PREMIO SACHAROV
Volti e voci della ”primavera araba” al Parlamento europeo
"Sono stato in carcere per 31 anni, nove dei quali in isolamento. Ho subito torture, umiliazioni, non ho ricevuto assistenza sanitaria quando ne avevo bisogno. Ma non ho mai perso la speranza né la fiducia nella dignità dell’uomo. Noi amiamo la vita". Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi è tra i più noti oppositori del regime di Gheddafi. L’attivista libico ha ricevuto ieri a Strasburgo, assieme ad altri quattro esponenti della "primavera araba" (Asmaa Mahfouz, Egitto; Razan Zaitouneh e Ali Farzat, Siria; Mohamed Bouazizi, Tunisia, alla memoria), il premio Sakharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero.
Motore dei cambiamenti. Dei cinque vincitori, solo al-Sanusi e l’egiziana Asmaa Mahfouz hanno potuto essere presenti in emiciclo, ricevendo il premio (un diploma e un assegno di 50mila euro) dalle mani del presidente dell’Assemblea Jerzy Buzek. Nel motivare il riconoscimento, il presidente ha dichiarato: "La primavera araba è stata il motore di trasformazioni di portata veramente storica. Gli avvenimenti del 2011, tesi al perseguimento della libertà, hanno offerto migliaia di esempi di altruistico coraggio". Il premio ai cinque attivisti dei diritti umani "rappresenta un simbolo collettivo e un riconoscimento per tutti coloro che desiderano dignità, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali nel mondo arabo". Davanti agli eurodeputati, Buzek ha ricordato che "la lotta per i diritti continua in questi stessi paesi e in numerosi altri. In Siria i carri armati si muovono contro i manifestanti e il bilancio delle vittime è già altissimo, con 5mila morti, fra cui 500 bambini". L’oratore ha sottolineato in particolare "il ruolo centrale svolto dalle donne in questa fase di trasformazione dei paesi" arabi e ha in seguito fatto rispettare un minuto di silenzio per ricordare i morti della "primavera araba" e in particolare il giovane tunisino Mohamed Bouazizi che con il suo sacrificio diede inizio alle rivolte nel suo paese.
L’impegno continua. La flebile voce dei due vincitori ha commosso l’aula. La giovane egiziana Asmaa Mahfouz in un breve intervento ha affermato: "Questo riconoscimento va a tutti gli egiziani e a tutte le persone nel mondo arabo che si sono impegnati e che ancora scendono in piazza per la libertà e la democrazia. Molti di loro hanno perso la vita e anche per questo il nostro impegno non può dirsi concluso. Dobbiamo proseguire il cammino verso la libertà e per questo il sostegno del Parlamento europeo" e della comunità internazionale "sarà prezioso". Dai due ospiti non è giunta neppure una parola di odio, di vendetta e nemmeno di risentimento. Il libico Ahmed al-Sanusi ha insistito sulla importanza della conciliazione: "Abbiamo bisogno di ricostruire il nostro paese, mostrando tolleranza verso chi ha commesso crimini e violato la dignità umana". Il fumettista siriano Ali Farzat, esiliato in Kuwait, ha inviato un messaggio video in cui ha ricordato che l’impegno per la democrazia nel suo paese prosegue e ha espresso "dolore" e "tristezza" per il numero delle vittime "che aumenta ogni minuto". L’avvocatessa per i diritti umani siriana Razan Zaitouneh, che vive in condizione di clandestinità perché ricercata dal regime, ha inviato una lettera: "Vorrei ringraziare il Parlamento europeo e chiunque ha simpatizzato con le rivolte delle nostre genti e chi ci ha sostenuto in qualsiasi modo, per un domani senza repressione, carceri e spargimento di sangue".
I profili dei vincitori del Sakharov 2011
Ma chi sono i premiati con il Sakharov 2011? Si tratta di figure molto note nei rispettivi paesi, che a vario titolo hanno impersonato le rivolte dei mesi scorsi e quelle tuttora in corso nell’area mediterranea e mediorientale. Asmaa Mahfouz è una giovane blogger egiziana e i suoi video su Youtube hanno portato migliaia di persone in piazza contro il regime del presidente Mubarak. "Avendo visto ciò che è accaduto in Egitto spero ci sia resi conto ha affermato a Strasburgo di quanti stereotipi sussistano su noi arabi e sui musulmani. Non siamo dediti alla violenza e al terrorismo e l’islam insegna la pace e il rispetto delle persone". Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi è stato, fino alla sua recente liberazione, il prigioniero di più lunga data in Libia per aver tentato un colpo di Stato contro l’ex dittatore Gheddafi. Mohamed Bouazizi dandosi fuoco ha dato origine a manifestazioni in tutta la Tunisia, che hanno condotto in poco tempo alla caduta del regime. Ali Ferzat è un fumettista siriano conosciuto per le sue caricature dei dittatori arabi; il regime di Assad lo ha torturato e gli ha fatto spezzare entrambe le mani. Razan Zaitouneh è una avvocatessa per i diritti umani che ha dovuto abbandonare la Siria dopo le minacce ricevute per aver informato i siriani e i media internazionali sugli assassinii e le violenze compiute dalla polizia e dall’esercito.