TEOLOGIA

Ritrovare il volto

Il card. Tarcisio Bertone sul libro di Benedetto XVI

"La contemporanea ricerca sul Gesù storico sembra aver smarrito il volto autentico del Signore, riducendolo a una oscura figura del passato, del quale niente si potrebbe affermare con certezza, se non che fu, al massimo, un moralista, un rivoluzionario o un predicatore": queste parole di Benedetto XVI, tratte dal libro "Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione" (Lev), sono state richiamate oggi ad Urbino dal card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nella pubblica lezione pronunciata all’Università di fronte al corpo accademico e agli studenti. L’incontro è il primo di una serie di quattro, messi in programma in altrettante Università italiane per presentare il secondo volume dell’opera del Papa su Gesù. I prossimi appuntamenti saranno a Messina (28 novembre), Parma (1° dicembre) e Sassari (9 dicembre). Dopo aver richiamato i successi editoriali dei due libri, "al di là delle aspettative dello stesso Autore", con dati molto significativi ("in soli quattro anni, del primo volume sono stati diffusi più di 3 milioni di copie, in 47 Paesi; e, del secondo, sono già oltre 2 milioni le copie stampate e diffuse in 33 Paesi"), il cardinale ha rilevato che "parlando dell’immenso bisogno che vi è della ricerca del volto di Cristo oggi, non si può non tenere conto e non rilevare con un certo dolore ciò che un po’ troppo spesso hanno insegnato e diffuso alcuni teologi". Ha infatti accennato a una "teologia che viene dall’arroganza della ragione" che non presta un giusto servizio alla Parola di Dio, mentre il Papa indica "una teologia che vuole conoscere di più per amore dell’amato, è stimolata dall’amore e guidata dall’amore… vuole entrare più profondamente in comunione con Cristo".

Fiducia nei Vangeli. "L’opera di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI – ha proseguito il card. Bertone – è una netta dichiarazione della propria fiducia nei Vangeli. Lo afferma chiaramente già nella premessa al primo volume: ‘Per la mia presentazione di Gesù questo significa anzitutto che io ho fiducia nei Vangeli’. Forse questa affermazione – ha sottolineato il cardinale – potrebbe sembrare fuori luogo se non addirittura scoraggiante per un lettore ipercritico. Eppure l’Autore ce la offre con semplicità. Per Lui, dopo aver letto molto, studiato il possibile e valutato tutto con grande discernimento diventa fondamentale partire da lì, dai Vangeli. Ancora, dunque, Vangelo e storia si incontrano". Secondo il cardinale, "è decisivo esprimere quella fiducia semplice nei Vangeli, quella fiducia che tutti noi abbiamo imparato ad avere nel testo biblico ascoltato in Chiesa o letto accanto ai nostri anziani fin da quando eravamo bambini, allora per nulla sofisticati o sospettosi come lo siamo oggi". Ciò non pregiudica la successiva valutazione fatta, che i volumi del Papa su Gesù siano da considerare "un frutto maturo della teologia cattolica", motivandolo con l’argomentazione che si tratta di testi "nei quali non solo il cattolico si sente ‘a casa’, ma il lettore che vuole conoscere e confrontarsi con la fede e la dottrina cattolica lo può fare con rigore e onestà intellettuale".

Una "mutazione decisiva". Nella parte conclusiva del suo discorso il card. Bertone ha messo in luce l’aspetto centrale del libro di Benedetto XVI su Gesù, citando parole usate dallo stesso Pontefice: "La risurrezione di Gesù è stata l’insorgere verso un genere di vita totalmente nuovo, verso una vita non più soggetta alla legge del morire e del divenire, ma posta al di là di ciò – una vita che ha inaugurato una nuova dimensione dell’essere uomini. Per questo la risurrezione di Gesù non è un avvenimento singolare, che noi potremmo trascurare e che apparterrebbe solamente al passato, ma è una sorta di ‘mutazione decisiva’ (per usare analogicamente questa parola, pur equivoca), un salto di qualità". Il cardinale ha evidenziato ancora che "nella risurrezione di Gesù è stata raggiunta una nuova possibilità di essere uomo, una possibilità che interessa tutti e apre un futuro, un nuovo genere di futuro per gli uomini". Infine, si è chiesto: "A che traguardi conduce il lettore Joseph Ratzinger-Benedetto XVI con questi due volumi?". La risposta è che "solo incontrando il ‘Gesù reale’ succede che la Chiesa ‘prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio’… dal Signore risuscitato trae la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro sia dal di fuori".