DROGA IN EUROPA

La strage continua

Osservatorio delle droghe e delle tossicodipendenze

Cannabis e cocaina si stabilizzano, crescono però altre minacce provenienti, ad esempio, dalle cosiddette “droghe legali”. In Europa restano numerosissimi, ogni anno, i morti per droga e ancor più numerose sono le persone la cui vita è segnata dalla dipendenza, da malattie connesse come Hiv/Aids, oltre alla marginalità sociale. La Relazione 2011 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt), diffuso dalla sede di Lisbona il 15 novembre (un documento di 120 pagine), insiste sulla necessità di coerenti azioni politiche e legislative a livello nazionale e comunitario.Numeri e problemi. La crisi economica, le nuove tecnologie informatiche e, più in generale, alcuni effetti della globalizzazione economica e culturale, influiscono sempre di più sulla commercializzazione e il consumo di droga. João Goulão, presidente di Oedt, e Wolfgang Götz, direttore dell’Osservatorio, segnalano: “Le attuali difficolta economiche sperimentate da numerosi paesi europei sono parte integrante del contesto della nostra relazione. Il loro influsso è già percepibile, come dimostrato dalle sempre maggiori difficoltà nel reperimento di fondi per i servizi” sul versante della lotta alla droga e del sostegno alle persone tossicodipendenti. E non si può certo dimenticare che la mancanza di lavoro e di un reddito sicuro influiscono sui comportamenti individuali. Inoltre, “i progressi nel campo della tecnologia dell’informazione hanno trasformato quasi tutti gli aspetti della vita moderna. Pertanto, non sorprende osservare ora il loro impatto sul fenomeno della droga. Concretamente, questa influenza si manifesta non solo nelle modalità di commercializzazione e vendita delle sostanze stupefacenti, ma anche”, sul versante opposto, “nell’introduzione di nuove opportunità di prevenzione e trattamento”. “Il consumo di droga sembra essere relativamente stabile in Europa”, attesta quindi l’Oedt. “E in alcune aree importanti, quali il consumo di cannabis da parte dei giovani, si osservano segnali positivi”. La Relazione indica, con numeri, tabelle, grafici, commenti, la situazione del fenomeno nell’Ue, con particolare riferimento ai consumi di cannabis, anfetamine, ecstasy, chetamina, cocaina, nonché delle malattie correlate, i connessi problemi sociali e sanitari. Accanto ad alcuni elementi positivi, o che almeno lasciano intravvedere qualche inversione di tendenza, ne emergono altri particolarmente negativi. Nel rapporto si legge ad esempio: “Destano preoccupazione gli sviluppi nel mercato delle droghe sintetiche e, più in generale, le modalità di utilizzo di una più ampia gamma di sostanze da parte dei consumatori di droga”. Inoltre, “la poliassunzione, compresa la combinazione di sostanze illegali con alcol e medicinali, è diventata il modello dominante di consumo di droga”.Decessi e malattie correlate. “L’uso di eroina continua a essere la causa principale della diffusione delle malattie e dei decessi legati alla tossicodipendenza nell’Unione europea”. L’agenzia delle droghe stima che vi siano oltre 1,3 milioni di consumatori regolari di oppioidi”, e “circa la metà dei tossicodipendenti che iniziano una terapia specialistica in Europa indica gli oppioidi quale principale droga problematica”. Le persone “che usano droga per via iniettiva – vi si legge ancora – sono fra i gruppi a maggior rischio di mortalità e morbilità legate alla tossicodipendenza, come ad esempio il contagio di infezioni trasmissibili per via ematica (Hiv/Aids, epatite B o C) e l’overdose”. Nella maggior parte dei paesi europei, “l’uso per via iniettiva è associato al consumo di oppioidi, sebbene in alcuni casi anche le amfetamine siano assunte per via parenterale”. A proposito dei decessi per overdose, l’Oedt stima che si tratti di una cifra collocabile tra i 10 e i 20mila casi annui. “La maggior parte delle vittime sono uomini di età compresa fra i 30 e i 40 anni”. Per queste ragioni “la riduzione della mortalità e della morbilità legate al consumo di droga è centrale per le politiche europee in materia di droghe”, si legge nel documento Oedt. Crimine organizzato. “Benché si osservino tendenze positive in merito al consumo di cocaina e di cannabis, dobbiamo restare vigili, soprattutto per quanto riguarda l’uso delle più recenti sostanze sintetiche”. Cecilia Malmström, commissaria Ue per gli affari interni, fornisce un commento alla Relazione Oedt. “Le autorità di contrasto devono continuare a combattere i gruppi criminali organizzati che gestiscono il traffico di droga. Nelle prossime settimane, intendo presentare norme sulla confisca e il recupero dei proventi di reati gravi, tra cui il traffico di droga”. Dal Rapporto si evince che sono circa 14,5 milioni gli europei che hanno provato cocaina almeno una volta nella vita e circa 4 milioni che ne hanno fatto uso lo scorso anno; 78 milioni i cittadini che hanno invece provato la cannabis almeno una volta e, di essi, 22,5 milioni ne hanno fatto uso lo scorso anno. Una preoccupazione specifica giunge dai “precursori”, prodotti chimici – dunque legalmente commercializzati – utilizzati per fabbricare le sostanze illecite. Si tratta di un problema che dovrebbe essere affrontato a livello transfrontaliero.