FRIULI VENEZIA GIULIA

Lavorare in sicurezza

Un progetto per la formazione degli studenti

La sicurezza sul lavoro passa anche attraverso un’accurata formazione sin dagli studi superiori. È questa la filosofia sposata da alcuni anni dalla Regione Friuli Venezia Giulia, perseguita per mezzo di un progetto nato dall’iniziativa dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), assessorato regionale al Lavoro, Ufficio scolastico regionale, Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) e aziende della Regione. Nei primi due anni di sperimentazione, 2009-2010, sono stati ben 1.380 gli studenti coinvolti, provenienti da 35 istituti scolastici, che hanno assistito a circa 2.000 ore di formazione suddivise in 600 interventi finalizzati alla promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Il progetto ora prosegue nelle sua attuazione, articolata per il biennio 2011-2012 in percorsi personalizzati sulle caratteristiche degli istituti, di durata variabile da un minimo di 8 ad un massimo di 30 ore, con un coinvolgimento che già supera gli 800 studenti e l’erogazione di quasi 900 ore di attività.Gli obiettivi. L’iniziativa, che ha già riscontrato l’adesione di 21 istituti scolastici appartenenti alla scuola secondaria di secondo grado, si pone l’obiettivo non solo di rafforzare ulteriormente la collaborazione con gli istituti tecnici del settore tecnologico (ovvero dedicati alle costruzioni, alla meccanica e all’agraria) e professionali del settore industria e artigianato ma anche di allargare il target della sperimentazione, coinvolgendo un numero maggiore di licei dell’area scientifica-tecnologica e umanistica. Si cercherà inoltre di proporre nuovi moduli con contenuti specifici sui rischi psicosociali e su quelli legati alle malattie professionali. Per la realizzazione del percorso formativo è stata creata un’equipe di 33 esperti in materia di sicurezza e di 16 testimoni dell’Anmil, che hanno dato la loro disponibilità ad accompagnare gli studenti in visite guidate e stage presso 18 grandi aziende della Regione. Le esperienze vissute e raccontate direttamente dai protagonisti rappresentano un valore aggiunto allo scopo educativo di tutto il progetto. "È giusto portare un’iniziativa simile nelle scuole – commenta don Giovanni Sponton, responsabile della pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Gorizia –; un’esperienza di questo tipo è stata recentemente perseguita anche nel territorio del monfalconese, fortemente segnato dalla cantieristica navale. A mio avviso, però, la problematica dovrebbe guardare con urgenza anche alla gestione e all’organizzazione del lavoro: la precarietà e i ritmi di lavoro portano ad un innalzamento del fattore di rischio degli incidenti. L’attenzione dei corsi proposti dovrebbe osservare anche questo, affinché la sicurezza diventi una logica di vita".Gli infortuni in Regione. In contemporanea all’articolazione del progetto per la promozione della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, sono stati diffusi anche i dati del Rapporto regionale Inail per il 2010, che hanno visto l’attestarsi del Friuli Venezia Giulia, assieme al Piemonte, come la Regione del Nord Italia più virtuosa, con un decremento del 3,6% degli infortuni rispetto all’anno precedente e un totale di 21.507 infortuni denunciati. Inoltre, per la prima volta nella storia delle statistiche Inail in Regione, si conta un numero di infortuni mortali inferiore a 20, con 17 casi registrati. La diminuzione degli incidenti ha interessato tutte e quattro le province della Regione: Pordenone ha registrato un calo del 4,6% rispetto all’anno precedente, valore simile anche per la provincia di Gorizia, con una diminuzione del 4,2%; decremento del 3,9% nella provincia di Trieste e del 2,6% in quella di Udine. Il 23% degli infortunati è straniero, con un picco nella provincia di Pordenone con 1.419 casi denunciati. "Il calo degli incidenti è senza dubbio un fattore molto favorevole – dice don Sponton, commentando i dati –; ci si deve ora impegnare a fondo per il mantenimento di questo trend positivo. L’organizzazione del lavoro è determinante in questo: lo sforzo deve essere compiuto per arrivare all’eliminazione della piaga del lavoro nero, ancora presente nel contesto regionale e grosso motivo di rischio per il lavoratore in caso d’incidente". Il sacerdote pone inoltre l’accento sui controlli da parte dei responsabili della sicurezza: "Il loro lavoro è sicuramente preciso e loro compito è mantenere alta l’attenzione. A volte però, lavorando su più ditte o seguendo contemporaneamente più cantieri, non possono essere sempre presenti. Proprio in questo scenario è necessaria una responsabilizzazione dei lavoratori verso i rischi, pertanto progetti formativi come quello regionale sono senz’altro fonte positiva, anche in vista della responsabilità che le imprese stesse sono tenute ad assumersi".a cura di Selina Trevisan(16 dicembre 2011)