CHIESA ED EUROPA (9)
Interviste con i vescovi Comece: Danimarca e Grecia
Con le interviste a mons. Czeslaw Kozon, vescovo di Copenhagen (Scandinavia) e a mons. Nikólaos Fóscolos, arcivescovo di Atena (Grecia), prosegue lo speciale di SIR Europa dedicato alle riflessioni dei vescovi europei sul processo di integrazione europea e sul pensiero della Chiesa sulla casa comune europea (cfr SIR Europa 62-63-64-65-66-67/2011).Quale opinione e quali attese hanno i cattolici del suo Paese nei confronti dell’Unione europea? Mons. Czeslaw Kozon: “L’opinione dei cattolici riguardo l’Unione europea è specchio dell’opinione dei danesi in generale, che ha una tinta di euroscetticismo in alcuni aspetti (ad esempio l’opposizione all’euro). Non c’è quindi nessun parere specifico cattolico. Poiché molti cattolici sono di origine straniera, tra i quali ci possono essere alcuni provenienti da Paesi dell’Ue più ‘tradizionali’, potrebbe essere quindi che i cattolici siano più favorevoli. È comunque difficile notare qualsiasi aspettativa”.Mons. Nikólaos Fóscolos: “La Chiesa cattolica in Grecia è una piccola minoranza circa 50.000 cattolici su una popolazione di quasi undici milioni (11.000.000), nella sua stragrande maggioranza di religione cristiana ortodossa. Negli ultimi anni il numero dei cattolici ha molto aumentato, a causa dell’immigrazione da diversi Paesi del mondo e per diverse ragioni. Così il numero attuale dei cattolici in Grecia si pensa che arrivi a trecentomila (300.000) fedeli. L’opinione, quindi, dei cattolici per l’Unione europea non è unica. I cattolici greci, non essendo una minoranza etnica, non hanno una opinione diversa da quella degli ortodossi: per la grande maggioranza dei greci l’Unione europea è l’istituzione che raccoglie molto denaro e distribuisce molto denaro. Il medio greco vuol appartenere all’ Ue e avere i vantaggi di questa appartenenza, senza però, conoscere i suoi doveri. Per i cattolici venuti in Grecia in cerca di una vita migliore, l’Unione europea è sognata come il paradiso terrestre. Però essi, arrivando nel nostro Paese (la porta sud orientale dell’Unione europea) se non trovano l’Inferno, certamente trovano il Purgatorio…”. L’opinione pubblica si fonda su una informazione corretta: pensa che nella sua realtà, ci sia una informazione appropriata sulle istituzione UE e sulle Chiese europee?Mons. Czeslaw Kozon: “La conoscenza riguardo alle attività dell’Ue è molto importante e manca in gran parte della popolazione, anche tra i cattolici. Si potrebbe fare molto di più anche per diffondere le informazioni sulla Comece e sulla Kek le cui attività sono in gran parte sconosciute”.Mons. Nikólaos Fóscolos: “Durante i tre decenni dall’ entrata della Grecia nelle allora Comunità Europee ed in seguito nell’Unione europea, non c’è stata mai una informazione corretta su ciò che è l’Unione europea. Il popolo ha delle idee confuse. I nostri politici non hanno mai voluto informare correttamente il popolo sulle strutture dell’Ue”.Quale contributo la Chiesa del suo Paese può dare all’Europa?Mons. Czeslaw Kozon: “La Chiesa cattolica come minoranza difficilmente può contribuire alla Unione europea. In alcuni ambienti, per quanto limitati essi siano, si teme l’influenza cattolica in Europa, e alcuni cercano di scoraggiare le chiese ad impegnarsi nella Ue”.Mons. Nikólaos Fóscolos: “La Chiesa cattolica in Grecia, essendo una minoranza, non ha grandi possibilità per dare un contributo all’ Europa. La sua realtà e le condizione in cui vive sono tali, da non essere capiti nemmeno dalla gerarchia cattolica di altri Paesi. Malgrado ciò, con i pochi mezzi che dispone (giornali e internet), informa la gente sulle attività della Comece, del Ccee”.Quale bilancio si sente di trarre riguardo al lavoro compiuto fino ad oggi dalle Chiese europee nell’Ue?Mons. Czeslaw Kozon: “Anche se sconosciuto al grande pubblico, penso che il lavoro delle Chiese europee sia importante e lo posso vedere dalla mia esperienza personale in Comece. Il loro lavoro consiste nell’ottenere informazioni, seguire la legislazione nel tentativo di influenzare le decisioni”.Mons. Nikólaos Fóscolos: “Seguendo la storia del Ccee e della Comece si nota come queste due istituzioni della Chiesa sono maturate insieme all’Ue ed hanno contribuito al miglioramento di certe leggi, cercando di immettere nella legislazione europea lo spirito cristiano”.