COMMISSIONE UE

Investire per la crescita

Horizon 2020: ricerca, innovazione e scienza

Più ricerca, e di qualità, con minor burocrazia; valorizzazione delle migliori idee e dei giovani ricercatori; sostegno alla crescita economica. Sono alcuni dei principi cui si ispira Horizon 2020 secondo Máire Geoghegan-Quinn, commissaria Ue. Il nuovo (ottavo) programma quadro nel campo della ricerca, dell’innovazione e della scienza, valido dal 2014 al 2020, presentato il 30 novembre, metterebbe a disposizione dei ricercatori 80 miliardi in sette anni. Innovazione, economia. La proposta della Commissione – che ora passa al vaglio dell’Europarlamento e del Consiglio Ue – presenta investimenti “su temi concreti, che toccano la vita dei cittadini, come la salute, l’ambiente, la sicurezza alimentare” e “andrà a vantaggio delle piccole e medie imprese, che rappresentano la colonna vertebrale dell’economia europea”. Secondo la commissaria irlandese, “serve una nuova visione della ricerca e dell’innovazione europee in un contesto economico radicalmente mutato”. Horizon 2020 “stimola direttamente l’economia e ci garantisce la base scientifica e tecnologica e la competitività industriale per il futuro, con la promessa di una società più intelligente, sostenibile e inclusiva”. Nel campo della ricerca “dobbiamo valorizzare ogni euro di denaro pubblico e al contempo – prosegue Geoghegan-Quinn – facilitare gli investimenti privati”. Horizon 2020 “concentrerà i fondi su tre obiettivi chiave. Sosterrà la posizione dell’Ue in testa alla classifica mondiale nella scienza, con un bilancio assegnato di 24,6 miliardi di euro, compreso un aumento pari al 77% dei finanziamenti al Consiglio europeo della ricerca”. Contribuirà inoltre “ad affermare il primato industriale nell’innovazione con un bilancio pari a 17,9 miliardi di euro”, compreso un investimento di 13,7 miliardi nelle “tecnologie di punta”, come ad esempio le nanotecnologie.Rispettare la sentenza della Corte. In terzo luogo, chiarisce la commissaria, “31,7 miliardi di euro saranno dedicati ad affrontare i principali problemi comuni a tutti gli europei, ripartiti su sei temi di base: sanità, evoluzione demografica e benessere; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia; energia sicura, pulita ed efficiente; trasporti intelligenti e integrati; interventi per il clima; società inclusive, innovative e sicure. “In relazione alla ricerca sulle cellule staminali – specifica Geoghegan-Quinn a SIR Europa – Horizon 2020 seguirà le linee già tracciate dal settimo programma quadro per la ricerca” (2007-2013), che “aveva ottenuto il sostegno di Commissione, Consiglio e Parlamento Ue”. Nei prossimi anni saranno possibili ulteriori ricerche, finanziate dall’Ue, nel campo delle staminali, benché in questo campo varranno alcuni principi di garanzia: anzitutto il rispetto delle rispettive legislazioni nazionali; quindi “non saranno stanziati fondi per ricerche che prevedono la distruzione di cellule staminali o di embrioni umani”. In questo senso la Commissione “intende rispettare la recente sentenza della Corte europea di giustizia” che aveva ribadito il divieto di esperimenti di questo genere.Imprese e vita quotidiana. Gli investimenti a favore della piccola e media impresa vengono puntualizzati da Antonio Tajani. Tra gli obiettivi in tale ambito il commissario all’industria segnala: l’accesso agevolato ai finanziamenti per le Pmi; il sostegno ai cittadini “che desiderano mettersi in proprio e devono far fronte alle difficoltà legate alla creazione o allo sviluppo della propria impresa”; una migliore assistenza ai Paesi che intendono elaborare e attuare riforme politiche efficaci a favore dell’industria. Il commissario italiano specifica: “Agevolare l’accesso delle piccole e medie imprese alle politiche finanziarie, del mercato e in materia di imprenditorialità è fondamentale per superare la crisi. Questo programma contribuirà a sbloccare il potenziale di crescita delle imprese concentrandosi sullo sviluppo dell’economia reale. Aumenteremo la competitività delle imprese e creeremo nuovi posti di lavoro”. “Rafforzare la presenza delle Pmi sui mercati internazionali – chiarisce Tajani a SIR Europa – è uno degli obiettivi di questo programma”. Dal canto suo Androulla Vassiliou, commissario cipriota per l’istruzione e la cultura, segnala un altro aspetto del futuro programma quadro: “Il nuovo pacchetto da noi proposto per l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia” (Eit) porterà “benefici enormi agli affari, alla ricerca e al mondo accademico in Europa”. Eit, che ha sede a Budapest, in Ungheria, riceverà infatti 2,8 miliardi in sette anni, sia per proseguire le ricerche negli ambiti già avviati (cambiamenti climatici, energia sostenibile, tecnologie dell’informazione e della comunicazione), sia per introdurne di ulteriori mediante sei nuove “Comunità della conoscenza e dell’innovazione”, che fra l’altro si occuperanno di invecchiamento attivo, alimentazione, materie prime, energia, mobilità urbana e traffico.