Giornate dello sviluppo: economia e democraziaQuale legame esiste tra lo sviluppo economico e sociale e la democrazia? È questo il tema al centro della sesta edizione delle “Giornate dello sviluppo”, organizzate per il 15 e 16 dicembre a Varsavia (Polonia) dall’Unione europea. “Sulla scia degli eventi della primavera araba di quest’anno – si legge in una nota della Commissione Ue -, queste giornate saranno imperniate per la prima volta sulla democrazia, i diritti umani e la governance”. Le cinque edizioni precedenti delle Giornate – che hanno ormai assunto una rilevanza internazionale – hanno visto la presenza di 36 capi di Stato, 60 capi di governo o ministri e 7 premi Nobel. L’ultima edizione, svoltasi nel 2010 a Bruxelles, ha richiamato 5mila partecipanti. Quest’anno saranno presenti, tra gli altri relatori, il premier ad interim della Tunisia, Beji Caid el Sebsi, e il presidente del Consiglio nazionale di transizione della Libia, Mustafa Mohammed Abdul Jalil. L’attenzione delle Giornate si concentrerà in gran parte sugli sviluppi politici in corso in nord Africa. Interverranno inoltre il presidente del Niger Mahamadou Issoufou, il presidente haitiano Michel Martelly, quello della Georgia Mikheil Saakashvili, la presidentessa della Repubblica kirghisa Roza Isakovna Otunbaeva, il premio Nobel Shirin Ebadi. Tra i partecipanti figurano inoltre i responsabili dell’Ue, come il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, il commissario per lo sviluppo, Andris Piebalgs, la commissaria per la cooperazione internazionale e gli aiuti umanitari Kristalina Georgieva. Il presidente della Repubblica polacca, Bronislaw Komorowski, presenzierà alla cerimonia di apertura. L’evento potrà essere seguito in diretta on-line sul sito www.eudevdays.eu.Futuro della pesca, sostegno alle comunità costiereIl settore della pesca e della tutela dei mari è uno degli ambiti nei quali la politica comunitaria ha, per tradizione, ampia voce in capitolo, ottenendo, in quasi sessant’anni di integrazione europea, risultati di un certo rilievo. In vista della definizione del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, la Commissione ha dunque proposto la creazione di un nuovo Fondo per le politiche dell’Unione in materia di affari marittimi e pesca (Feamp). “Esso contribuirà al conseguimento degli obiettivi ambiziosi della riforma della politica comune della pesca e aiuterà i pescatori a effettuare la transizione verso una pesca sostenibile e le comunità costiere a diversificare le loro economie”, sostiene l’Esecutivo. Il Fondo finanzierà progetti destinati – almeno questa è l’ambizione dichiarata – a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità della vita nelle regioni costiere dei 27 Stati aderenti. Maria Damanaki, commissaria che si occupa del settore, ha affermato il 2 dicembre: “Questo nuovo fondo consentirà di rafforzare la crescita economica e di creare occupazione. Non si spenderanno soldi per costruire grandi imbarcazioni. Saranno invece la pesca artigianale e l’acquacoltura a trarre vantaggio dalla maggiore attenzione riservata alle questioni ambientali nello stanziamento dei fondi di bilancio della politica comune della pesca”. Il Feamp, che sostituirà l’attuale Fondo europeo per la pesca e altri strumenti finanziari, ammonterebbe, stando alla proposta della Commissione – che dovrà però avere l’avallo di Consiglio e Parlamento Ue – a 6,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Il nuovo fondo per la pesca e la cura dei mari (per informazioni www.ec.europa.eu) sarebbe orientato verso vari obiettivi: sostenere i principi ambientali, economici e sociali della riforma della politica comune della pesca; pesca “intelligente ed ecosostenibile”; difesa della biodiversità marina; sviluppo dell’acquacoltura; cooperazione tra scienza e pescatori; semplificazione burocratica.Disabili: una Europa senza barriere architettoniche?Città a misura di disabili 2012: è il titolo assegnato dall’Ue alla città austriaca di Salisburgo, riconoscimento che premia le città più facilmente accessibili alle persone con handicap o difficoltà di vario genere. L’obiettivo del riconoscimento, assegnato ogni anno, “è di premiare l’impegno per migliorare l’accessibilità dell’ambiente urbano e promuovere la partecipazione dei disabili su un piede di parità”. Salisburgo si è distinta per “il suo impegno consolidato nel tempo, per l’approccio coerente e gli eccellenti risultati conseguiti nel migliorare l’accessibilità per la partecipazione diretta dei disabili”. Viviane Reding, commissaria Ue per la giustizia, ha dichiarato: “Rendere la vita accessibile a tutti è l’obiettivo centrale della nostra strategia per un’Europa priva di barriere architettoniche”; “vorrei che si pervenisse a una legge europea sull’accessibilità e, a tal fine, intendo presentare una proposta entro la fine del 2012”. Salisburgo ha agito in particolare su ambiente urbano e spazi pubblici, trasporti e infrastrutture, iniziative di informazione e comunicazione, servizi pubblici. Le altre città finaliste erano Cracovia (Polonia), Marburgo (Germania), Santander (Spagna).