CHIESA E POLITICA
Il vescovo di Bolzano-Bressanone in Consiglio provinciale
(Bolzano) – Trovare il coraggio, la volontà e la forza per stimare di più il bene comune rispetto agli interessi dei singoli e di singole cerchie di persone. Questo l’augurio che mons. Ivo Muser, vescovo di Bolzano-Bressanone, ha rivolto ieri sera al Consiglio provinciale altoatesino.
Una terra capace di solidarietà. Prendendo spunto dalle festività natalizie alle porte, il vescovo ha sottolineato come la politica ha molto a che spartire con il significato profondo del Natale. "Nessuna festa è così originaria e radicata come il Natale, e mai nel corso dell’anno viene fatto tanto di bene come intorno a questa festa", ha ricordato. "Mi riempie anche di gratitudine costatare quanta beneficenza viene fatta nel periodo natalizio dalla nostra gente verso i bisognosi ha aggiunto , sia all’interno, sia al di fuori dei confini altoatesini. Noi ci troviamo a vivere in una terra ricca e dovremmo essere grati del fatto che nella storia del nostro Paese mai come ora si è sperimentato un tale stato di benessere finanziario e materiale".
Il senso di gratitudine e di misura. "A questo benessere hanno contribuito sicuramente anche il confronto politico e la responsabilità dell’istituzione in cui mi trovo. Mi preoccupa tuttavia il fatto che molti vadano perdendo il senso di gratitudine e di misura ha sottolineato mons. Muser . Il sentimento comune e l’attesa del ‘sempre di più, sempre avanti, sempre più velocemente, sempre più in alto, sempre più dispendio, sempre più ricchezza’ sembra guidare l’azione di non pochi nostri concittadini. Molti si sono abituati al solo esigere ‘di più e sempre di più’! Una tale visione della vita fa distogliere lo sguardo dalle forme di povertà che sussistono anche nella nostra Terra, soprattutto dalle nuove povertà. Siamo tutti chiamati in causa, quando si tratta di pretendere meno e condividere di più. È compito di tutti noi partecipare a misure volte al risparmio e distribuite in modo equo".
Responsabilità verso le generazioni future. Di fronte alle sfide che la politica oggi si trova ad affrontare, mons. Muser ha augurato ai consiglieri provinciali di avere la forza e il coraggio di lavorare sempre per il "bene comune". "Il mio augurio a voi è che troviate il coraggio, la volontà e la forza per stimare di più il bene comune rispetto agli interessi dei singoli e di singole cerchie di persone a dispetto della pubblica opinione e delle elezioni future ha sottolineato . Vi auguro il coraggio di concepire una politica che pensi e agisca partendo dai deboli e non dagli influenti. C’è bisogno di una politica che si ponga nell’ottica dei bambini, dei giovani, delle famiglie, delle donne e delle madri, dei malati, dei bisognosi e non da ultimo degli immigrati. Una politica che incida con misure adeguate partendo dalla responsabilità per le generazioni future. Vi chiedo una politica sostenibile, votata a valori comuni e unificanti".
In difesa della domenica libera dal lavoro. Mons. Muser si è soffermato anche su un tema che sta particolarmente a cuore alla Chiesa altoatesina: il rispetto della domenica come festa cristiana. "Per la Chiesa la domenica è irrinunciabile ha ricordato va a toccare l’identità cristiana stessa. È la prima delle feste cristiane, espressione della fede cristiana. Nella domenica il cristiano celebra il fatto che non la morte, ma la vita ha sempre l’ultima parola". Il vescovo non ha nascosto che anche in Alto Adige la società si è andata sempre più secolarizzando, ma ciò nonostante ha chiesto ai rappresentanti del Consiglio provinciale di avere la forza di "remare controcorrente, perché la domenica è un valore inestimabile, che deve essere riscoperto e difeso, un valore che porta vantaggi all’intera società".
No a lamentele generalizzate sulla "politica". "È diventata una moda diffusa nella nostra società, anche in Alto Adige, lamentarsi nei confronti della politica e di coloro che la gestiscono e vi si dedicano, definendola un ‘affare sporco’ ha affermato il vescovo . Non solo non condivido questa opinione, ma vorrei piuttosto mettere in guardia dalla stanchezza e dal risentimento nei confronti della politica e da giudizi sommari verso i suoi responsabili. È vero, ci sono molti esempi in cui i politici non impersonano più quello che dovrebbe essere lo scopo e l’essenza della politica: responsabilità per la ‘polis’, impegno per preservare l’interezza di una struttura umana e sociale".
Coltivare l’interesse per la politica. "Vorrei incoraggiare la gente della nostra Terra ha proseguito mons. Muser a coltivare interesse per la politica, a intervenire attivamente con parole e fatti, a impegnarsi per quella totalità che ci riguarda tutti, a essere critici nei confronti di soluzioni poco lungimiranti, troppo superficiali ed egoistiche. Soprattutto vorrei esortare a prendere le distanze da tutti gli slogan e le promesse di carattere populistico. Mi auguro più passione per la politica e più responsabilità nella cosa comune". Al termine del discorso, il vescovo ha concluso con alcune frasi in ladino, nelle quali ha colto l’occasione per incoraggiare i consiglieri provinciali a non dimenticare le radici cristiane della nostra società.