ALLUVIONE GENOVA
I funerali delle sei vittime
Oggi a Genova è stato il giorno del lutto cittadino. A Mezzogiorno bandiere a mezz’asta ed un minuto di silenzio. La città ha così ricordato le sei vittime dell’alluvione che venerdì scorso ha messo la città in ginocchio. In mattinata è stato celebrato il primo funerale, quello di Angela Chiaromonte, l’infermiera di 40 anni morta dopo aver messo in salvo il figlio Domenico. Gremita la chiesa di Santa Margherita di Marassi. Familiari, parenti, amici, compagni di scuola e compagni di calcio dei ragazzi. Tanti anche gli agenti della Polizia Penitenziaria, colleghi di lavoro del marito della vittima. Presente in chiesa, anche se in disparte, il vicesindaco Paolo Pissarello. “Mia madre è stata un’eroe perché è morta per salvare me. Era una persona fantastica” ha detto Domenico, 14 anni, il figlio più piccolo di Angela al termine del funerale. “Tutti e quattro eravamo una squadra e lo saremo ancora”. Il figlio più grande Stefano, abbracciato al fratello, ha ringraziato “tutti coloro che ci sono stati vicino e che ci danno una mano”.
Morti che non potranno mai essere cancellate. “Queste morti, che non potranno mai essere cancellate o dimenticate, diventino per noi motivo di riflessione. Ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità, remote e recenti, e si renda conto di quanto sia opportuno ed importante compiere bene il proprio dovere” ha detto il parroco padre Francesco Lia, dei Frati Minimi di San Francesco da Paola, nell’omelia. “La morte – ha aggiunto – ha senso solo se dalla morte nasce la vita. Mi piace pensare che la nostra sorella si è spenta dando un ultimo grande atto di maternità e generosità sapendo che il figlio Domenico era in salvo”. Di fronte alla morte, ha proseguito, “non abbiamo altra risposta che quello che preghiamo nel padre nostro: sia fatta la tua volontà. Anche se per noi la morte è inspiegabile ed è difficile comprendere, chiniamo il capo, non per rassegnazione, ma perché accettiamo la volontà di Dio”. Rivolgendosi ai due figli, Domenico e Stefano, ha detto ancora: “la mamma sarà sempre vicino a voi e vi darà il bacio della buona notte come ha fatto fino a qualche sera fa”. Domani mattina, presso la chiesa di Nostra Signora della Guardia di Quezzi, si celebreranno invece i funerali di altre due vittime, la diciannovenne Serena Costa e l’edicolante cinquantenne Evelina Pietranera. I familiari e gli amici di Shpreshe Djala, la giovane donna albanese morta insieme alle due figlie Gioia e Janissa – di uno ed otto anni – hanno invece portato oggi il loro estremo saluto all’obitorio dell’ospedale San Martino. Tutte e tre riposeranno nella loro terra natale in Albania.
Sacerdoti e seminaristi tra la gente nel fango. Intanto migliaia di volontari faticano per rimettere in piedi la città. Una città nella quale domani le scuole rimarranno ancora chiuse e che ha visto prorogare di altre 24 ore (fino alle 18 di domani) l’allerta di tipo 2. Stesso livello di allarme anche nell’Imperiese e nel Savonese. Nelle zone alluvionate il traffico riprende a fatica, con numerose vie ancora interdette al traffico privato, e con le auto che, nelle zone maggiormente colpite dalla tragedia, fanno lo slalom tra mezzi dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, dei camion della spazzatura e delle autospurgo. Tra le migliaia di persone che si sono attivate per ripulire le zone alluvionate ci sono anche i seminaristi di Genova e molti sacerdoti. Tra questi ultimi don Francesco Fully Doragrossa, responsabile del Movimento Ragazzi, e don Guido Gallese, responsabile della Pastorale giovanile diocesana. Entrambi sono stati innondati dai messaggi dei loro ragazzi – sul cellulare, su Facebook, tramite mail – che chiedevano come fare per poter aiutare. “Siamo qui per dare un aiuto concreto ed essere un segno di solidarietà”, ha detto don Doragrossa che ieri e oggi era impegnato a spalare il fango in Corso Sardegna. “Sono qua con tanti amici e con i giovani del Movimento Ragazzi ma ho visto tantissimi alunni ed ex alunni della scuola dove insegno. A spalare il fango – ha continuato – sono venuti da tutta Genova e ci sono giovani di tutti i ceti sociali”. Anche i seminaristi non sono rimasti indietro in questa gara di solidarietà che, nella tragedia, è riuscita a fare emergere il vero volto del popolo italiano ed il suo straordinario senso di solidarietà. “Nei giorni scorsi – ha spiegato il rettore don Michele Cavallero – i diciassette ragazzi del nostro Seminario hanno aiutato le Suore di Sant’Agata ed hanno pulito la Cappella di Piazzale Adriatico, succursale della parrocchia di San Bartolomeo di Staglieno. Oggi eravamo presenti nella chiesa di Santa Fede in Corso Sardegna”.
Solidarietà anche dagli Evangelici. Anche la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) ha aperto una raccolta fondi per le vittime dell’alluvione in Liguria. “Mentre si piangono i morti e ancora si spala il fango che ha ricoperto le strade – si legge in un comunicato diffuso oggi – il Consiglio della Fcei ha voluto esprimere la propria vicinanza nella preghiera alle persone colpite, tra le quali figurano anche alcune famiglie evangeliche”. “Oltre alla solidarietà – ha dichiarato la pastora Letizia Tomassone, vice presidente della Fcei – è importante che le chiese si facciano promotrici di una riflessione sulla gestione del territorio italiano, spesso così fragile e abbandonato a se stesso”.
Adriano Torti corrispondente SIR da Genova