla ricerca dell’essenziale nella vita, mentre gli viene proposta una felicità effimera, che accontenta per un momento, ma lascia, ben presto, tristezza e insoddisfazione. Eppure, nonostante questa condizione dell’uomo contemporaneo, possiamo ancora affermare con certezza, come agli inizi del Cristianesimo, che la Parola di Dio continua a crescere e a diffondersi". I nuovi evangelizzatori, ha detto il Pontefice sono parte di quel campo che consente al Vangelo di crescere in abbondanza e di trasformare la propria vita e quella di altri. Nel mondo, "anche se il male fa più rumore, continua ad esserci il terreno buono". "L’annuncio del Vangelo è veramente giunto fino ai confini del mondo e, anche in mezzo a indifferenza, incomprensione e persecuzione, molti continuano anche oggi, con coraggio, ad aprire il cuore e la mente per accogliere l’invito di Cristo ad incontrarlo e diventare suoi discepoli. Non fanno rumore, ma sono come il granellino di senape che diventa albero, il lievito che fermenta la pasta, il chicco di grano che si spezza per dare origine alla spiga".
Non un’ipotesi distante. "La vastità dell’universo, come emerge dalla ricerca scientifica quotidiana è davvero sconcertante, migliaia di galassie misurate in miliardi di anni luce. Estensioni abissali che superano di gran lunga la nostra immaginazione. Interessante è il fatto che l’uomo, sin dal principio, ha avuto questa percezione di sproporzione dell’universo. A tal proposito, che cos’è l’uomo nella cornice dell’universo? Nulla! Eppure questo quasi nulla è un frammento dell’universo in cui si manifesta la coscienza che ammira la creazione e gode di essa". È la convinzione dello Marco Bersanelli, scienziato e docente di astrofisica all’Università di Milano che nel corso di "tanti anni di lavoro scientifico" è arrivato alla conclusione che "l’uomo è l’autocoscienza del cosmo e la scienza nasce dalla meraviglia dell’uomo per le cose. Una meraviglia consapevole di qualcosa che c’è ed esiste da sempre. Non si può capire attraverso la logica matematica, la logica della natura, la si può solo ammirare". La matematica, ha detto Bersanelli richiamando le parole di Benedetto XVI, "come tale è una condizione della nostra intelligenza". Qualunque analisi matematica, però, "è muta e non riesce a dire nulla di fronte al dolore o alla gioia di una persona, perché per mezzo di Lui tutto è ed è stato creato, e la scienza non può dare risposta a questo. Dio non è quindi un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto ritiratosi dopo il big bang. Lui si è manifestato con Cristo e nelle sue parole si è fatto uomo".
La Chiesa esiste per evangelizzare. "Nel mondo della Chiesa dell’America latina molti movimenti apostolici sono formati da laici, in gran parte giovani, che si sentono parte della Chiesa". Mons. Fabio Suescun Mutis, vescovo castrense della Colombia, analizzando l’esperienza della nuova evangelizzazione nell’America latina, ha ricordato che "anche Giovanni Paolo II, nel quinto centenario dell’evangelizzazione in America, richiamò alcune caratteristiche necessarie per una nuova evangelizzazione, come l’utilizzo di un nuovo metodo e di nuove strategie comunicative". In questo senso, ha sottolineato mons. Suescun Mutis "è necessaria una religiosità popolare che miri a una giustizia sociale e a una teologia per la famiglia e per l’educazione delle generazioni più giovani. Non si può avere infatti una vita religiosa se non la si ha in una comunità come una famiglia o una parrocchia. La fede deve essere vissuta anche con gli altri, per condividere e diffondere la buona notizia della parola di Gesù". La Chiesa, ha concluso, "esiste per evangelizzare, e questa è la sua identità più profonda". Un’evangelizzazione, ha rimarcato lo scrittore Vittorio Messori, che non deve "essere fatta da complesse dottrine, ma deve ricominciare dalla base. Si deve semplicemente tornare a proclamare un semplice ‘Gesù è il signore’, che anche se a molti sembrerà strano, è la verità".
Un fiume che irriga
L’incontro in Vaticano con i "nuovi evangelizzatori"
Un confronto con i responsabili delle realtà ecclesiali e i "nuovi evangelizzatori" impegnanti in tutto il mondo, avendo sullo sfondo la meta del prossimo Sinodo dei vescovi, che si terrà nell’ottobre 2012 e sarà dedicato proprio alla nuova evangelizzazione. "Nuovi evangelizzatori per la nuova evangelizzazione. ‘La Parola di Dio cresce e si diffonde’" è il tema dell’appuntamento organizzato oggi e domani in Vaticano per iniziativa del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Aperto dalla relazione del presidente del dicastero vaticano, mons. Rino Fisichella, l’incontro con i responsabili delle realtà ecclesiali in mattinata ha visto un confronto a partire da sette ambiti di testimonianza tratti dai "Lineamenta" per il prossimo Sinodo dei vescovi: cultura, fenomeno migratorio, comunicazione, famiglia, liturgia, politica, pastorale ordinaria. Nel pomeriggio vengono proposti gli interventi di madre Veronica Berzosa, fondatrice superiora di Iesu Communio, dello scrittore Vittorio Messori, dello scienziato Marco Bersanelli e di mons. Fabio Suescun Mutis, vescovo castrense della Colombia. Alle 18, nell’aula Paolo VI, concerto del tenore Andrea Bocelli, mentre l’incontro con il Papa chiuderà la giornata. Domani, infine, la celebrazione eucaristica in San Pietro (alle 9.30) presieduta da Benedetto XVI.
Risposte adeguate. "Un fiume che irriga il mondo di oggi là dove le persone vivono e lavorano" è l’immagine che mons. Rino Fisichella ha utilizzato nella sua relazione introduttiva all’assemblea per definire la nuova evangelizzazione. Un ambito al quale hanno contribuito i 27 anni del magistero di Giovanni Paolo II e ora quello di Benedetto XVI, anche attraverso l’istituzione del Pontificio Consiglio e l’esortazione a "offrire risposte adeguate". "La marginalizzazione di Dio ha sottolineato il presidente ha portato disorientamento nell’identità personale", "indifferenza, ignoranza rispetto ai contenuti essenziali della dottrina". "Molti, sbagliando, hanno pensato che l’annuncio esplicito non fosse più necessario e la sola testimonianza della vita fosse la via della nuova evangelizzazione", ha aggiunto il presule precisando che, al contrario, è la stessa testimonianza cristiana a richiedere di essere annunciatori. Guardando alle realtà ecclesiali presenti all’assise, mons. Fisichella ha lodato questo "segno di grande dinamismo", indicazione "che la fede provoca tanti cristiani, perché la chiamata alla conversione sia esperienza di salvezza". E, "se qualcuno oggi vuole riconoscere i cristiani, lo deve poter fare per il loro impegno nella fede, non per le belle intenzioni".
La parrocchia, testimone sul territorio. È nella pastorale ordinaria di cui la parrocchia è "struttura fondamentale", che "dovremo trovare le forme perché l’intera comunità scopra il suo essere evangelizzatrice", ha poi precisato mons. Fisichella andando a trattare quegli ambiti di testimonianza posti al centro dell’attenzione. Da qui parte "la sfida", per cui "dobbiamo esprimere un progetto che permetta alla comunità parrocchiale di essere testimone sul territorio". Il vescovo ha quindi parlato della liturgia, azione "mediante la quale la Chiesa esprime il suo essere nel mondo" ed è "linfa vitale per il suo annuncio", che "nella differenza dei riti mostra l’unità del credere". Sul fronte della cultura, "la mancanza di pensiero indebolisce la fede" e la rende "incapace di raggiungere tutti". Contro questa deriva, ha ammonito, "dobbiamo ritrovare la via maestra per riportare lo sguardo sull’essenziale".
Per le generazioni future. Ancora, la formazione, "essere propositivi in un momento di debolezza culturale generalizzata", a partire dalla famiglia, della quale bisogna curare la promozione anche in un’ottica di evangelizzazione, poiché "essa costituisce lo spazio materiale al cui interno avviene la trasmissione della fede". E la politica, dove un impegno dei cristiani "è urgente perché lì si fanno le leggi che determinano la cultura delle generazioni che verranno dopo di noi". Mentre, di fronte al sempre più massiccio fenomeno migratorio, "l’impegno della Chiesa non si può limitare a una distribuzione di servizi, ma dev’essere accompagnato da uno slancio evangelizzatore", ricordando al contempo che le differenti tradizioni religiose dei fratelli di fede che provengono da altri contesti "possono essere una ricchezza per stimolare l’indifferenza dei nostri battezzati". Da ultimo, l’ambito della comunicazione, che "non può essere considerato solo in un’ottica funzionale", ma chiede di "conoscere, studiare e utilizzare" il linguaggio dei media, "senza tradire il messaggio di cui siamo promotori".
Il gigante si risvegli. Rappresentanti di Chiese locali, associazioni e movimenti vecchi e nuovi hanno quindi preso la parola, a partire da Julian Carron (Comunione e liberazione) che ha rilevato come ogni persona sia "plasmata dalla comunità in cui nasce" e "allo stesso modo la cultura è una dimensione fondamentale della fede", andando ad approfondire il rapporto tra fede e cultura. Sull’immigrazione, per Adriano Roccucci (Comunità di Sant’Egidio) "c’è un’eloquenza evangelica" nell’accoglienza degli immigrati da parte delle Chiese in Occidente: la loro domanda "trova la risposta della carità, che è un primo messaggio evangelico, ma che non può restare senza le parole dell’evangelizzazione". Fortemente condiviso dai presenti l’appello di don Pigi Perini, parroco a Sant’Eustorgio (Milano) e ideatore delle "cellule dell’evangelizzazione": "È necessario ha detto che quel gigante addormentato che è la parrocchia si risvegli! Una parrocchia dinamica, carica dell’amore di Dio, che affascina i suoi fedeli e li spinge all’evangelizzazione è possibile".
Insieme nell’unità. Vede nell’oggi un "tempo favorevole per l’evangelizzazione" Franco Miano (Azione cattolica italiana), per il quale "il risveglio delle nostre parrocchie è possibile"; in questa realtà varia e articolata di esperienze, "associazioni e nuovi movimenti costituiscono una via d’acceso preziosa per l’evangelizzazione, a condizione di portare ciascuno il suo dono e metterli insieme nell’unità". Evangelizzare gli evangelizzatori, poiché questi "non possono essere tali se non hanno una fede profonda", è il messaggio del vescovo di Washington, mons. Donald Wuerl. E se "ogni epoca ha avuto le sue accentuazioni pastorali", oggi "essere cristiani ha richiamato Kiko Arguello (Neocatecumenali) è far sì che appaia la comunità cristiana", chiamata ha aggiunto Salvatore Martinez (Rinnovamento nello Spirito) "a formare in Cristo uomini nuovi, in grado di fare nuova pure la politica" per "liberare il nostro tempo dalla moltiplicazione delle strutture di peccato".