ALLUVIONI MESSINESE
Quattro le zone colpite e tre le vittime del maltempo
"Un territorio ferito che continua ad essere ferito, fino alla morte. Forse non dobbiamo più chiamare emergenza eventi divenuti normalmente attesi e annunciati. Il dissesto del territorio e soprattutto il prezzo che si continua a pagare in termini di vite umane non può e non deve più accontentarsi di interventi emergenziali, ma esige un piano organico di messa in sicurezza e un’attenzione costante". È l’appello accorato di mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e vescovo delegato per la Sicilia per la pastorale della carità e la salute, che durante il 35° convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso a Fiuggi ha commentato il bilancio drammatico dell’ondata di maltempo. Quattro le zone colpite: Castroreale, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara, dove ci sono state tre vittime (tra cui un bambino di dieci anni), nella frazione di Scarcelli, a causa di una frana sulle abitazioni. Intorno è un mare di fango che ha invaso le case, gli sfollati sono ospiti presso parenti o amici, una ventina di persone disabili presso una struttura di accoglienza. E l’allerta meteo è stata estesa a Calabria, Sardegna, Basilicata e Puglia.
Aiuto concreto. La presidenza di Caritas Italiana ha espresso – a nome di tutti i partecipanti al convegno – solidarietà e vicinanza nella preghiera per questa ennesima emergenza. La Caritas si è prontamente attivata sul territorio per cercare di far fronte ai bisogni più urgenti e sta monitorando l’evolversi della situazione, visto il permanere dell’allerta. "Ho sentito diversi parroci della zona, che si stanno attivando per prestare i primi soccorsi alle famiglie colpite dall’alluvione nel messinese. Abbiamo dato la nostra piena disponibilità ad intervenire con aiuti materiali ed economici". A parlare al SIR è don Gaetano Tripodo, direttore di Caritas Messina, a margine del convegno Caritas. "A Scarcelli sono in uno stato di prostrazione e panico racconta don Tripodo -, la parrocchia sta cercando di reagire". "Per noi comunità cristiana aggiunge è l’occasione per stringerci intorno alle famiglie colpite nell’aiuto concreto e nel sostegno psicologico e relazionale".