Lotta al gioco d’azzardo illegale on lineUna forte cooperazione fra Stati membri, unita all’introduzione di standard minimi comuni o a una direttiva quadro: sono gli strumenti minimali per la lotta al gioco d’azzardo illegale proposti dal Parlamento europeo, che sollecita la Commissione ad agire in tale direzione. Secondo una risoluzione non legislativa votata dall’Assemblea di Strasburgo, i Paesi dell’Unione “devono essere liberi di mantenere le proprie regole sul gioco d’azzardo online”; tuttavia, “vista la natura transfrontaliera” di tale attività, si avrebbero vantaggi concreti mediante un’azione preventiva concordata, anche con l’intento di proteggere i minori e gli “adulti vulnerabili”. Il relatore Jürgen Creutzmann ha segnalato che circa il 10% di tutto il gioco d’azzardo in Europa, con un giro d’affari di oltre 10 miliardi di euro, “si svolge in internet, tramite cellulari e piattaforme interattive” e “rappresenta un mercato in crescita”. “Gli Stati membri devono lavorare insieme su questa problematica”. Ad esempio, per contrastare il mercato nero del gioco d’azzardo online, si propone agli Stati “di introdurre un modello di licenza per garantire la sicurezza ai giocatori e il rispetto per chi offre il servizio dei criteri imposti nel Paese dove opera”. Per proteggere i ragazzi e i giovani “sono necessari controlli quali la verifica dell’età e le restrizioni ai pagamenti elettronici prima di iniziare una giocata”.Clima, “Unione europea protagonista a Durban””La crisi economica non deve essere usata come pretesto per non agire”; l’Unione europea dovrebbe “sostenere il Protocollo di Kyoto e lavorare con gli altri Paesi su una roadmap per garantire un trattato comprensivo sul clima entro il 2015”: Jo Leinen, presidente della commissione ambiente e capo della delegazione del Parlamento europeo alla prossima conferenza mondiale di Durban sul cambiamento climatico (29 novembre – 10 dicembre), è tra i promotori di una linea più “coraggiosa” e decisa da parte dei 27 sui negoziati al vertice Onu. La posizione assunta dall’Assemblea di Strasburgo all’ultima sessione plenaria, segue quella che i leader degli Stati aderenti avevano abbozzato al Consiglio europeo di fine ottobre. I negoziati internazionali sul clima “sono a un bivio fra stagnazione e progresso”, afferma la risoluzione approvata in emiciclo ad amplissima maggioranza, e dunque l’Ue deve “favorire la creazione di una nuova dinamica a Durban”, impegnandosi per “proseguire oltre il 2012 nel taglio di Co2” previsto proprio dal Protocollo di Kyoto. Per i deputati europei “l’economia Ue trarrebbe beneficio se puntasse a superare l’attuale 20% previsto di riduzione di gas serra”. La risoluzione ambisce a un accordo “vincolante” per gli Stati. Gli eurodeputati invitano inoltre l’Ue ad assumere “un ruolo centrale” nella ricerca di un accordo sulle fonti energetiche e sulla “gestione di un fondo verde per il clima, per sostenere i Paesi in via di sviluppo, che dovrebbe raggiungere 100 miliardi di dollari annuali entro il 2020”. Si invocano misure specifiche allo scopo di ridurre le emissioni dei trasporti aerei e marittimi, esclusi dal protocollo di Kyoto.Si estendono le aree protette da Natura 2000Natura 2000, rete delle zone protette dell’Unione europea, amplia le superfici tutelate e si pone quale strumento privilegiato dalla Commissione per la tutela della biodiversità. I Paesi interessati a tale ampliamento (la rete comprende in totale circa 19mila chilometri quadrati, di cui 17mila di aree marine) sono Regno Unito, Francia, Belgio, Grecia, Cipro, Ungheria, Lituania e Italia. Janez Potocnik, commissario per l’ambiente, commenta: “Natura 2000 costituisce attualmente uno degli strumenti più efficaci di cui disponiamo in Europa per contrastare la perdita di biodiversità e svolge un ruolo fondamentale nella nostra strategia per proteggere il patrimonio naturale”. Natura 2000 è “una rete di spazi naturali conservati destinata a garantire la sopravvivenza di specie minacciate e di habitat particolarmente preziosi in Europa”; la rete comprende circa 26mila siti. “I nuovi siti marini garantiranno un rifugio essenziale a molte tra le specie europee più rare e a rischio”. Nel Regno Unito, ad esempio, le zone dell’Oceano Atlantico aggiunte “comprendono nove barriere coralline di acqua fredda, comprese quelle al largo di Rockall Island, zone di importanza fondamentale per la biodiversità, popolate da coralli, ragni di mare e numerose specie tuttora prive di nome”. Nel Mediterraneo, invece, i nuovi siti “permetteranno di migliorare la protezione di specie significative, quali la tartaruga verde Chelonia mydas, la tartaruga marina comune e la foca monaca”. L’allargamento delle zone protette – concordato tra Ue e Stati membri – consentirà inoltre “di migliorare la protezione di una serie di preziosi habitat terrestri, tra cui le torbiere lituane e le pianure saline ungheresi”.