CHIESA ED EUROPA (14)
Interviste con i vescovi Comece: mons. Rimantas Norvila (Lituania)
Con l’intervista a mons. Rimantas Norvila, vescovo della diocesi di Vilkaviskis (Lituania), prosegue lo speciale di SIR Europa dedicato alle riflessioni dei vescovi europei sul processo di integrazione europea e sul pensiero della Chiesa sulla casa comune europea (cfr SIR Europa 62-63-64-65-66-67-69-71-75-76-77).Quali opinioni e aspettative nutrono i cattolici nel suo Paese nei confronti della Ue?“Quando la Lituania è entrata nell’Ue c’erano tante aspettative per le possibilità di viaggiare e di lavoro che si sarebbero aperte, di finanziamenti che sarebbero potuti arrivare, ma anche nei confronti delle maggiori possibilità di vicinanza culturale con le altre nazioni dell’Europa. Mi sembra che anche adesso si respirino le medesime attese, anche se ci preoccupiamo di più per gli aspetti economico-finanziari, che sono davvero importanti nel nostro piccolo Paese e che penso resteranno una priorità per la nostra gente anche nel prossimo futuro”.L’opinione pubblica si fonda su una informazione corretta: pensa che nella sua realtà, ci sia una informazione appropriata sulle istituzioni Ue e sulle Chiese europee?“L’informazione c’è; ogni giorno si scrive un po’ di Europa ed escono aggiornamenti sulle novità dalle istituzioni. In questi giorni ovviamente il tema di attualità è l’euro, la Grecia, l’Italia, il Portogallo. Ci sono però tanti aspetti culturali, sociali, la vita degli altri Paesi, che non sono presentati con sufficiente completezza. Si accentuano specialmente la vita economica e le questioni politiche europee. Se invece ci riferiamo all’informazione sulle Chiese storiche dell’Europa cristiana, la nostra gente non ha affatto conoscenze e nemmeno competenze. Certamente molto spesso si parla del Papa e delle attività del Santo Padre o delle tematiche che solleva e che creano dibattito. Per questo la Chiesa cattolica è più in risalto, anche perché la maggioranza della popolazione lituana è cattolica. Si è parlato e si parla molto delle Chiese degli altri Paesi quando avvengono scandali o abusi, perciò sempre in una luce negativa”.Come può la Chiesa nel Suo Paese contribuire all’Unione europea?“In Lituania temi centrali in questi anni sono la famiglia e i valori che abbiamo ereditato dalla fede, la tradizione e la cultura cristiana. Penso che il dibattito che stiamo portando avanti all’interno del Paese potrebbe essere un contributo per l’Europa. Anche se siamo un piccolo Paese per cui abbiamo poca influenza in Europa, la nostra esperienza potrebbe aiutare altri Paesi cristiani a non dimenticare questi valori, in modo che la voce di tutti i Paesi cristiani insieme possa diventare più forte, più importante, più influente”.Qual è il suo bilancio del lavoro della Chiese europee nella Ue?“Mi riferisco innanzitutto all’esperienza della Chiesa cattolica e in particolare alla voce del Santo Padre che, sia all’interno del Paese che in Europa, è sempre aperta a una discussione sulla morale, sulla famiglia. E se c’è discussione, c’è già un primo apporto positivo. La nostra eredità del passato, riconfermata oggi, si presenta in una nuova luce che può illuminare gli sviluppi contemporanei della scienza, della medicina, i cambiamenti dei rapporti tra le persone, le mutate dinamiche nelle famiglie, nell’ambiente sociale, le questioni legate all’immigrazione, o ancora la cura degli anziani… In tutti questi ambiti dell’esistenza contemporanea, la voce delle Chiese cristiane si sente a volte in maniera più forte, a volte un po’ meno. Penso però che comunque, in tutte queste questioni, vi siano influssi positivi anche se non necessariamente risulta in maniera esplicita quale sia la voce e il contributo delle Chiese”.