PUGLIA
Una proposta di legge d’iniziativa popolare
È all’attenzione della Commissione consiliare competente la proposta di legge regionale di iniziativa popolare (circa 20 mila le firme raccolte) dal titolo “Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro”, promossa dalla Cisl di Puglia. L’idea di fondo, scrivono i promotori, è di far emergere la centralità della persona nella organizzazione lavorativa. La proposta prevede, tra l’altro, l’obiettivo di migliorare la tutela dei lavoratori rispetto alla legislazione nazionale; la sensibilizzazione nelle scuole alla legalità e alla sicurezza; la revoca dei contributi e l’inaccessibilità agli stessi per 5 anni nel caso in cui le aziende violino le norme sulla sicurezza; la concessione di contributi per l’attivazione di pratiche socialmente responsabili (tra queste, la tutela di gravidanza e maternità); la realizzazione di sportelli d’ascolto e di progetti contro le molestie morali, psico-fisiche e sessuali. Secondo l’Inail nel 2010 in Puglia si sono verificati 35.296 infortuni sul lavoro, di cui 75 mortali (-2,6% e + 7,1% rispetto al 2009).Prima la persona. “La proposta è davvero interessante, soprattutto per il principio che la muove e la giustifica: datori di lavoro e lavoratori non sono considerate quali parti contrapposte, ma come soggetti di un comune lavoro per la qualità e la sicurezza del lavoro”. È l’opinione di don Matteo Martire, direttore per la diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro e coordinatore dei cappellani del lavoro, recentemente istituiti dal vescovo Giovan Battista Pichierri. “In un momento in cui si oscilla tra la rabbia, il disimpegno e la sfiducia, la proposta legislativa rilancia l’idea di una speranza di cambiamento che si può costruire in un impegno comune dei datori di lavoro e dei lavoratori e dove gli enti pubblici vengono chiamati ad una assunzione di responsabilità”, continua il direttore dell’Ufficio diocesano. Il richiamo alla centralità della persona, “come elemento fondante la stessa organizzazione del lavoro, è in linea con i richiami continui del magistero della Chiesa”. Per questo “l’impegno per la sicurezza, per la qualità e il benessere sul lavoro viene correttamente costruito sul superamento necessario di superficialità, mancato rispetto delle regole, tendenza al massimo profitto senza alcun interesse per la persona”.Il “cambio di cultura” è necessario. La proposta di legge “credo vada proprio in questa direzione”, dice don Martire. L’osservatorio regionale sugli infortuni, le iniziative di sensibilizzazione, la creazione del registro della responsabilità sociale e l’osservatorio regionale contro le molestie previste nella proposta di legge convergono “per creare una nuova cultura del lavoro e della sua qualità”. “Anche le proposte relative alla concessione dei contributi e agevolazioni alle imprese” che s’inseriscono “in questo cammino di nuova qualità” e “alla revoca e recupero di tali contributi in caso di gravi inosservanze che creino anche rischi gravissimi per i lavoratori, correttamente sottolineano, da un lato, la scelta strategica, in tempi economicamente difficili per la regione e gli enti locali, per la sicurezza e la qualità del lavoro” e, dall’altro, rimarcano il fatto che “comportamenti e dinamiche di deresponsabilizzazione o violazione in materia di sicurezza e qualità del lavoro comportano sanzioni e responsabilità”, conclude don Martire.Maggiori controlli. “La proposta offre una visione intergrata della tutela del lavoro”, afferma Antonio Petraroli, incaricato regionale del Movimento lavoratori di Azione Cattolica. “Negli appalti pubblici c’è l’interesse dell’ente a risparmiare e quello dell’impresa a vincere la gara; il taglio maggiore dei costi l’impresa lo effettua sulla sicurezza del personale”, perciò “trovo molto interessante la previsione di un organo che verifichi il comportamento delle imprese su questi costi poiché questo tipo di controllo è spesso trascurato”. Petraroli apprezza “il richiamo alla responsabilità sociale”, che comunque “andrebbe integrato con la responsabilizzazione dei lavoratori”. “In caso di incidente – prosegue – la maggior parte delle colpe è dell’impresa, ma vanno responsabilizzati anche i lavoratori, facendo loro capire che la sicurezza non è solo un diritto ma soprattutto un dovere”. Su questo fronte, “ciò che si chiede con forza alle istituzioni è un maggior numero di controlli, che potrebbero evitare tante tragedie”. “La tutela contro le molestie ha da poco trovato la giusta udienza nel nostro ordinamento giudiziario”, spiega Petraroli, perciò “vedo positivamente i punti di ascolto territoriali, a cui si potrà rivolgere chi viene perseguitato”. In sostanza, “il giudizio sulla proposta di legge è positivo, soprattutto perché “mette al centro la persona, senza considerarla alla stregua di una unità produttiva”.a cura di Antonio Rubino(09 novembre 2011)