MASS MEDIA E DINTORNI
Una "festa" che non ci appartiene
I primi a sfruttare l’occasione sono, naturalmente, i commercianti: vetrine addobbate in stile dark per vendere dai vestiti ai dolci, dalle auto alle scarpe, dai quaderni agli elettrodomestici. Ogni occasione è buona per rifare il packaging dei propri prodotti e presentarli sotto una veste estetica che favorisca l’acquisto. Ma Halloween non è soltanto un fenomeno commerciale, pian piano sta prendendo piede anche a livello sociale tra feste a tema, dibattiti più o meno seri e consigli dedicati per vivere la ricorrenza nel modo migliore.
” “Carta stampata, televisione e internet fanno da cassa di risonanza. Nei giorni precedenti e seguenti il 31 ottobre i giornali hanno dedicato cospicuo spazio al significato di questa festa pagana, non soltanto riassumendone le origini storiche e spiegandone il senso, ma elargendo a piene mani consigli e curiosità su come vivere la festa al meglio. Google il 31 ha augurato "Felice Halloween" ai suoi utenti, con un filmato in cui un gruppo di persone attrezzava alcune pietre con 6 grandi zucche, poi scavate e illuminate a formare la parola "Google".
” “Il dibattito sulla festa ha assunto da qualche anno proporzioni non trascurabili, a partire dalla domanda che ritorna ciclicamente a fine ottobre: Halloween va contro le celebrazioni cattoliche di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti? La risposta sembrerebbe negativa, dato che si tratta di due cose diverse, ma i media ci giocano su in ogni occasione. Nonostante Halloween non abbia proprio niente a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte, la coincidenza temporale rischia di ingenerare qualche confusione, soprattutto nei più piccoli.
” “Se si chiede a un bambino delle elementari o delle medie cosa siano la festa di Ognissanti, la Celebrazione dei defunti e Halloween, probabilmente lo si trova più preparato su quest’ultimo argomento. Il perché è presto detto: giocano da un lato lo spiritismo e il senso del macabro che hanno facile presa sui soggetti più deboli, dall’altro il tamtam mediatico e la connotazione ludica che molti genitori assegnano alla festa magari prendendola essi stessi a pretesto per una cena un po’ diversa con gli amici. Se dal punto di vista della fede non ci può essere alcun rischio di confusione o di sovrapposizione fra il "rito" pagano e la liturgia cristiana di Tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti, mediaticamente parlando il cortocircuito è un dato di fatto.
” “Con qualche rara eccezione, è forte la sproporzione fra lo spazio dedicato a prescindere dal tono o dal registro narrativo usato ad Halloween e quello riservato alle celebrazioni cristiane. Perché non ci si preoccupa di spiegare ogni anno il significato di Tutti i Santi e della Celebrazione dei defunti, come invece si fa per Halloween? Vogliamo pensare che sia perché si ritiene che le persone siano già sufficientemente informate sulle celebrazioni cristiane, mentre della festa pagana si conoscono gli aspetti esteriori (le zucche, il tormentone "dolcetto o scherzetto"…) ma non le origini. In realtà, non possiamo dimenticare che Halloween è un fenomeno consumistico, prima ancora che culturale o spirituale, e come tale fa gola a chiunque abbia la possibilità di renderlo fruttuoso in termini economici, anche solo vendendo maschere o biscotti ispirati all’iconografia tipica del genere.
” “Per quanto possa essere pittoresco o curioso, Halloween non è un rito che ci appartiene, nonostante il rafforzamento che riceve dai media per radicarsi nell’immaginario collettivo: resta una festa d’importazione che non lascia traccia, se non come innocua e allegra carnevalata fuori stagione.