L’Ue in breve

Commissione, programma di lavoro per il 2012″Realizzare il rinnovamento europeo”: è il titolo del programma di lavoro 2012 della Commissione, adottato il 15 novembre, che vorrebbe tradurre in azioni concrete il contenuto del “discorso sullo stato dell’Unione” pronunciato a ottobre dal presidente Barroso dinanzi all’Europarlamento. Il programma evidenzia che nei prossimi dodici mesi “sarà necessario adoperarsi con particolare impegno per portare avanti le proposte già adottate o in preparazione nelle prossime settimane, e che prevedono misure sull’economia e il mercato unico”. Crescita e occupazione sono al centro degli impegni dell’Esecutivo. Lo stesso Barroso ha dichiarato: “Nel mio discorso sullo stato dell’Unione ho fatto un appello per un rinnovamento europeo. La priorità assoluta è adottare, e attuare rapidamente, l’ambizioso pacchetto di proposte per ripristinare la fiducia nell’economia europea. Il programma di lavoro va ben oltre e si concentra sulle misure che permetteranno di far fronte alle attuali difficili prospettive economiche”. Le priorità fondamentali ruotano dunque attorno ai seguenti punti (che ovviamente vengono declinati in ulteriori programmi e azioni specifiche): costruire un’Europa improntata alla stabilità e alla responsabilità; realizzare una Unione “all’insegna della crescita e della solidarietà”; permettere all’Ue di “esprimersi in modo incisivo” a livello mondiale. “In tutti questi ambiti il programma di lavoro – insiste Barroso – sottolinea la necessità che l’Ue resti unita e ci esorta a lavorare insieme per garantire che le proposte e le idee siano tradotte in norme e si concretizzino a livello pratico”.Aiuti alimentari, “fondi Ue anche oltre il 2013″”Noi insisteremo affinché anche dopo il 2013 possa proseguire lo stanziamento di bilancio comunitario per le banche alimentari”: José Manuel Barroso ha confermato in settimana, nell’emiciclo dell’Europarlamento, che il programma sociale di aiuti alimentari dell’Unione ha un ruolo cui non si può rinunciare e dunque la Commissione, assieme al Parlamento Ue, proseguiranno la battaglia per difendere tali fondi. Il Consiglio agricoltura dell’Ue era giunto nei giorni scorsi a un compromesso, ristabilendo i fondi per portare cibo a 18 milioni di indigenti europei di 20 Paesi diversi, purché tale programma cessasse nel 2013. I 500 milioni di euro l’anno per due anni sono ritenuti dal commissario all’agricoltura Dacian Ciolos (i fondi provengono infatti dai fondi agricoli del budget comunitario) un “impegno” cui l’Ue non può rinunciare. Lo ha ulteriormente sottolineato, sempre dall’emiciclo del Parlamento Ue, il presidente della commissione agricoltura, l’italiano Paolo De Castro: “Questo piano-ponte, valido per due anni, è una buona notizia per 18 milioni di cittadini europei. Ci preoccupa però la dichiarazione congiunta dei governi francese e tedesco intesa a sopprimere gli aiuti alimentari dopo il 2013. L’impegno della Commissione e del Parlamento Ue proseguiranno su questa linea”. I fondi per gli aiuti alimentari – distribuiti grazie ai “banchi alimentari” e a varie organizzazioni sociali e caritative, confessionali o meno – vengono accostati alla Piattaforma europea per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale approvata il 15 novembre in aula. Libro verde: migranti e ricongiungimenti familiariLa Commissione europea ha avviato nei giorni scorsi un dibattito pubblico sul diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini di Paesi terzi che vivono nell’Unione europea, “in funzione del quale – si legge in una nota di Bruxelles – deciderà se è necessario intervenire e definire, per esempio, linee guida chiare, oppure modificare le regole attuali o lasciare invariata la situazione”. L’Unione si è dotata nel 2003 di norme comuni che stabiliscono a quali condizioni i familiari degli immigrati che soggiornano legalmente in uno Stato membro possono entrare nell’Unione. “Il ricongiungimento familiare rende possibile la vita familiare e l’integrazione sociale degli immigrati”, ha puntualizzato Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni. “Mi auguro che le parti interessate partecipino numerose alla consultazione, scambiandosi esperienze e opinioni su come rendere più efficaci le norme europee sul ricongiungimento familiare”. L’Esecutivo invita “in particolare gli Stati membri a indicare e quantificare i problemi che loro stessi denunciano di abuso della normativa in vigore”. Il libro verde, sul quale le parti interessate possono esprimersi entro il 1° marzo 2012, si concentra in particolare sui seguenti punti: a chi si applica effettivamente la direttiva, ossia “come definire meglio i migranti che possono beneficiare delle regole Ue”; le condizioni per il ricongiungimento familiare; “come combattere il fenomeno dei matrimoni di convenienza; “come garantire che gli Stati membri rispettino determinati obblighi, ad esempio tenendo conto dell’interesse superiore del minore nell’esaminare le domande” di ricongiungimento.