francia - assisi 2011

Rispetto e mistero

Le iniziative per ricordare l’incontro del 27 ottobre 1986

Marce per la pace, tavole rotonde sui temi dei diritti umani e del dialogo interreligioso, spettacoli e addirittura un festival a Cannes sul “vivere insieme”. E ancora: la pubblicazione di un dossier storico su Assisi 1986 e di un testo dal titolo “Pratica di dialogo interreligioso” in cui sono raccolte una serie di schede pedagogiche curate dalla Conferenza episcopale e rivolte agli operatori pastorali per “facilitare l’incontro con le altri religioni”. Così la Francia si appresta a vivere in questo mese di ottobre la “Giornata di riflessione e preghiera per la pace e la giustizia” indetta da Benedetto XVI per fare memoria dello storico incontro interreligioso di 25 anni fa voluto da Giovanni Paolo II nella città di San Francesco il 27 ottobre 1986.L’attualità dello “Spirito di Assisi”. “Il 27 ottobre 1986 – ricorda padre Christophe Roucou, direttore dello Sri (Servizio nazionale per le relazioni con l’Islam della Conferenza episcopale francese) – Giovanni Paolo II invitava i rappresentanti di tutte le religioni del mondo per una giornata di pellegrinaggio, digiuno e preghiera per la pace del mondo. Questa iniziativa rappresentava una risposta a tutti coloro che incolpavano le religioni di essere fattori di divisione e di guerra tra gli uomini. L’incontro di Assisi voleva testimoniare che le religioni possono e devono invece servire la pace. Concludendo quella giornata di preghiera, Giovanni Paolo II dichiarava: ‘La pace attende i suoi profeti'”. Ebbene, prosegue padre Roucou, “25 anni dopo, questa frase resta di una impressionante attualità. È la ragione per la quale Benedetto XVI rinnova l’invito fatto fa Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002: invita i rappresentanti delle religioni del mondo e gli uomini di buona volontà a recarsi ad Assisi pellegrini della verità, pellegrini della pace, per rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la loro fede religiosa come servizio per la causa della pace. A differenza di 25 anni fa, lo Spirito di Assisi, secondo l’espressione di Giovanni Paolo II, quest’anno non soffierà solo ad Assisi: molteplici iniziative si svolgeranno in Francia e in tutto il mondo. Sarà quindi una tappa lungo il cammino dell’incontro e del dialogo tra credenti, cammino spesso difficile per gli ostacoli che non mancano”. Padre Roucou cita la paura che caratterizza oggi in Europa le relazioni dei cristiani con la comunità musulmana. Fa riferimento alla richiesta dei palestinesi all’Onu per il riconoscimento di uno Stato palestinese. Ricorda la situazione di conflitto in Terra Santa. “C’è – conclude – per tutti i credenti una sfida da cogliere insieme: che il dialogo interreligioso sia al servizio della pace. Il cammino sarà indubbiamente lungo, ma occorre intraprenderlo”. Dialogo e impegno per la pace. L’incontro voluto da Giovanni Paolo II nel 1986 è “una manifestazione del disegno di Dio per l’umanità”, afferma mons . Michel Santier, vescovo di Créteil e presidente de Consiglio per le relazioni interreligiose della Conferenza episcopale francese. Secondo il vescovo, il dialogo interreligioso deve necessariamente coniugarsi oggi con la comune aspirazione per la pace: “Non si può essere cristiani e credenti e non aspirare alla pace”. Ecco perché “dialogo interreligioso e preoccupazione per le minoranze cristiane sono due impegni complementari”. E in questo contesto di recente “primavera araba”, “Assisi – afferma mons. Santier – potrà essere luogo per una riaffermazione dei principi di libertà religiosa e di libertà di coscienza”. Un impegno da prendere con serietà. Il dialogo interreligioso ha fatto enormi progressi in questi 25 anni nel corso dei quali in Francia sono anche nati gruppi interreligiosi. Un fatto, prosegue il vescovo Santier, da accogliere con soddisfazione ma “occorre fondare questo impegno teologicamente” perché “più saremo seri, ben formati e esigenti nella pratica di questo dialogo, e meno saremo considerati come degli ingenui”. Da qui l’idea della Conferenza episcopale francese di pubblicare un testo che raccoglie una serie di schede pedagogiche sul dialogo interreligioso in cui si fa il punto sui differenti impegni, gli obiettivi e il quadro in cui questo dialogo si deve iscrivere. Il testo propone anche una serie di indicazioni e consigli pratici per vivere bene questo dialogo e organizzare incontri. Viene affrontata anche la questione della preghiera, con l’invito esplicito ad evitare ogni forma di sincretismo. Anche il luogo non è indifferente: chiesa, sinagoga, moschea, pagoda… “È importante in questo caso – è il consiglio dei vescovi francesi – creare un clima di raccoglimento e comunione in cui tutti si possano sentire a loro agio”. Anche la scelta dei testi è rilevante e deve essere fatta in modo da “non urtare la sensibilità degli altri”. Infine, una raccomandazione: “È importante ben distinguere le celebrazioni liturgiche destinate ai cristiani e i tempo interreligiosi di preghiera, meditazione, silenzio destinati a tutti i credenti. Ogni incontro interreligioso deve essere vissuto in uno spirito di umiltà e di rispetto reciproco. Umiltà davanti alle difficoltà incontrare e ai fallimenti, rispetto davanti al mistero dell’altro e al mistero di Dio che vi si svela”.