COMMISSIONE UE
Il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2014-2020
Sicurezza, gestione delle migrazioni, giustizia, diritti fondamentali: settori in cui la Commissione propone di investire maggiori risorse comunitarie per ottenere migliori risultati a vantaggio di tutti i cittadini dell’Unione. Nella definizione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, attorno al quale sono in corso negoziati interistituzionali, si ritiene che tali ambiti debbano essere rafforzati. Benché – va riconosciuto – i fondi per questi temi sono molto limitati, meno del 2 per cento rispetto al budget complessivo dell’Unione.Azioni rapide ed efficaci. L’Esecutivo propone a Parlamento e Consiglio Ue (le due autorità di bilancio dell’Ue27) una dotazione complessiva per gli “affari interni” pari a 10,7 miliardi di euro, con un aumento del 40% rispetto ai fondi stanziati per il periodo 2007-2013. Tali cifre sarebbero investite nei 7 anni di competenza in vari progetti nel campo della gestione dei flussi migratori (parallelamente agli interventi dei singoli Paesi) e per affrontare le minacce alla sicurezza; al contempo gli strumenti finanziari passerebbero da sei a due, mediante una razionalizzazione dei fondi. “Saranno istituiti un nuovo Fondo asilo e migrazione, con una dotazione totale di 3,9 miliardi di euro, e un Fondo sicurezza interna, di 4,6 miliardi”. “Norme più semplici, procedure più snelle e minor burocrazia – afferma Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni – assicureranno inoltre risultati operativi più rapidi”. La stessa commissaria svedese specifica: “I recenti avvenimenti, dalla primavera araba agli attentati terroristici in Norvegia, dimostrano quanto è importante che l’Ue sia in grado di reagire rapidamente ed efficacemente in situazioni di crisi. Per questo motivo la Commissione intende aumentare i fondi a disposizione del settore”. Ciò anche in considerazione delle disposizioni contenute nel Trattato di Lisbona e del Programma di Stoccolma che si riferisce proprio ai temi della sicurezza e delle migrazioni.Obiettivo: norme semplici e flessibili. “Un adeguato livello di finanziamento, coniugato con norme più semplici e flessibili, è essenziale per affrontare le sfide transnazionali sempre più imponenti” che l’Europa ha davanti a sé, aggiunge Malmström. I due nuovi fondi permetterebbero, nelle intenzioni espresse dall’Esecutivo, di finanziare le “politiche in materia di asilo e migrazione, sistemi efficaci di gestione delle frontiere, la lotta contro la criminalità organizzata, la corruzione e il terrorismo e molti altri settori”. Il Fondo asilo e migrazione è ovviamente rivolto al controllo e gestione integrata della migrazione e sosterrà azioni intese ad affrontare molteplici aspetti, “compresi asilo, migrazione legale, integrazione e rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente”. Il Fondo sicurezza interna sosterrà invece un approccio a livello comune in tale settore e una maggior cooperazione tra le autorità competenti dei Paesi aderenti anche per quanto riguarda le frontiere esterne. “Inoltre, il meccanismo di pronto intervento dei due fondi consentirà di reagire subito in situazioni di crisi” legate a flussi migratori improvvisi, eventuali attentati terroristici o informatici o altro ancora. I due nuovi fondi sostituiranno i seguenti fondi preesistenti: per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi, per i rifugiati, per le frontiere esterne, per i rimpatri e i due programmi denominati “prevenzione e lotta contro la criminalità” e “prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e di altri rischi collegati alla sicurezza”. Cooperazione nel campo del diritto. Una riorganizzazione, e un lieve aumento, dei fondi riguarderà anche il campo della giustizia. I nuovi programmi Giustizia (dotazione 416 milioni) e Diritti e cittadinanza (387 milioni) sosterranno “azioni per migliorare la cooperazione europea nell’ambito del diritto civile e del diritto penale, a permettere ai cittadini di esercitare più efficacemente i propri diritti e a promuovere l’uguaglianza”. “Contribuiranno anche a rafforzare l’impegno dell’Unione nella lotta contro la criminalità – puntualizza Viviane Reding, lussemburghese, commissaria per la giustizia -, nel contrasto alla domanda e all’offerta di droghe e nella salvaguardia dei diritti delle persone come gli imputati o le vittime di reati nei processi penali”. I due nuovi programmi sostituiranno a loro volta sei programmi precedenti: giustizia civile; giustizia penale; diritti fondamentali e cittadinanza; Daphne III; prevenzione e informazione in materia di droga; Progress. Tra le attività che verranno finanziate figurano: la formazione di giudici e avvocati in tutta Europa “per consentire loro di applicare la normativa e i diritti dell’Unione; il rafforzamento della cooperazione all’interno dell’Unione su questioni in materia di giustizia e diritti “attraverso reti di professionisti del diritto, organizzazioni non governative e responsabili politici”; le campagne, a livello nazionale ed europeo, con varie modalità comunicative, per informare i cittadini sui loro diritti.