UNIONE EUROPEA

Restare uniti e solidali

Appello dei vescovi Comece

Una visione politica europea orientata al lungo periodo: questa la ricetta anticrisi proposta dai vescovi della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), riuniti in assemblea plenaria a fine ottobre a Bruxelles. Nella dichiarazione diffusa al termine della sessione autunnale, dedicata al tema "La crisi finanziaria e il futuro dell’integrazione europea", la Commissione ha rivolto un appello all’Unione europea e ai suoi cittadini, affinché evitino le accuse reciproche per assumersi invece la responsabilità comune alla ricerca di una soluzione alla crisi finanziaria che colpisce l’Eurozona: una crisi che sta mettendo a rischio addirittura l’esistenza dell’Unione europea e in particolare dell’euro. I vescovi hanno inoltre esortato i leader politici europei ad elaborare misure che rispondano a una prospettiva di lungo respiro per superare la difficile situazione. Presentiamo di seguito il documento elaborato dalla Commissione.

Unità e solidarietà. Numerose personalità delle istituzioni europee hanno partecipato all’assemblea dei vescovi che "hanno ascoltato diversi esperti su questa materia complessa", si legge nella dichiarazione. "Peter Wagner della Commissione europea ha spiegato il compito della Task Force istituita di recente per la Grecia. Il Prof. Dr. Lans Bovenberg (Università di Tilburg), Dr. Emmanuel an der Mensbrugghe (direttore degli Uffici europei del Fondo monetario internazionale) e Jean-Pierre Jouyet (presidente dell’Autorità francese di vigilanza del mercato finanziario) hanno illustrato le loro posizioni sulle cause economiche e politiche della crisi debitoria in Europa". Le cause della crisi – prosegue il documento – sono di natura strutturale e sono sostanzialmente dovute alle decisioni politiche di breve respiro, spesso basate su motivazioni elettorali, prese negli ultimi decenni". Si tratta di decisioni che "rispecchiano sovente il comportamento individuale orientato al consumo finanziato dal credito". In ogni caso, "nella situazione attuale, scaricare le colpe agli altri non porterà da nessuna parte. Gli europei devono restare uniti e praticare la solidarietà per superare la crisi attuale", esortano i vescovi, poiché "la crisi non implica necessariamente peggioramento ma può anche offrire un’opportunità di rinnovamento".

Pensare alle generazioni future. "Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha illustrato ai vescovi della Comece il risultato del vertice europeo iniziato il 26 ottobre", un risultato che i vescovi hanno salutato "come risposta adeguata alla crisi contingente. Nella consapevolezza che le soluzioni tecniche e a breve termine saranno inadeguate, i vescovi hanno sottolineato la necessità di una visione a lungo termine per le istituzioni europee e per il modello sociale ed economico da esse promosso. In particolare, – si sottolinea – occorre tener conto maggiormente degli interessi delle nuove generazioni che rischiano di diventare le vittime principali della crisi".

Il ruolo della Chiesa. "I vescovi sono dell’opinione che la Chiesa possa rappresentare una forza di coesione e speranza nella Comunità europea, minacciata dal populismo e dalla divisione", afferma il documento. "Le cause principali dell’attuale crisi sono di tipo morale e spirituale. Il relativismo morale modifica l’essenza della responsabilità personale e collettiva e – nel lungo periodo – l’essenza del bene comune. Con i servizi svolti a livello sociale, le Chiese possono aiutare i più deboli della nostra società; esse si adoperano per la dignità umana e il bene comune, contro le tendenze individuali". Al termine della dichiarazione, i vescovi annunciano di aver adottato "una dichiarazione sul concetto di economia di mercato sociale, inserita dal Trattato di Lisbona nel Trattato dell’Unione europea". Il testo, intitolato “‘Una comunità europea di solidarietà e responsabilità’ verrà pubblicato a inizio gennaio 2012 in diverse lingue".