EGITTO
Cristiani numerosi al voto dopo anni di boicottaggio
” “Dallo spoglio, lento, dei voti del 28 novembre sembra uscire con chiarezza la volontà degli egiziani: a guidare il Paese, con il 40% dei suffragi, potrebbe essere il partito Giustizia e Libertà dei Fratelli Musulmani. Staccati in percentuale i Salafiti della coalizione al Nour (la Luce) e i laici e moderati del Blocco egiziano e gli egiziani liberi del tycoon copto Naguib Sawiris. Sconfitta invece per i candidati indipendenti un tempo esponenti del partito nazionale democratico dell’ex presidente Hosni Mubarak. Più forti i fondamentalisti nelle zone rurali, meglio il Blocco egiziano nei quartieri residenziali. I risultati attendono conferme, sebbene i Fratelli Musulmani abbiano già annunciato di aver vinto. Si tace, invece, nelle sedi politiche salafite mentre il Blocco egiziano si prepara per i prossimi due turni del 14 dicembre e il 3 gennaio. Il tutto mentre piazza Tahrir continua a pulsare: domani, 2 dicembre, è prevista una nuova manifestazione.
Prudenza e attesa. "È presto per fare commenti. In alcune zone, come qui ad Assiut, si dovrà votare di nuovo lunedì per il ballottaggio. Non dimentichiamo, poi, che si è votato solo in un terzo delle province". È all’insegna della "prudenza" e dell’"attesa" il commento al voto del 28 novembre in Egitto da parte del vescovo di Assiut, mons. Kyrillos William. "Il voto dice al SIR si è svolto in maniera tranquilla e regolare e questa è stata una bella immagine che il nostro Paese ha dato di sé dopo le violenze che hanno preceduto le elezioni". Affluenza record anche per la comunità cristiana che non aveva avuto da parte dei vescovi precise indicazioni di voto. "Non solo numerosa ma anche convinta aggiunge è stata la partecipazione alle urne dei cristiani che dal 1953 hanno sempre boicottato il voto. Ogni diocesi, ogni parrocchia, ogni chiesa si è mobilitata per esortare i propri fedeli a votare con visite, lettere pastorali e appelli. Nella mia diocesi la Commissione Justitia et Pax si è recata nei vari villaggi per informare tutte le persone sull’importanza del voto e sulle procedure da seguire. La gente ha risposto recandosi alle urne, organizzandosi per portare anche familiari anziani e disabili".
Un segno di unità. "Il voto cristiano spiega il vescovo questa volta si è fatto sentire e può incidere positivamente per le sorti dell’Egitto. Mai come questa volta cattolici, ortodossi e protestanti hanno collaborato. Prima del voto ci sono stati diversi incontri fra i vari leader religiosi per cercare di rispondere unitariamente a questo momento storico. E così è stato". "L’unità mostrata in occasione di queste elezioni è la convinzione di mons. William è una forte testimonianza per tutti gli egiziani e rafforza la componente cristiana chiamata a dialogare e a tessere relazioni. Soprattutto se le forze politiche islamiste dovessero vincere". Rispetto e nessun timore nei confronti dei Fratelli Musulmani che, ricorda il vescovo, "quando hanno fondato il loro partito hanno dovuto cambiare le loro idee in merito alla partecipazione di donne e di esponenti di minoranze religiose non musulmane. L’impegno politico diretto, la gestione eventuale del potere, l’applicazione della democrazia, sarà un banco di prova anche per loro. Se così non fosse il popolo non tarderà a scendere di nuovo in piazza. Non dobbiamo avere paura".