ALLUVIONE GENOVA
La solidarietà del Paese e l’abbraccio della Chiesa
Lunedì a Genova scuole chiuse e giornata di lutto cittadino: lo ha comunicato oggi il sindaco di Genova, Marta Vincenzi. Genova avrà così modo di piangere le sei vittime della tremenda alluvione che ha fatto pagare alla città un altissimo tributo di vite umane e ha messo in ginocchio alcuni dei suoi quartieri più popolosi e centrali. Una tragedia doppia: tra i morti due bambine. Una tragedia al femminile: tutte e sei le vittime infatti erano donne. Come Shpresa Djala, la mamma albanese di 28 anni, morta con le due figlie, Janissa, che aveva solo un anno, e Gioia, 8 anni. La giovane mamma cercava la salvezza per lei e le sue bambine nell’androne del portone di Via Fereggiano 2/b ma l’ondata di piena le ha travolte impedendole di salire le scale – quella che sarebbe stata la loro salvezza – e le ha trascinate nel sottoscala dove sono rimaste imprigionate. La stessa sorte è toccata ad Angela Chiaromonte, 40 anni, che aveva appena preso il figlio al liceo Cassini e lo stava portando a casa in auto. Solo quest’ultimo si è salvato. Evelina Pietranera, 50 anni, gestiva la rivendita di giornali all’incrocio tra Corso Sardegna e Piazza Galilo Ferraris. L’edicola non esiste più: è stata travolte dalle acque. Serena Costa, 19, è morta dopo essere andata a prendere il suo fratellino più piccolo a scuola.
L’allarme non è cessato. Iniziano già ad incalzare le prime polemiche ma questo, è stato sottolineato da più parti, non è il tempo di cercare le colpe ed i colpevoli, ammesso che ve ne possano essere, ma di stringersi tutti insieme per superare questo momento. Intanto il tempo pare non voglia proprio concedere tregua alla Liguria. Secondo le ultime previsioni sono in arrivo ancora numerose e abbondanti precipitazioni in tutta la Regione. Il sito ilmeteo.it lancia l’allarme assoluto per le zone di Imperia, Savona e Genova. Qui, a breve ci saranno fortissime piogge e l’allarme durerà sino a martedì. A metà pomeriggio, l’allarme per la pioggia è scattato anche a Lavagna e a Chiavari: la Protezione civile regionale ha avvisato che alla sua foce il torrente Entella (che scorre fra le due cittadine) è "a livello di guardia", e i vigili stanno invitando la popolazione a mettere in sicurezza auto e beni.
Il card. Bagnasco tra la popolazione. Questa mattina, intanto, il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, accompagnato da monsignor Marino Poggi, direttore della Caritas diocesana, si è recato in visita alle comunità parrocchiali e alla popolazione dei quartieri di Quezzi, Marassi e San Fruttuoso, e nella zona di Borgo Incrociati. Ha incontrato i parroci e ha visitato le loro chiese recandosi inoltre presso l’Istituto delle Suore di Sant’Agata in San Fruttuoso, prendendo atto delle conseguenze agli edifici e ai locali coinvolti nell’alluvione. Nel tragitto ha visitato anche decine di esercizi commerciali in via Fereggiano, piazza Galileo Ferraris, Corso Sardegna, Borgo Incrociati, e nella zona di San Fruttuoso, devastati dall’esondazione dei torrenti. "Siate forti – ha detto ai genovesi il cardinale – è come l’alluvione del `70. Il dolore è grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche". Domani alle ore 16 il cardinale sarà nella parrocchia N.s. della Guardia di Quezzi, al cui territorio appartenevano Angela Chiaromonte, Evelina Pietranera e Serana Costa, per un momento di preghiera, e alle ore 17.30 nella parrocchia di Santa Margherita di Marassi, al cui territorio appartenevano la giovane mamma albanese Shpresa Djala con le due bambine, Janissa e Gioia, tragicamente scomparse nell’alluvione. Durante il tragitto, visitando gli alluvionati, il cardinale ha ricevuto la telefonata del Santo Padre, che ha espresso affetto, vicinanza, solidarietà e preghiera per le vittime, i loro familiari, e tutte le persone colpite dalla tragedia. . Per rispondere alle necessità delle popolazioni liguri e toscane colpite in questi giorni dall’alluvione, la Presidenza della Cei ha disposto un contributo straordinario di un milione di euro dai fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa cattolica. Tale somma si aggiunge alle raccolte promosse anche a livello locale dalla Caritas.
La solidarietà del card. Angelo Scola. L’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, ha inviato oggi al card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana un messaggio di solidarietà per le vittime e gli effetti dell’alluvione. "Esprimo la mia vicinanza, con tutta la Chiesa ambrosiana, per la dolorosa prova che ha ferito la Città di Genova ha detto il card. Scola -. Ti assicuro in particolare il ricordo e la preghiera per le vittime e le loro famiglie, come abbiamo già abbiamo fatto ieri nella solenne eucarestia in occasione della solennità di San Carlo". La Caritas ambrosiana ha inoltre reso noto, in una nota diffusa oggi, che interverrà a favore delle popolazioni colpite a Genova, nello Spezzino e in Toscana nell’ambito delle iniziative che Caritas italiana e le Caritas liguri stanno avviando. Info: emergenze@caritasambrosiana.it.
Una tragedia anche per gli immigrati. "L’acqua che ha sconvolto le Cinque Terre e la Lunigiana nei giorni scorsi ha travolto di sorpresa alcuni quartieri di Genova. E con l’alluvione è arrivata la morte per alcune persone e famiglie, bambini, giovani, donne e anziani. La tragedia in queste terre sulle coste a cavallo tra la Liguria e la Toscana non è venuta dal mare, ma dai fiumi. L’Italia, da terra promessa per alcuni del milione di rumeni e dei 400 mila albanesi arrivati in Italia, lavoratori e famiglia, anche piccoli nati in Italia ma non riconosciuti cittadini, è diventata la terra del dolore e della morte". Ad affermarlo oggi è la Fondazione Migrantes che esprime "dolore, ma anche rabbia per tutte le persone colpite da questa tragedia". Guardiamo, sottolineano i responsabili della Fondazione, con "particolare sollecitudine pastorale alle famiglie immigrate che hanno perso i loro beni e i loro cari lontano dalla loro Patria, cercando di operare perché la sicurezza di ogni persona, anche per i migranti e le loro famiglie, sia sempre più tutelata".
Adriano Torti – corrispondente SIR a Genova