ECUMENISMO

Una grande colonna

La morte di Michael Staikos

Il metropolita ortodosso dell’Austria, Michael Staikos, è deceduto il 18 ottobre a Vienna a seguito di una grave malattia. Di nazionalità greca, ma in Austria dal 1964, Michael Staikos venne eletto metropolita dell’Austria ed esarca per l’Ungheria nel 1991 dal Santo Sinodo del Patriarcato ecumenico, divenendo così il più alto rappresentante dell’ortodossia nel Paese mitteleuropeo. Nell’ottobre 2010 ha presieduto l’istituzione della Conferenza episcopale ortodossa per l’Austria. Per due mandati, dal 1995 al 2000, Staikos è stato anche presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria (Örkö) e ha fatto parte per anni del Santo Sinodo del Patriarcato ecumenico. Unanime il cordoglio negli ambienti ecclesiastici cattolici e protestanti austriaci. Riportiamo di seguito alcuni commenti significativi di chi ha conosciuto e lavorato con il metropolita che tanto ha fatto per il progresso dell’ecumenismo. Colonna dell’ecumenismo. “Una grande colonna dell’ecumenismo non solo per l’Austria”, ha detto il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, all’agenzia di stampa cattolica Kathpress, esprimendo “gratitudine per averlo avuto come grande esempio di comunione cristiana in Austria”. Il card. Schönborn ha definito Staikos “figlio spirituale del card. König”. Questo legame si è tradotto “in una grande apertura da parte del metropolita Staikos verso la Chiesa cattolica”. Il metropolita è stato inoltre “un segno visibile dell’appartenenza dei cristiani ortodossi all’Austria”. Egli infatti “è stato un segno visibile di come i cristiani ortodossi siano divenuti una parte sempre più importante della popolazione”, ha aggiunto il card. Schönborn, facendo riferimento alla comunità ortodossa in Austria, che conta ormai 500mila persone. Ruolo prezioso. Il vescovo evangelico luterano Michael Bünker, vicepresidente dell’Örkö, ha reso omaggio al metropolita, ricordandone l’opera fin dagli anni ’60: “Per lui non esistevano alternative all’ecumenismo, ad un avvicinamento sempre maggiore delle Chiese”. L’atteggiamento ecumenico del metropolita hanno “avvicinato e legato tra loro anche l’ortodossia e le Chiese evangeliche”. Al riguardo, Bünker ha evidenziato il “prezioso ruolo del metropolita svolto nell’ambito del dialogo europeo tra l’ortodossia e le Chiese evangeliche, che nel 2008 ha portato a Vienna alla raccomandazione del riconoscimento reciproco del battesimo”. Bünker ha inoltre fatto presente che Staikos, “insieme con le altre Chiese, con le comunità di fede islamica e di culto israelita, si è impegnato affinché il contributo delle comunità religiose all’integrazione venisse considerato e apprezzato”. Perdita per tutti. “Non solo la Chiesa ortodossa, tutte le Chiese austriache accusano una grande e dolorosa perdita”, ha commentato il vicario episcopale rumeno ortodosso per l’Austria, Nicolae Dura. “Staikos ha rappresentato in modo eccellente l’ortodossia a livello elevato, in Austria e all’estero in cui ha fatto conoscere l’esemplare cooperazione ecumenica esistente in Austria. Non a caso – ha puntualizzato – Staikos è stato eletto per due volte presidente dell’Örkö”. Infatti, “con il suo instancabile impegno, è riuscito a far sì che le cinque Chiese ortodosse riconosciute in Austria collaborassero in particolar modo per quanto riguarda la lezione di religione e l’impegno ortodosso nell’ecumenismo”. Hans Marte, presidente della Fondazione cattolica “Pro Oriente”, istituita dal card. Franz Konig nel 1964 e che opera per il dialogo cattolico-ortodosso, ha ricordato il legame decennale di Staikos alla fondazione e l’amicizia profonda con il cardinale protagonista della Chiesa cattolica austriaca. La morte del metropolita “colma ‘Pro-Oriente’ di grande dolore e profonda tristezza. Gli innumerevoli incontri, i suoi buoni consigli e aiuti per l’avvicinamento e la riconciliazione tra Chiesa cattolica e ortodossa ci riempiono di gratitudine”.Europeo convinto. “Ho perso un amico fedele e un confratello”: così il vescovo ausiliario di Vienna, mons. Helmut Krätzl, che ha aggiunto: “Il metropolita Michael ci mancherà molto. Ma la sua memoria continua a vivere e rappresenta per noi una grande sfida per un futuro cristiano comune”. Mons. Krätzl, ha ricordato l’aspirazione del metropolita ad “un’Europa cristiana e una casa Europa, in cui tutte le genti vivano in comunità pacifica e solidale, in unione ecumenica e pur conservando le diverse tradizioni confessionali e religiose, le culture, gli usi e i costumi, come una sinfonia armonica”. Anche il mondo politico ha ricordato il metropolita: tra tutti il presidente federale Heinz Fischer che ha parlato di “grandi meriti” di Staikos “in ambito ecumenico, di dialogo interreligioso e dialogo tra culture e civiltà”. Fischer ha poi voluto sottolineare che “come europeo convinto”, Staikos “si è adoperato sempre per l’ampliamento dell’Ue con l’ingresso dei Paesi dell’Europa orientale e meridionale”.