ALLUVIONI MESSINESE

Lo stupore nella tragedia

Grande solidarietà e piccola informazione

Esperienza di dolore… rabbia… indignazione… unita ad una grande impotenza dinanzi al potere irrefrenabile della natura. Ancora una volta la nostra provincia è messa in ginocchio dal maltempo che imperversa in questi giorni. Iniziano a circolare nomi come Saponara, Barcellona, Milazzo (solo per citarne alcuni): luoghi ancora più noti, grazie alle notizie – purtroppo negative – che circolano in questi giorni, si uniscono ai già bersagliati centri di Giampilieri, Scaletta, Letojanni… Ma la lista si allunga ancora e, ora dopo ora, si capisce che tutto il litorale tirrenico è coinvolto.
Si contano i danni, gli sfollati, i morti e i feriti. Le immagini che girano sul web testimoniano in diretta la paura e le preoccupazioni di chi si trova ad affrontare la furia della natura. Si tocca con mano l’ennesima tragedia. Si pensa a ciò che poteva essere fatto per tempo…
Tutta la nostra Chiesa si fa presente attraverso le parole del suo pastore, l’arcivescovo Calogero La Piana, che in un suo messaggio scrive: "Apprendo con dolore le tragiche notizie del nubifragio che ha colpito, per l’ennesima volta, la nostra diocesi, nel versante tirrenico, e, insieme a tutti voi, seguo con particolare apprensione l’evolversi della vicenda… Sebbene scossi per la tragicità dell’evento, e consapevoli della nostra fragilità e impotenza, manteniamo salda la speranza…".
Anche il direttore della Caritas diocesana di Messina, don Gaetano Tripodo, esprime in un comunicato vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite: "La Caritas diocesana di Messina è vicina nella preghiera e nell’operosità alle comunità parrocchiali e alle famiglie provate da quest’ennesima emergenza. Vogliamo stringerci come comunità cristiana intorno alle famiglie colpite rendendoci disponibili a dare un aiuto concreto e fraterno, soprattutto mediante l’azione dei parroci, dei credenti e degli uomini di buona volontà che ci segnaleranno situazioni di sofferenza e di disagio". Al tempo stesso esprime un monito perché si costruisca un futuro migliore: "Il territorio continua ad essere ferito dall’imprevedibilità delle calamità naturali e dalla negligenza degli uomini. Una tale tragedia ci fa considerare che non ci si può accontentare di interventi emergenziali, ma si rende necessaria una progettazione organica per mettere in sicurezza i territori più esposti al dissesto idrogeologico".
Stupisce, come sempre, la gara di solidarietà che, in momenti come questi, si mette in moto tra la nostra gente: oltre alla Protezione Civile e alle Forze dell’Ordine, giunte anche da altre cittadine siciliane, numerosissimi volontari si sono già recati nelle zone alluvionate, armati di mezzi per spalare il fango, per iniziare l’opera di risanamento. Stupisce anche assistere al poco interessamento da parte della stampa nazionale ("la pioggia al Sud non fa rumore?") o alla completa mancanza di solidarietà nell’attivazione di un semplice sms che faccia riferimento ai disastri di questi giorni, in questi luoghi. E, purtroppo, la storia, dopo solo due anni, si ripete…
L’Avvento, che ci apprestiamo a vivere, ci immetta in questa dimensione di "attesa vigilante" e di "speranza affidabile".