L’Ue in breve

Progetti per tutela della salute e dei consumatoriMigliorare i servizi sanitari nei Paesi Ue, prevenire e curare più efficacemente le malattie, proteggere i diritti dei consumatori: sono alcuni degli obiettivi che si prefigge la Commissione, che ha presentato il 9 novembre alcune proposte in merito ai nuovi programmi “Salute per la crescita” e “Consumatori” nel quadro della programmazione finanziaria 2014-2020. “I due programmi – secondo l’Esecutivo – intendono fare dell’Europa uno spazio di cittadini sani, attivi, informati ed emancipati in grado di contribuire alla crescita economica”. Concretamente le proposte, che ora passano al vaglio del Parlamento e del Consiglio Ue, saranno operative, dopo l’approvazione, dal 2014; al programma sulla salute spetteranno finanziamenti per 446 milioni e a quello per i consumatori 197 milioni di euro. Il commissario John Dalli ha spiegato: “Questi due programmi riguardano direttamente le persone, intendono migliorare le condizioni per far sì che i cittadini esprimano appieno le loro potenzialità e svolgano un ruolo chiave nella società e nell’economia. Mantenere i cittadini sani e attivi per un periodo più lungo è positivo per le persone ma anche per l’occupazione e la crescita”. Il programma “Salute per la crescita” ha quattro compiti essenziali: “Sviluppare sistemi sanitari innovativi e sostenibili; migliorare l’accesso dei cittadini a un’assistenza sanitaria migliore; promuovere la salute e prevenire le malattie; proteggere i cittadini dalle minacce sanitarie transfrontaliere”. Il programma “Consumatori” vorrebbe posizionare i cittadini al centro del mercato unico. Tra gli scopi prefissati: promuovere la sicurezza dei prodotti; migliorare “l’informazione, l’educazione e la sensibilizzazione dei consumatori sui loro diritti”; consolidare i diritti dei consumatori anche “dando impulso a sistemi efficaci di riparazione, in particolare mediante meccanismi alternativi di soluzione delle controversie”; rafforzare i diritti nella dimensione transfrontaliera. Diversi gli elementi concreti dei due programmi che, ad esempio, dovrebbero rafforzare la cooperazione sulle malattie rare a livello europeo e favorire la prevenzione del cancro “mediante orientamenti europei in materia di screening”. Si punterà inoltre a una migliore legislazione per i diritti dei cittadini e delle famiglie per quanto attiene acquisti e consumi.La Ue dà vita al Centro per il pluralismo dei mediaUn “Centro per il pluralismo dei media”: è quanto si propone di realizzare la Commissione Ue allo scopo di “garantire la libera attività e la diversità dei mezzi di comunicazione di massa” in Europa. A tale proposito sono stati stanziati fondi per 600mila euro: la sede del Centro sarà a Firenze, presso l’Istituto universitario europeo. L’iniziativa è in collaborazione con il Centro di studi avanzati “Robert Schuman”. L’avvio delle attività è previsto a inizio dicembre. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione, nel presentare l’iniziativa ha affermato: “La libertà di espressione dipende in parte dalla diversità e dalla libertà dei media”. Il nuovo Centro “svolgerà un ruolo per lo sviluppo e la sperimentazione di idee sul pluralismo e sulla libertà dei media che può arricchire il dibattito pubblico e la politica in materia”. Il Centro condurrà quattro specifiche attività: “Ricerca teorica e applicata (documenti di lavoro, studi strategici, osservatorio sul pluralismo dei media), dibattiti, attività didattiche e formative (come seminari o corsi estivi di formazione) e diffusione di risultati e soluzioni”. Secondo Kroes, “la presente iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti della Commissione nel suo costante impegno per migliorare la tutela del pluralismo e la libertà dei mass media in Europa e stabilire se occorrono nuove iniziative a livello europeo o nazionale e regionale”. L’Esecutivo ha istituito di recente un gruppo ad alto livello per gli studi in questo ambito, presieduto da Vaira Vike-Freiberga.Sport: stop alla violenza, migliore organizzazioneSovvenzioni comunitarie “per sostenere iniziative volte ad affrontare il problema della violenza e dell’intolleranza nello sport e migliorare il modo in cui esso viene gestito” in Europa. L’iniziativa dell’Esecutivo risponde a uno dei compiti affidati dai Trattati all’Ue e precisamente il ruolo di “sostenere, integrare e coordinare le azioni degli Stati membri e sviluppare una dimensione europea dello sport”. I fondi di Bruxelles prendono la strada di 12 progetti transnazionali per somme che vanno da 125 a 200mila euro ciascuno “nell’ambito di un pacchetto di azioni preparatorie – spiega la commissaria Androulla Vassiliou – che fungeranno da battistrada per l’avvio di un sottoprogramma destinato allo sport che intende anche sostenere campagne a livello di base per promuovere l’attività fisica, l’inclusione sociale attraverso lo sport e la lotta contro il doping”. I singoli progetti sono dunque indirizzati verso due principali obiettivi: prevenzione e contenimento della violenza e dell’intolleranza nello sport; promuovere approcci innovativi per rafforzare l’organizzazione dello sport in Europa.