EDITORIALE
A proposito di Europa dello spirito ed Europa dei mercati
Nel 1972 Romain Gary pubblicò un romanzo dal titolo “Europa”. In quel romanzo complesso Jean Danthes, il personaggio principale, un ambasciatore immaginario di Francia a Roma, ci guida in una brillante meditazione sul passato, il presente e il futuro dell’Europa, in breve su di noi. Già all’epoca della pubblicazione del romanzo, un incidente monetario – l’abbandono della non convertibilità del dollaro – aveva generato dubbi nell’autore, e in molti altri intellettuali del continente, nei confronti del progetto europeo. Scriveva Gary a proposito della crisi monetaria: “Gli editoriali dei giornali facevano a chi gridava di più sul fallimento dello spirito europeo, come se ci potesse essere qualcosa in comune fra quello spirito e l’Europa dei mercati, le società a responsabilità limitata e i prezzi di costo”.Da allora, questa critica alla costruzione europea, che stabilisce un’opposizione tra un’Europa dello spirito e un’Europa del mercato, ha continuato a crescere. Fa parte dell’arsenale abituale di innumerevoli oratori di ogni orientamento politico o confessionale che criticano la costruzione europea. In occasione delle crisi gravi, come quella che stiamo vivendo attualmente con il problema del debito sovrano nell’Eurozona, sta crescendo di nuovo. Ma non è neanche giusto.Neppure la migliore mente può sopravvivere senza cibo né acqua, e non è vietato neanche restare ammirati dell’abile negoziazione e della forza intellettuale che sono all’opera nella creazione e nell’adattamento permanente del mercato comune, con le sue regole applicabili ovunque. Prima della costruzione europea, ci eravamo dichiarati guerra a causa dell’avidità economica, ma ora le controversie vengono risolte all’interno delle istituzioni europee. Ricordiamo e riconosciamo dunque, nel momento della prova, i progressi dello spirito, e non solo della prosperità, compiuti negli ultimi 60 anni.Tuttavia, anche l’integrazione europea si è evoluta. Altre competenze hanno ampliato il suo campo d’azione, anche nel mondo della cultura. Inoltre, ci potremmo chiedere se Romain Gary manterrebbe la sua critica nei confronti dell’integrazione europea. Un argomento convincente potrebbe essere quello di Europeana (www.europeana.eu/portal/). Questo sito è allo stesso tempo una biblioteca, un museo e un archivio digitale dell’Europa. Il 28 ottobre 2011, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri, in una raccomandazione in merito al progetto Europeana, ad intensificare i loro sforzi per rendere il patrimonio culturale europeo ancora più accessibile e aumentare il numero di opere. In precedenza, il Parlamento europeo aveva già inviato una richiesta agli Stati membri per migliorare il contenuto e aumentare la dotazione dei fondi per questo progetto.Nella sua raccomandazione, la Commissione esorta gli Stati membri a sviluppare dei programmi finalizzati a raccogliere per Europeana 30 milioni di voci entro il 2015. Oggi ci sono circa 19 milioni di voci, che erano 8 milioni al suo lancio nel 2008. Un’interfaccia più intuitiva e più interattiva consente un facile accesso. È davvero facile e incoraggia i lettori a dedicarci un po’ di tempo, magari una domenica pomeriggio.Digitando la voce Cloppenburg, che è la mia città natale in Germania, ho trovato 261 immagini di oggetti e luoghi. Alla voce del piccolo villaggio francese dove vivo ora, 73 oggetti sono stati identificati. Infine, alla voce Dante Alighieri troviamo 873 fra testi, immagini, film e documenti sonori.Ovviamente potete scegliere la vostra lingua per la ricerca di documenti e affinare la ricerca specificando una lingua, una data, un luogo. Questo sito è una meraviglia che fornisce un accesso formidabile allo splendore, alla ricchezza e alla complessità dell’Europa. Spalanca diverse porte allo spirito europeo. Naturalmente, c’è ancora molto lavoro da fare. Occorrerà aumentare la velocità d’accesso e garantire la sicurezza. Dobbiamo anche formare ed educare all’uso di Internet, considerando che 150 milioni di europei (quasi il 30%) non l’hanno mai utilizzato.Grazie a siti come Europeana, tuttavia, l’Europa può diventare la patria non soltanto di una piccola élite ma di molti, e scommetto che Romain Gary sarebbe felice di contribuire all’animazione di questo sito.