CHIESE IN BREVE
Italia: i vescovi e l’agricoltura”Solo con Dio c’è futuro nelle nostre campagne!”: è il titolo del messaggio per la Giornata del ringraziamento che verrà celebrata il 13 novembre, diffuso il 18 ottobre dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. La giornata – si legge nel messaggio – rappresenta “un inno vivissimo di lode per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo” che viene rivolto al Signore. “Ringraziare è sempre un gesto alto e bello, che nobilita chi lo compie. Per noi è un atto doveroso, soprattutto al termine di un anno agricolo segnato dalle conseguenze di una grave crisi economica e finanziaria, ma anche gravido di quella speranza che sgorga dal primato che riconosciamo a Dio solo”, si legge ancora nel testo in cui si richiama la grande tradizione agricola del nostro Paese e si ammonisce su alcune storture che si registrano in questi ultimi tempi. “Quando non c’è Dio nella vita delle nostre campagne, anche il pane non solo non ci sazia, ma anzi si trasforma in pietra, pesante e rude. Quando viviamo nell’egoismo, nella chiusura del cuore e delle mani, nel latifondo e nei respingimenti, nell’inquinamento delle terre, nella speculazione sul grano, nel lavoro nero degli immigrati, il nostro pane diventa pietra e serve a innalzare muri tetri e invalicabili”. Il messaggio dedica uno spazio significativo agli imprenditori agricoli: “Se la terra sarà amata come dono gratuito di Dio Padre, sarà anche custodita da imprenditori agricoli intelligenti e attivi, capaci di speranza, pronti a investire, per ‘intraprendere’ anche con notevoli rischi economici”. “Vorremmo, in particolare, esprimere la nostra ammirazione e benedire l’opera di quei giovani imprenditori che hanno scelto di ritornare alla terra, nel lavoro agricolo. Essi – scrivono i vescovi – sono cresciuti più del sei per cento in tutta Italia, indice di un riscoperto amore alla terra, scelta per vocazione e non per costrizione”. Nel testo si afferma poi che “questi giovani vanno aiutati e accompagnati” sul piano educativo, formativo e anche economico, ambito nel quale “è decisivo il ruolo degli istituti di credito: pensiamo, in particolare, alla nobile tradizione delle casse rurali, oggi banche di credito cooperativo” che “tanto hanno giovato a trasformare le campagne”. I vescovi chiudono affermando che “in una crisi tanto dura, non dovranno certo essere le campagne a pagare il prezzo più alto. Per questo va rilanciata la cooperazione, perla di autentica crescita in tante terre d’Italia”.Germania: i numeri della pastorale per telefonoLa “pastorale per telefono”, assicurata dal telefono amico, ottempera ai doveri cristiani: lo ha affermato mons. Franz-Josef Bode, presidente della Commissione per la pastorale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in un comunicato diffuso il 25 ottobre dalla Dbk. Mons. Bode si è così espresso in occasione della pubblicazione di uno studio commissionato dal Ministero federale tedesco per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani, eseguito su questo particolare tipo di assistenza in concomitanza con l’Anno europeo dedicato all’attività di volontariato. Dallo studio è emerso che circa l’80% dei volontari è di sesso femminile; oltre la metà dei volontari ha un’età compresa tra i 30 e i 59 anni. Due terzi dei volontari ha un titolo di studio superiore, il 51% del totale ha conseguito una laurea. Circa l’80% delle persone appartiene alla Chiesa cattolica ed evangelica, il 2,9% è di altra confessione cristiana, lo 0,5% è di altra religione e il 16,9% è agnostico. Il telefono amico “rende evidente quante persone hanno bisogno di qualcuno che le ascolti. Ogni anno, circa due milioni di persone usufruiscono di questo servizio”, ha sottolineato Bode, aggiungendo che “Dietro questo lavoro vi è l’immagine cristiana dell’essere umano: ognuno è prezioso e conta, non viene abbandonato. Dio non abbandona nessuno, e neanche noi lo vogliamo”. Il servizio fornito dalla Chiesa cattolica ed evangelica è un servizio ecumenico, offerto dalle due Chiese in modo congiunto. Ruth Belzner, presidente della Conferenza evangelica per la pastorale telefonica, ha evidenziato questo aspetto, ringraziando gli operatori locali “che – per lo più in cooperazione ecumenica – realizzano un’offerta di assistenza pastorale e di consulenza impagabile”. Belzner ha inoltre rilevato che le risposte fornite dai volontari nello studio “possono aiutarci a rendere ulteriormente interessante il servizio di telefono amico per chi, ad un certo punto della vita, cerca un impegno di volontariato che abbia un senso”. “Ogni anno”, ha proseguito, “nei 105 punti di assistenza telefonica vengono formate tra le 800 e le 1.000 persone. Non tutti operano continuativamente per decenni come volontari del telefono amico, ma la durata media dell’attività di volontariato prestata è incredibilmente lunga: 7-8 anni Che ciò non sia un caso, lo confermano le dichiarazioni dei volontari sul livello e i motivi della loro felicità”, ha osservato Belzner.