G20
Chiuso il vertice di Cannes
Il G20 va in archivio, ma i problemi affrontati dai "grandi" del mondo restano tutti sul tavolo.
Il Parlamento greco è chiamato questa sera a votare la fiducia al premier Papandreou (soluzione adottata al posto dell’annunciato referendum popolare sugli aiuti europei, contestato dagli altri Paesi di Eurolandia): in gioco non c’è tanto la sopravvivenza di un esecutivo, ma la possibilità di portare o meno a termine un piano di salvataggio che all’Ue nel suo insieme è già costato molto sul piano finanziario nonché politico.
L’altro Paese "sorvegliato speciale" era l’Italia. Da Cannes arriva la notizia che il Fondo monetario internazionale (Fmi) monitorerà come richiesto da Roma le riforme attuate dal governo per rimettere in carreggiata i conti pubblici. E la prossima settimana una équipe della Commissione europea raggiungerà la capitale italiana con lo stesso compito, in relazione agli impegni assunti dal premier Berlusconi al Consiglio europeo di fine ottobre.
"Accolgo con favore lo sforzo dell’Italia che ha preso le misure necessarie per arrivare a un pareggio di bilancio nel 2013 e la sua decisione di fare ricorso al Fmi e all’Ue per certificare su base trimestrale i suoi conti", ha affermato in chiusura dei lavori il timoniere di turno del G20, il presidente francese Nicolas Sarkozy. Per poi aggiungere: "L’Italia è una delle principali economie mondiali e un Paese essenziale per la zona euro", chiudendo qualche polemica di troppo sorta nei giorni scorsi.
Da questa sessione del G20 non emergono come si diceva decisioni finali di grande portata, ma piuttosto un’impressione complessiva: la crisi, partita tre anni fa dagli Stati Uniti, ha colpito l’Europa più di ogni altro angolo del pianeta (almeno se si considera la parte del mondo più sviluppata e ricca). Così il Vecchio Continente è stato il vero "nodo" del vertice di Cannes, e il presidente Usa Barack Obama ha sottolineato: "L’intera area euro è sotto stress".
Occorre peraltro osservare che l’Ue27 ha fatto tanto per contrastare questa pesantissima recessione, che mostra diverse facce: quella finanziaria e creditizia, quella dell’economia "reale", quella della perdita dei posti di lavoro, quella dei consumi. Una parte di Ue corrispondente a Eurolandia, con in testa Germania e Francia si è sentita in dovere di formulare risposte decise, benché costose e impopolari, serrando i ranghi e scommettendo, pur a fatica e tra mille ritrosìe, su una maggiore integrazione. Un’altra parte, con a capo il Regno Unito, ha creduto fosse meglio prendere progressivamente le distanze dall’Ue. Potrebbe essere un quadro eccessivamente schematico, ma forse non lontano dalla realtà. Tanto che uno dei maggiori quotidiani europei in queste stesse ore nel proprio sito (www.lemonde.fr) titola "Verso un’Europa a due velocità?". Le due velocità nell’Europa comunitaria già esistono (moneta unica, Schengen e altri casi): ora potrebbero addirittura prevalere.
In questo contesto, l’Italia deve confermare di avere realmente scelto la strada dell’Europa, delle riforme, del controllo del debito pubblico, della crescita. Nella conferenza stampa tenuta a Cannes dal premier Berlusconi al termine del G20 si sono sentite parole che ormai da tempo si ascoltano in Italia.
Per guardare avanti, però, è anzitutto necessario un serio esame di coscienza sull’oggi: la Grecia avrà una prima risposta questa sera, per l’Italia i giochi restano aperti.