La Commissione rilancia governance ed eurobond
Commissione rilancia governance ed eurobondUna governance economica europea più forte, fondata su regole condivise e assicurata da istituzioni Ue credibili e coese. È quanto ha auspicato il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso presentando, il 23 novembre, una serie di proposte per la crescita economica dell’Unione, per far decollare la governance in Eurolandia, salvaguardare la stabilità finanziaria e stimolare il mercato del lavoro. “Se si vuole continuare ad avere la moneta unica serve maggiore integrazione”, ha sottolineato senza mezzi termini Barroso. Il pacchetto di misure comprende: l’Annual Growth Survey 2012 per delineare le priorità economiche per il prossimo anno; due proposte di regolamento sulla sorveglianza economica e di budget per i 17 Paesi che adottano l’euro; l’atteso Libro verde sugli Stability Bonds. “Per tornare alla crescita – ha affermato il politico portoghese -, gli Stati membri devono aumentare i loro sforzi e attuare i loro impegni per le riforme strutturali, e inoltre condividere una più profonda integrazione per l’area dell’euro”. “Gli obiettivi guida di questo pacchetto – crescita economica, stabilità finanziaria, disciplina di bilancio – sono collegati gli uni agli altri. Abbiamo bisogno di raggiungere tutti questi obiettivi, se vogliamo andare oltre l’attuale emergenza verso un’Europa in cui la solidarietà è bilanciata da una responsabilità rafforzata”. L’Annual Growth Survey indica cinque priorità: perseguire un consolidamento fiscale differenziato e favorevole alla crescita; ripristinare canali di prestito normali per le imprese; promuovere la competitività; lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi; modernizzare la pubblica amministrazione. Esso fornisce gli elementi per il prossimo “semestre europeo” di governance e sarà valutato dal Consiglio europeo del 9 dicembre e tornerà al centro della discussione al summit dei Ventisette dell’1 e 2 marzo 2012. Le due proposte di regolamento sulla sorveglianza rafforzata per l’area euro sono basate su quanto già concordato con il “six pack”, ossia i provvedimenti legislativi che entreranno in vigore a metà dicembre. Con il Libro verde sugli Stability Bonds, la Commissione sta poi “portando avanti in modo strutturato l’importante dibattito sulla emissione congiunta di debito nell’area” della moneta unica. La Commissione ha inteso fornire un quadro più preciso per il dibattito sulle “Obbligazioni per la stabilità”, analizzando i potenziali benefici e le sfide di tre diversi approcci per l’emissione comune di debito nell’Eurozona. Cittadini Ue favorevoli agli aiuti ai Paesi poveriL’84% degli europei intervistati da Eurobarometro è a favore degli aiuti allo sviluppo “destinati a far uscire dalla povertà la popolazione mondiale”. La stessa percentuale di cittadini si dichiara inoltre a favore di aiuti Ue, purché “imperniati sul buongoverno e sui diritti umani nei Paesi in via di sviluppo”. Secondo la stessa indagine, “i cittadini europei sono pronti a partecipare attivamente all’aiuto ai poveri: la metà di essi è disposta a pagare di più la spesa quotidiana (ad esempio i prodotti del commercio equosolidale) se si è certi che se ne avvantaggeranno i Paesi” poveri. Andris Piebalgs, commissario allo sviluppo, commentando l’indagine di Eurobarometro ha dichiarato il 23 novembre: “Gli europei stanno mandando un messaggio chiaro ai politici dell’Unione e del mondo: anche in periodi di difficoltà economica rimangono impegnati ad aiutare gli altri a uscire dalla povertà”. A questa “generosità deve corrispondere la responsabilità politica. Dobbiamo dar prova di maggiore efficienza e trasparenza nell’indicare i risultati dei nostri aiuti e dimostrare che i finanziamenti fanno una vera differenza”. Piebalgs ricorda fra l’altro che la prossima settimana si svolgerà a Busan, nella Corea del Sud, il forum internazionale di alto livello sull’efficacia degli aiuti, il quale “rappresenta un’occasione importante per esaminare come possiamo rendere i nostri aiuti ancora più efficaci”. Dall’indagine di Eurobarometro – realizzata nel settembre scorso intervistando 27mila cittadini dei 27 Stati Ue, dai 15 anni in su – si apprende ancora che “i giovani europei (15-24 anni) esprimono un forte sostegno alla politica di sviluppo: 9 su 10 pensano sia importante aiutare i poveri” e il 41% lo considera “molto importante”, a fronte del 35% delle persone di oltre 40 anni. Il 42% del campione complessivo ritiene che “l’efficacia degli aiuti possa essere aumentata soprattutto tramite una più stretta collaborazione con gli stessi Paesi in via di sviluppo”. Il 62% dei cittadini si dichiara a favore di un aumento degli aiuti, “per portarli almeno allo 0,7% del reddito nazionale lordo dell’Ue entro il 2015. “Il 70% pensa che l’Africa subsahariana sia la regione del mondo più bisognosa di aiuti per combattere la povertà”; seguono il medio Oriente e il nord Africa (33%).