CHIESE IN BREVE
Slovacchia: vescovi su emergenza sanitàLa situazione del sistema sanitario riflette la crisi morale persistente. Così il presidente della Conferenza episcopale slovacca, mons. Stanislav Zvolensky, in un appello sulla situazione critica causata dallo sciopero dei medici nel Paese. Migliaia di medici hanno abbandonato il posto di lavoro ufficialmente per esprimere la loro insoddisfazione per le condizioni in cui versa il sistema sanitario e per i salari bassi. Le trattative con il Ministero della Sanità non hanno avuto esito positivo; la maggior parte dei medici prosegue con le dimissioni e il governo ha deciso martedì di dichiarare lo stato d’emergenza in 15 ospedali. I medici che rifiutano di compiere il loro dovere mettendo in pericolo la vita dei propri pazienti sono perseguibili per legge. “Ci rendiamo conto che i servizi dei medici e altro personale sanitario non sono valutati abbastanza. Tuttavia, vogliamo ricordare che la difesa della salute e della vita, specialmente di bambini e anziani, deve rimanere un valore e un dovere incondizionato per ogni cittadino e per l’intera società”, afferma mons. Zvolensky nella dichiarazione di ieri, sottolineando che non si può superare la crisi morale con attività che portano ingiustizia. “Preghiamo che tutti i leader siano in grado di creare un sistema sanitario basato su moralità e solidarietà, adeguato alla dignità dell’essere umano”, conclude il presidente della Conferenza episcopale, invitando tutte le persone di buona volontà al “rispetto reciproco e alla ricerca del bene comune”.Ucraina: Leopoli elevata al rango di metropolitaSua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, leader della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha elevato il 29 novembre l’Arcivescovado maggiore di Leopoli al rango di metropolita, guidato dall’arcivescovo Ihor Voznyak e formato dall’arcieparchia di Leopoli e dalle eparchie di Sokal-Zhovkva, Sambir-Drohobych e Stryi. Ai primi di dicembre, i metropoliti saranno inoltre intronizzati a Ivano-Frankivsk e Ternopil. “La Chiesa greco-cattolica ucraina si avvia ad approvare la struttura patriarcale, e l’opportunità di tali sforzi è riconosciuta dal Papa”, afferma Sua Beatitudine Sviatoslav in un decreto sulla dichiarazione di tre nuove metropolie. Il documento è stato letto durante la liturgia dal vescovo Bohdan Dziurakh, segretario del Sinodo dei Vescovi; oltre alla dichiarazione, il documento include la storia della Chiesa greco-cattolica ucraina, il suo difficile percorso, la sua legalizzazione e il ritorno della Sede del primate a Kiev nel 2005, sotto la guida di Sua Beatitudine Lubomyr Husar.Slovenia: assemblea su nuova evangelizzazionePromozione della nuova evangelizzazione, come punto centrale della futura azione pastorale: è stato questo il tema della 63ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale slovena (Ces) che si è svolta a Ljubljana dal 28 al 29 novembre sotto la presidenza dell’arcivescovo metropolita della città, mons. Anton Stres. In vista del prossimo Sinodo dei Vescovi, che si terrà a Roma nel 2012, i presuli sloveni, secondo quanto riferisce una nota della Ces, “hanno ribadito l’importanza del dialogo tra la fede e la cultura come mezzo per l’approfondimento del credo personale. In quest’attività riconoscono il ruolo della Chiesa che ancorata alla sua missione profetica, sceglie vie sempre nuove per diffondere il Vangelo”. Tra i punti affrontati dai vescovi anche “il riavvicinamento alle radici cristiane dei già battezzati, che nel corso degli anni si sono allontanati dalla Chiesa. Tramite un’accurata missione pastorale bisogna risvegliare in essi una maggiore coscienza dell’appartenenza religiosa e comunitaria”. A questo proposito è stato preparato il nuovo progetto pastorale per la Chiesa in Slovenia che – in sintonia con l’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI per il 2013 – mira a far riscoprire i valori autentici del credo cristiano. All’assemblea hanno partecipato anche il nunzio apostolico in Slovenia, mons. Juliusz Janusz, ed i delegati delle Conferenze episcopali croata ed ungherese.Bielorussia: un monumento simbolo di unità cristianaLa scorsa settimana a Lida, in Bielorussia, è stato consacrato il monumento commemorativo come simbolo di unità cristiana per la celebrazione del secondo millennio del cristianesimo. La cerimonia è avvenuta alla presenza dei rappresentanti della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa, nonché dei rappresentanti della giunta comunale. Il monumento riporta brani del Vangelo in greco, bielorusso e in lingue della Vecchia Chiesa slava, e figure di evangelisti. “Sia la consacrazione del monumento commemorativo della cristianità un segno di gratitudine nei confronti delle generazioni di cristiani che hanno conservato e tramandato la fede, specialmente in tempi difficili di sofferenza”, ha auspicato il vescovo cattolico Aleksandr Kashkevich. L’arcivescovo ortodosso Gury di Novogrudok e Lida ha espresso la speranza che “questo monumento sia un segno di riconciliazione, che ci ricordi della nostra fede, della nostra storia valorosa, un segno di cui possiamo essere fieri”.