CHIESE IN BREVE
Portogallo: i vescovi sulla “dittatura” dei capitali”Speranza in tempo di crisi”: è il titolo della prossima nota pastorale dei vescovi portoghesi (Cep), riuniti a Fatima in assemblea plenaria. Secondo il segretario generale della Cep, mons. Manuel Morujão, che ha dato l’annuncio, nella nota si riflette sul fatto che “le stesse forze politiche si trovano a volte in posizione subalterna, rispetto ad una dittatura esercitata dal capitale che si sovrappone alle libertà di scelta, finendo per colpire soprattutto coloro che sono socialmente più fragili”. “Se esistono paradisi fiscali, significa che ci sono anche degli inferni di povertà e di ingiustizia che è necessario eliminare” ha aggiunto il portavoce della Cep, specificando che il documento non intende accusare nessuno in particolare, ma solo denunciare “i giochi oscuri del potere, soprattutto di quello economico, e quelle persone senza volto che, in qualche modo, sono i responsabili di dittature economiche che tutti sono costretti a subire”. La nota pastorale contiene un “messaggio breve ed affettuoso”, che nelle intenzioni dei vescovi è orientato a “mantenere la vicinanza e la solidarietà con le persone che soffrono. La speranza non si deve limitare alle parole o mostrarsi un’idea astratta, ma deve concretizzarsi nelle azioni quotidiane delle istituzioni cattoliche”. Durante l’Assemblea plenaria sono stati eletti i presidenti delle Commissioni episcopali (ridotte da nove a sette, ricevendo nuove denominazioni), e sono stati nominati i due delegati che parteciperanno al Sinodo sulla “Nuova Evangelizzazione”, convocato da Benedetto XVI per l’ottobre 2012, rispettivamente il vescovo di Porto, mons. Manuel Clemente, e il vescovo ausiliare di Braga, mons. António Couto. I vescovi portoghesi hanno inoltre deciso di collaborare con il nuovo governo alla ripresa produttiva del Paese, ammettendo la possibilità di “rinunciare” a due festività religiose infrasettimanali, da celebrare la domenica successiva, che sarà sottoposta all’approvazione della Santa Sede. Ucraina: a Kiev il Youth Film FestivalDal 22 al 30 ottobre si è tenuto a Kiev l’International Youth Film Festival “Molodist”, concorso per giovani debuttanti cui hanno partecipato oltre 250 film tra corto e lungometraggi. Tra i giurati anche i rappresentanti della giuria ecumenica istituita dal 1999, quando Signis (Organizzazione internazionale cattolica per il cinema) e Interfilm (International Organization Interchurch Film) hanno preso parte insieme all’International Film Festival “Molodist”. Spiega Christina Nadvorna, rappresentante di Signis per il Centro cattolico-mediale ucraino: “La giuria premia le opere non solo ben realizzate, ma in grado di rappresentare esperienza umane che parlino di problemi e valori spirituali, umani e sociali”. Così, nella categoria cortometraggi, prosegue Nadvorna, la giuria ecumenica premiato “Proteggere la nazione” di Candice Reisser, (Sud Africa – Germania 2010)”per avere sollevato le questioni fondamentali dell’essere umano e mostrato la fede delle giovani generazioni”. Un encomio è stato dato al film croato “Vista da un pozzo”, di Ivona Juka (Croazia, 2011), per avere trattato “il tema doloroso della decisione di dare la vita ad un bambino con sindrome di Down, che porta una coppia sposata ad un grave conflitto”. Il miglior lungometraggio è stato giudicato al film “Una piccola stanza” di Stefani Shua e Veronika Reimond (Svizzera 2010) per “l’incredibile storia sulla forza dell’amore e sulla necessità di accettare la morte”.Slovacchia: incontro nazionale gioventù cattolica”Siamo giunti alle radici della fede”. Centinaia di studenti universitari slovacchi si incontrano da oggi per riflettere su questo tema (fino al 13 novembre) nei locali dell’Università Cattolica di Ruzomberok. “Accademia 2011”, ventesima edizione dell’Incontro nazionale della gioventù cattolica, è organizzata da oltre dieci Centri pastorali universitari situati in tutta la Slovacchia. “La principale finalità dell’evento consiste nel dare forma alla comunicazione: gli uni con gli altri, con il nostro lato spirituale, con Dio, tenendo in considerazione che il simbolo di questa comunicazione è la Croce”, ha spiegato Robert Slotka, cappellano dell’Università Cattolica. Il programma prevede conferenze, gruppi di lavoro, concerti, competizioni, momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche. Si partirà all’inizio della Settimana della Chiesa per i giovani di Slovacchia (12-20 novembre), sponsorizzata dal Consiglio della gioventù e dalle università della Conferenza episcopale. L’incontro nazionale della gioventù si tiene una volta l’anno, simbolicamente a novembre, per ricordare gli eventi del 1989 e il ruolo giocato dagli studenti e dai giovani nella cosiddetta “Rivoluzione di Velluto”, associata alla caduta del comunismo in Slovacchia e Paesi limitrofi.