UNIONE EUROPEA
Asilo: la Commissione indica alcune linee operative” “
"Non è più tempo di parlare, adesso. I valori della solidarietà, della tolleranza e del rispetto reciproco devono essere tradotti in risultati concreti": Cecilia Malmström, svedese, commissaria Ue per gli affari interni, lo sostiene da tempo e ora alza la voce mentre illustra le proposte dell’Esecutivo nel campo dell’asilo e dell’accoglienza dei rifugiati. "Negli ultimi mesi ha spiegato il 2 dicembre a Bruxelles -, gli avvenimenti della primavera araba e il numero crescente di migranti in arrivo a Malta e nell’isola italiana di Lampedusa hanno portato in primo piano la questione della solidarietà" in questo ambito. Eventi che, a suo avviso, hanno manifestato "chiaramente la necessità di un sistema europeo comune di asilo e hanno rivelato la mancanza di fiducia reciproca tra gli Stati membri".
La Commissione parte sostanzialmente dal fatto che solo pochi Stati Ue sostengono tutto il peso dell’accoglienza di persone provenienti da paesi terzi: "Ad esempio, nel primo semestre di quest’anno più del 75% di tutte le domande di asilo sono state presentate in sei soli Stati membri (Francia, Germania, Belgio, Regno Unito, Svezia e Italia), il che significa che molti membri dell’Unione potrebbero assumere una porzione molto più elevata di responsabilità".
Il collegio Barroso propone dunque di migliorare i sistemi di asilo "grazie all’interazione tra la legislazione Ue, una cooperazione pratica rafforzata e un uso migliore dei meccanismi di finanziamento europei". Varie le iniziative delineate: rendere più efficace il ruolo dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, prevedendo anche l’invio di funzionari all’estero "al fine di aiutare gli Stati membri a far fronte a situazioni di particolare pressione"; aumentare la quantità di fondi disponibili agli Stati membri; "sviluppare e promuovere la ricollocazione di beneficiari di protezione internazionale da uno Stato membro all’altro"; introdurre meccanismi di valutazione e di allarme rapido "che consentano di individuare e affrontare problemi emergenti nei sistemi di asilo". Inoltre si punterebbe a un migliore coordinamento tra agenzie dell’Unione quali Frontex, Europol e l’Agenzia per i diritti fondamentali.
A proposito di asilo occorre ricordare che il numero dei richiedenti non è costante e interessa diversamente gli Stati aderenti. Nel 2001 si è registrato una punta massima di domande, circa 425mila; nel 2006 sono state meno di 200mila, per risalire a 260mila nel 2010. "Per quest’anno si prevede un aumento segnala il documento della Commissione : nella prima metà del 2011 il numero di domande di asilo è cresciuta del 14% rispetto alla prima metà del 2010".
La Commissione ha ora trasmesso le sue proposte al Parlamento Ue e al Consiglio dell’Unione. Malmström però insiste: "La solidarietà è un elemento centrale nel settore della migrazione da più di un decennio, fin dagli esordi della politica comune di asilo dell’Unione, ed è ora sancita dall’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione". Sulla stessa linea cita anche il Programma di Stoccolma nel campo della giustizia, sicurezza e migrazioni. La necessità di tradurre la solidarietà "in provvedimenti operativi scaturisce da realtà pratiche, poiché i sistemi di asilo degli Stati membri sono interdipendenti: un sistema sovraccarico o malfunzionante in uno Stato membro ha chiare ripercussioni su tutti gli altri".