CHIESE IN BREVE
Belgio: chiesa pronta a risarcire vittime di abusiLa Chiesa belga è pronta a collaborare e a partecipare alla procedura di arbitrato proposta dalla Commissione parlamentare alla quale le vittime degli abusi sessuali possono fare appello anche per ottenere un risarcimento finanziario. È quanto affermano, in un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale belga, i vescovi e i superiori maggiori del Belgio. I vescovi esprimono il loro “apprezzamento” per i risultati presentati dal gruppo di esperti ai membri del Comitato di sorveglianza sul trattamento degli abusi sessuali e atti di pedofilia all’interno della Chiesa. Il gruppo di esperti – si legge nella nota della Conferenza episcopale – ha elaborato una procedura di arbitrato alla quale potranno fare appello le vittime. Si tratta – proseguono i vescovi – di “una procedura istituita presso una istanza neutrale, al di fuori delle strutture della Chiesa”. La Chiesa è “pronta a partecipare a questo tipo di arbitrato”, sperando così di “contribuire anche nei casi di fatti giuridicamente prescritti, al riconoscimento e al risanamento delle sofferenze causate alle vittime di abusi. La Chiesa desidera con questo approccio, soddisfare le aspettative della società nei suoi confronti”. Nel comunicato si fa sapere anche che negli ultimi mesi, i vescovi e i superiori maggiori hanno lavorato alla elaborazione di un documento di sintesi relativo al trattamento e alla prevenzione degli abusi sessuali nella Chiesa in cui si affrontano temi come l’analisi dei fattori che possono portare ad un abuso sessuale, il recupero delle vittime; la collaborazione della Chiesa nella procedura di conciliazione o di arbitrato; la responsabilità e l’approccio verso gli autori di abusi sessuali; le misure per la prevenzione. Portogallo: Cep, “maggiore garanzia per il lavoro”Riunito a Fatima nei giorni scorsi, il Consiglio permanente della Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha chiesto “una maggiore garanzia per il lavoro”, ritenendo che il Paese debba mobilitarsi e rispondere a necessità prioritarie. Nella nota pastorale “Crisi, riconoscimento e impegno”, i vescovi scrivono che “il ruolo del lavoro deve essere considerato fondamentale, perché costituisce la base indispensabile della sopravvivenza e della dignità umana: la sua garanzia è perciò urgente, e necessita di maggiore creatività e fattiva solidarietà, affinché questo diritto si possa estendere a tutti”. In ottobre, il tasso di disoccupazione stimato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse) è salito al 12,9% (il quarto più alto tra i 34 Paesi in essa compresi). La riflessione del Consiglio permanente fissa l’attenzione su “una crescita economica insufficiente, poco solida e socialmente disuguale”, indicando, quali punti di riferimento della definizione e valutazione di provvedimenti politici concreti, i quattro cardini basilari della Dottrina della Chiesa: “Dignità della persona, bene comune, sussidiarietà e solidarietà”. I vescovi rilevano in modo particolare “l’importanza del sostegno familiare e delle Istituzioni private di solidarietà sociale (Ipss)”, in una congiuntura economica molto difficile per il Paese, ma “soprattutto per coloro che si sono visti privare del posto di lavoro e quindi delle condizioni minime sufficienti a garantire la propria dignità e quella dei loro cari”. In conclusione, il documento approfitta dell’imminente celebrazione del Natale per chiedere che “lo spirito fraterno si concretizzi nell’aiuto alle persone in difficoltà o alle istituzioni di carità”, auspicando inoltre che “tutto ciò che in questo periodo si presenta come idolatria del guadagno, ostentazione e consumismo si trasformi in uno stile di vita sobrio, in cui la condivisione divenga la regola d’azione, e non costituisca solo una mera eccezione riservata a poche persone generose”.Austria: a Vienna la Luce della pace di BetlemmeSolidarietà verso le generazioni future: è quanto ha chiesto il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, in occasione dell’incontro con gli scout che nello scorso fine settimana hanno portato a Vienna la “Luce della pace da Betlemme” per distribuirla a tutti i Paesi cristiani del mondo. Il cardinale ha sottolineato la necessità di dimostrare solidarietà nei confronti delle nuove generazioni anche in considerazione dell’indebitamento eccessivo e del consumo irresponsabile delle risorse. Agli scout presenti all’incontro, il card. Schönborn ha inoltre evidenziato la necessità di essere solidali nei confronti di “chi può conoscere solo un poco della luce che ci è stata donata attraverso Cristo. Proprio nel periodo più buio dell’anno, la luce di Betlemme deve portare la vicinanza e il calore che oggi sembra spesso sul punto di venir meno”, ha aggiunto. “Al contempo, occorre utilizzare i beni del mondo in modo consapevole e pensare alle generazioni successive. Esse dovranno, in futuro, rispondere di quanto oggi è stato spesso sprecato”. Gli scout sono stati ricevuti dal cardinale al termine della funzione ecumenica celebrata a Vienna per l’arrivo della Luce della Pace da Betlemme.