CARCERE

Adotta un detenuto

Le proposte per l’Avvento delle Caritas di Trapani e Agrigento

Riflettere sul mondo del carcere, una realtà spesso conosciuta e troppo spesso liquidata con facili pregiudizi e preconcetti. È quanto propongono le Caritas diocesane di Agrigento e Trapani, la prima attraverso il sussidio preparato in occasione dell’Avvento di carità 2011 e la seconda con la campagna "Adotta un detenuto".

Giustizia umana e giustizia divina. "In occasione del periodo di Avvento – spiega il direttore della Caritas agrigentina, Valerio Landri – sollecitiamo la riflessione della comunità ecclesiale sul tema del mondo carcerario partendo dall’opera di misericordia ‘visitare i carcerati’: ogni cristiano è chiamato a riflettere sull’esperienza di quanti vivono oggi all’interno d’istituti penitenziari o agli arresti domiciliari, sul rapporto fra giustizia umana e giustizia divina, sul sottile limite che divide la giustizia dal giustizialismo e dalla vendetta". Per approfondire la riflessione, prosegue Landri, "la Caritas diocesana ha pubblicato il sussidio pastorale ‘Un mondo dentro’, scaricabile dal sito della diocesi (www.diocesiag.it) o richiedibile alla segreteria della Caritas, in cui, partendo dalla Sacra Scrittura e dai pronunciamenti magisteriali, ci s’immerge nel mistero dell’errore e della redenzione umana".

Un sussidio per capire l’esperienza carceraria. "Scopo del sussidio – spiega Loredana Federico, che lo ha curato insieme a Landri – è fornire un nuovo punto di vista dell’esperienza del detenuto, offrendo informazioni precise sulle inumane condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari che dovrebbero, in realtà, tendere alla rieducazione di chi ha sbagliato. Nel sussidio si riporta anche la testimonianza di un detenuto e la sua esperienza di conversione e redenzione, oltre alla testimonianza di un operatore carcerario volontario".

Più attenzione e vicinanza. "Ritengo fondamentale – afferma Landri – che la comunità cristiana si apra a un mondo che, tradizionalmente, si tende a non considerare. All’interno del carcere oggi vivono migliaia di nostri fratelli nella fede che hanno sbagliato e che devono certamente pagare il loro debito con la giustizia, ma che in nessun modo possono finire con l’essere dimenticati dalla Chiesa, di cui sono comunque figli e parte integrante. La nostra attenzione deve andare anche alle famiglie dei detenuti, che vivono serie difficoltà a far fronte alle necessità quotidiane. Il nostro compito è di essere operatori di riconciliazione: aiutando chi ha sbagliato a riconciliarsi con sé e con la società e aiutando le comunità parrocchiali a superare la tentazione dello stigma e dell’emarginazione di chi ha sbagliato e della sua famiglia".

"Adotta un detenuto". "In questo tempo di Avvento – spiegano dalla Caritas di Trapani – in cui nelle parrocchie si fanno più intense le attività al servizio dei poveri del territorio, la nostra Caritas promuove una campagna chiedendo uno sforzo di solidarietà in più, per una realtà di emarginazione non visibile perché spesso viene considerata fuori dalla ‘realtà’ e dai circuiti vitali del territorio e della cittadinanza: il carcere". La Casa circondariale di Trapani, racconta il cappellano, mons. Gaspare Gruppuso, "ospita attualmente 500 detenuti nelle quattro sezioni detentive. Chi non ha il sostegno della famiglia vive in una condizione di povertà assoluta: umana e relazionale, ma anche economica". "Ad alcuni detenuti – prosegue mons. Gruppuso – manca tutto: le ciabatte per uscire per l’ora d’aria, i francobolli e le schede telefoniche per comunicare con la famiglia, ad alcuni finanche la carta igienica. La totalità degli extracomunitari e molti italiani sono sprovvisti di biancheria intima, scarpe, asciugamani, calze, tute, pigiami e vestiti in genere, così come di prodotti per l’igiene personale. Molti detenuti chiedono oggetti religiosi quali rosari, medaglie ecc. Altri desiderano leggere la Bibbia o avere dei sussidi per pregare e diventa sempre più difficile venire incontro alle esigenze di tutti". "Un segno concreto – spiegano dalla Caritas trapanese – per la comunità diocesana in questo periodo che prepara al Natale potrebbe essere quello di ‘visitare’ i bisogni dei detenuti e dimostrare concretamente che Dio non si dimentica degli ultimi". A tal riguardo può essere fatta una donazione alla Caritas diocesana di Trapani sul c.c.p. n°11796919.