PARLAMENTARIUM

Per saperne di più

Il centro visitatori del Parlamento Ue a Bruxelles

Scoprire la storia e gli obiettivi dell’integrazione, conoscere le istituzioni dell’Unione europea, percorrere le sfide politiche, sociali e culturali che ieri come oggi hanno attraversato il vecchio continente e che continuano a sollecitare risposte congiunte dagli Stati che hanno intrapreso il cammino comunitario. Sono alcune delle possibilità offerte da Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento Ue a Bruxelles, che ha recentemente aperto le porte al pubblico dopo l’inaugurazione ufficiale avvenuta l’11 ottobre. Galleria moderna, di ultima generazione. Il Parlamentarium è una realizzazione imponente, di ultima generazione, dotata dei più moderni e sofisticati strumenti multimediali e digitali, che valorizza la comunicazione scritta e verbale (sempre in 23 lingue), il linguaggio fotografico e audiovisivo. Una galleria interattiva, che presenta anche percorsi didattici e spiegazioni riservate ai ragazzi mediante giochi. Sono anche previste visite per persone con difficoltà visive e uditive. “Il Parlamentarium mostra in modo dinamico e interattivo la storia dell’Unione europea – si legge nel sito www.europarl.europa.eu, dove si trovano ulteriori informazioni sul centro -. E permette di conoscere meglio i membri del Parlamento, come vengono assunte le decisioni e come influenzano la nostra vita quotidiana”. “Ai cittadini è offerta la possibilità di compiere un viaggio eccezionale nel cuore dell’Europa – ha spiegato all’inaugurazione il presidente dell’Assemblea Ue, Jerzy Buzek – e dell’unica istituzione comunitaria direttamente eletta, dove vengono prese decisioni che influenzano la vita di milioni di persone”.Saloni, corridoi e… interattività. Il centro (il più grande del vecchio continente, costato attorno ai 20 milioni di euro) potrebbe accogliere – nelle previsioni – tra 400 e 500mila visitatori l’anno, con particolare riguardo alle scolaresche, ai giovani, ma anche ai turisti europei o di Paesi terzi. Attraverso lunghi corridoi e ampie sale si possono ripercorrere gli esordi dell’integrazione, conoscerne le istituzioni e i meccanismi decisionali, le sfide presenti e gli obiettivi futuri. Alla storia è dedicata ampia parte della visita, presentando, come ha detto ancora Buzek, “un continente sopravvissuto a due guerre mondiali, che ha superato le divisioni e che oggi costruisce un progetto politico condiviso che, ne sono convinto, sarà capace di superare tutte le difficoltà presenti”. Le visite, gratuite, sono possibili sette giorni su sette, facilitate da audioguide che consentono di interagire con le diverse parti della mostra. In una apposita sala il pavimento riproduce la carta geografica d’Europa: percorrendola vi si scoprono, ad esempio, le sedi decentrate dell’Ue nei vari Paesi (come quelle delle agenzie specializzate dell’Unione) oppure le realizzazioni comunitarie nei vari Stati membri.Conoscere le istituzioni comunitarie. Unità e diversità costituiscono il filo rosso della visita. Sul piano storico, geografico, economico, politico, si mostra per ogni Paese le singolarità e al contempo i tratti identitari comuni con altri Stati, nonché il percorso per dar vita prima alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio, poi alla Comunità economica europea e quindi all’attuale Unione europea. In un’altra sala ancora si può virtualmente prendere parte a una seduta del Parlamento europeo, mediante un filmato proiettato su uno schermo a 360 gradi. Un ambiente è invece dedicato a conoscere le realtà dei Paesi aderenti mediante messaggi videoregistrati da cittadini delle diverse nazionalità. Un lungo corridoio permette di conoscere tutti i singoli membri dell’Europarlamento, ascoltandone un messaggio registrato e potendo inviare messaggi email a ciascun deputato, con domande, suggerimenti, critiche.I punti fermi dell’integrazione. Sul piano dei contenuti, a parte qualche modesta sbavatura o disattenzione, si possono scoprire non solo le vicende che hanno portato alla costruzione politica europea, bensì anche la “storia delle idee politiche” verso l’integrazione e il contributo che innumerevoli personaggi vi hanno portato, naturalmente a partire dai “padri dell’Europa”, con in testa il francese Robert Schuman, il tedesco Konrad Adenauer, gli italiani Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli, il belga Paul-Henri Spaak, fino agli statisti degli anni ’70 e ’80 e ai protagonisti della caduta del Muro di Berlino e della democratizzazione dei Paesi dell’Europa dell’Est, gli ultimi ad aderire alla “casa comune”. Il Parlamentarium trasmette inoltre – senza trascurare limiti e ritardi – i passi verso la cooperazione economica e monetaria, lo sviluppo dei territori, la solidarietà tra i popoli, l’impegno comune sulla scena mondiale, ossia le grandi direttrici della politica a livello di Unione europea.