POLITICA ED ETICA
La riflessione del card. Angelo Bagnasco all’Ucid della Liguria
“La responsabilità politica richiede persone formate, mature” perché “la competenza serve ma non è sufficiente. Serve, infatti, un orizzonte antropologico maturo e formato altrimenti anche la più alta competenza diventa insufficiente senza la bussola di una visione relazionale e non individualista, quale quella che si respira oggi”. È il passaggio centrale dell’intervento che l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha tenuto ieri pomeriggio a Genova al convegno "Élite di potere ed etica", organizzato dal gruppo ligure dell’Ucid. Relatori, insieme al cardinale, Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell’Istituto Opere di Religione, Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, e l’onorevole Alfredo Mantovano.
Educazione fondamento della politica. Nel suo intervento, il cardinale ha ricordato che, “come affermava Paolo VI, la politica è la forma più alta di carità e questo è il giudizio della Chiesa verso chi fa politica”. “Dobbiamo esprimere stima e riconoscenza a chi si dedica con onestà interiore e competenza a questo grande e grave servizio alla società” ha aggiunto il porporato ricordando che per sapere guidare gli altri, per fare politica, bisogna essere “prima di tutto leader di noi stessi”. Infatti, “se non si è signori di noi stessi non si può servire gli altri” ed “essere padroni di sé stessi, per essere veramente liberi, è la cosa più difficile”. Per il porporato, quindi, il problema della crisi della politica trova i suoi fondamenti nella questione più generale e complessa dell’educazione. Il cardinale ha citato Romano Guardini, la sua teoria della maturità che si forma intorno a un ‘nucleo centrale’ ed ha avversato la tendenza alla frammentazione psicologica e culturale tipica del nostro tempo e della società occidentale. “Il problema della formazione, e non solo di quella dei politici o degli imprenditori – ha sottolineato – è acuto in questo periodo e investe la società nella sua interezza, una società che forse oggi non è educante. Tutta la società deve essere educante invece la società moderna non è educante”.
L’etica della vita. Ha poi ricordato la necessità che i leader politici lavorino per la coesione sociale ed il bene del Paese. “Bisogna creare un senso di appartenenza – ha detto il card. Bagnasco – senza il quale non esiste popolo e non esiste futuro”. Ha poi ricordato le delicate questioni etiche che sempre di più la politica si trova a dover affrontare. “Siamo giunti su una linea di confine siamo su di una frontiera che segna l’umano dal non umano”, ha detto il cardinale ricordando che “l’etica sociale è importante, ma l’etica della vita è fondamentale perché attiene allo specifico dell’uomo”. Purtroppo però “l’Europa sembra aver perso la cognizione dell’uomo, dell’umano, di chi è veramente l’uomo” ma “il criterio dirimente è una antropologia integrale, aperta alla trascendenza, e non individualista”.
Crisi morale prima che economica. Proprio in tema di etica della vita, Alfredo Mantovano, ex sottosegretario, ha difeso i meriti del precedente governo ricordando come abbia evitato che l’Italia non legalizzasse l’eutanasia e si dotasse di una legge sulla fecondazione artificiale rispettosa della vita nascente. Per Marco Tronchetti Provera “la sfida è trovare la spinta necessaria per coinvolgere le persone in un processo di crescita, perché se la gente non si riconosce nei valori ma si limita a rifugiarvisi, avremo i problemi che attraversa ora il Nord Africa o avverranno anche da noi disordini come quelli accaduti qualche tempo fa nelle banlieu in Francia”. Ettore Gotti Tedeschi ha parlato invece di finanza e di crisi dei mercati affermando che “non è stata la finanza a creare questo disastro, è stata la politica”. “L’origine di questa situazione che stiamo vivendo – ha detto – non è la finanza perché la vera origine è di carattere morale in quanto l’uomo ha perso di vista il senso delle cose vere”.
Tornare ad un’economia al servizio dell’uomo. Obiettivo del convegno "Élite di potere ed etica" era di riflettere sulla crisi economica globale riaffermando nel contempo la centralità dell’uomo nel comportamento economico. Secondo il Gruppo Ligure Ucid, che ha organizzato l’incontro, la crisi economica e politica che il mondo, e in particolare l’Italia, stanno vivendo non può essere analizzata adeguatamente se non, come ricorda la Caritas in veritate, a partire dal principio che "ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale". Per questo esiste uno stretto legame tra scelte economiche ed etica. Per produrre soluzioni opportune per la crisi, quindi, prima ancora che alle leggi economiche e agli strumenti tecnici da mettere in campo, bisogna quindi tornare a guardare all’uomo come soggetto capace di scelte etiche consapevoli per il bene comune: dal paradigma dell’uomo a servizio dell’economia bisogna ritornare ad un’economia al servizio dell’uomo.