CHIESE IN BREVE
Francia: veglia di preghiera contro pièce blasfemaSi terrà l’8 dicembre una veglia di preghiera nella cattedrale parigina Notre Dame in contemporanea e in risposta alla première dello spettacolo “Gólgota Picnic” in programma al Théâtre du Rond-Point fino al 17 dicembre. L’arcidiocesi di Parigi e il suo arcivescovo André Vingt-Trois, che è anche presidente della Conferenza episcopale francese, hanno deciso di scendere in campo e rispondere così alla programmazione di uno spettacolo che sta provocando vive reazioni soprattutto nella comunità cattolica del Paese. L’opera teatrale è del regista Rodrigo Garcia e sta suscitando lo stesso scandalo che aveva accompagnato la pièce “Sul concetto del volto nel Figlio di Dio” dell’italiano Romeo Castellucci. Nello spiegare la decisione, l’arcivescovo afferma: questo spettacolo “è intenzionalmente offensivo nei riguardi di Cristo e ingiurioso rispetto alla sua sofferenza e ci è sembrato normale che i cristiani potessero esprimere il loro attaccamento personale ed ecclesiale alla persona di Gesù e che lo potessero manifestare attraverso la preghiera e la venerazione a Cristo nella sua Passione”. All’ultima plenaria dei vescovi a Lourdes, il card. Vingt-Trois aveva invitato le comunità ecclesiali a non alzare i toni della polemica di fronte ad opere d’arte ritenute “blasfeme” per non lasciarsi, aveva detto, “rinchiudere in una forma di dibattito in cui la Chiesa difende se stessa come gruppo di minoranza in una società plurale e a lei ostile”. Ma di fronte allo spettacolo del regista Garcia in programma in questi giorni a Parigi, lo stesso arcivescovo ha spiegato che la reazione può dipendere “dalla natura degli spettacoli e dai loro contenuti. E dai contenuti che ho potuto esaminare, ho verificato che ci sono scritti particolarmente violenti”. Ucraina: in ricordo delle vittime dell’HolodomorOgni anno, a fine novembre, l’Ucraina rende omaggio alle vittime dell’Holodomor, una terribile carestia che costò la vita a milioni di persone negli anni Trenta del Novecento. Secondo il presidente Viktor Yanukovych, “i terribili anni del totalitarismo sono stati anche una catastrofe spirituale: numerose chiese furono demolite, centinaia di migliaia di contadini, lavoratori e intellettuali furono fisicamente eliminati o deportati nei Gulag; la sofferenza non risparmiò praticamente nessuna famiglia ucraina”. Nella giornata della commemorazione delle vittime dell’Holodomor, il capo della Conferenza episcopale cattolica romana dell’Ucraina, l’arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, ha esortato i credenti a pregare per le vittime innocenti della catastrofe: “Vi prego di ricoprire di preghiere tutti coloro che apprezzavano un tozzo di pane più dell’oro e sono morti di fame. Nello stesso tempo, faccio appello a ogni individuo, perché si sforzi di assicurare che la gente non soffra oggi di fame. Il normale gesto cristiano di dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati non va oltre le nostre possibilità”. L’Holodomor (la traduzione letterale è “far morire di fame”) fu una catastrofe senza precedenti e si verificò nella Repubblica socialista sovietica dell’Ucraina tra il 1932 e il 1933; responsabile fu il governo sovietico, all’epoca guidato da Stalin.Portogallo: dalle parrocchie la rivoluzione solidaleA partire dalle diocesi di Beja e Aveiro, la Chiesa portoghese ha iniziato un programma di formazione di operatori socio-assistenziali, volto alla creazione di un servizio di azione sociale in tutte le parrocchie del Paese. Il presidente della Caritas, Eugenio Fonseca, ha dichiarato che si tratta del primo passo di “una rivoluzione necessaria, affinché la solidarietà della Chiesa si trasformi in espressione di tutta la comunità”, e ha spiegato che, una volta conclusa la fase formativa, gli operatori “si metteranno a disposizione di tutte le diocesi, per trasmettere le loro conoscenze alle persone che costituiranno i gruppi parrocchiali di solidarietà”. La realizzazione del nuovo servizio, che riguarda le oltre 4.300 parrocchie del Paese, deriva dalla proposta presentata nello scorso settembre dalla Commissione episcopale della pastorale sociale, che ha individuato nell’articolazione tra “carismi, servizi e ministeri diversi” la possibilità di “dare risposte adeguate alle reali necessità delle persone” nell’attuale momento di grave crisi economica. Secondo il direttore del Segretariato nazionale della pastorale sociale, l’esistenza di un servizio di questo tipo in ogni comunità “permetterà d’integrare armonicamente l’intervento del parroco e le valenze professionali e culturali presenti in ogni parrocchia a favore dei più bisognosi, ricercando migliori risultati nella risoluzione delle problematiche”. “Invece d’inventare organismi esterni o superiori, l’articolazione avviene a partire dalla reale peculiarità di ogni parrocchia”, ha aggiunto padre José Manuel Pereira de Almeida: “Oltre a una formazione attualizzata, indispensabile per l’esistenza di operatori che siano all’altezza del compito e capaci di cogliere i segnali dei tempi, è auspicabile sia un ringiovanimento dell’azione sociale della Chiesa, sia il coinvolgimento di tutte quelle persone che con conoscenze specifiche possano dare il loro contributo al progetto”.