FAMIGLIA E CRISI
Incontro a Vienna tra cattolici ortodossi ed ebrei
I rappresentanti della Chiesa cattolica, Chiesa russa ortodossa ed Ebraismo si sono incontrati a Vienna dal 5 al 7 dicembre per discutere problemi e sfide riguardanti la famiglia in Europa. Una conferenza internazionale avente come tema: “Famiglia in crisi” è stato il primo evento di questo genere a livello europeo, con l’obiettivo di affrontare una vasta gamma di questioni che riguardano l’unità fondamentale della vita umana e favorire il dialogo reciproco, la comprensione e un’ulteriore cooperazione in questo settore.Legislazione pro-famiglia. L’evento è stato co-sponsorizzato dal card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, il quale ha presieduto la sessione dedicata alla legislazione pro-famiglia in Europa. A suo parere, la questione chiave a questo proposito consiste “nel mantenere il privilegio del matrimonio e della famiglia come unità fondamentale della società, nel favorire la legislazione che mira ad aiutare e proteggere la famiglia, anche in termini economici, e in generale nel mantenere la sua unicità in un sistema giuridico per il futuro della società”. Il card. Schönborn ha espresso il suo apprezzamento per lo sviluppo della cooperazione interreligiosa in questo campo e la speranza che prosegua con successo; il primo passo consiste nell’istituire un gruppo di studio “per considerare le diverse reti di relazioni tese a proseguire le iniziative inerenti alle problematiche della famiglia”.Costruire ponti. Il rappresentante della Fondazione “Appeal of Conscience”, il rabbino Arthur Schneier, ha sottolineato l’importanza di “lavorare insieme sulle problematiche della famiglia” e il citato fenomeno che ha caratterizzato soprattutto i primi anni del XXI secolo: i cambiamenti tecnologici, economici, politici e, naturalmente, anche i cambiamenti nello sviluppo e nell’accoglienza del nucleo familiare. Dopo aver definito la famiglia “una pietra miliare della civiltà”, ha ricordato ai partecipanti del convegno che l’Europa e l’America, davanti alla crisi economica e nella presente congiuntura caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione e di emarginazione, hanno bisogno più che mai di trovare “un’ancora” rappresentata dalla fede e dalla comunità. Secondo il rabbino Schneier, storicamente le religioni molte volte hanno contribuito al sorgere di conflitti, e le ha paragonate al fuoco: “Possono scaldare e offrire un conforto, ma possono anche distruggere”. Sulla base delle esperienze del passato, ha sottolineato che “ora è il momento di costruire ponti tra le religioni per una coesistenza pacifica”, per promuovere – anche in relazione alle questioni della famiglia – un principio: “Vivi e lascia vivere”.Di fronte alla crisi demografica. “Per mantenere la popolazione dell’Europa al livello attuale, ogni donna dovrebbe fare 2,1 figli”. Questi dati statistici sono stati presentati dal delegato della Chiesa russa ortodossa – Patriarcato di Mosca, p. Alexey Komov, il quale ha espresso la sua profonda preoccupazione per l’istituzione della famiglia minacciata dal secolarismo e dal relativismo in un mondo post-moderno globalizzato, con un conseguente alto tasso di divorzi e un numero crescente di famiglie monoparentali. Secondo p. Komov, i messaggi trasmessi dai media “spesso promuovono stili di vita immorali e promiscui, matrimoni omosessuali, aborti, metodi di riproduzione inaccettabili basati su nuove tecnologie biomediche”, che portano al “degrado della civiltà umana e al declino demografico”. P. Komov ha quindi descritto gli sforzi della Chiesa russa ortodossa in materia di tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, intendendola come “un dono sacro che va rispettato in qualsiasi condizione”. A suo parere, in Russia, non solo le autorità religiose ma anche lo Stato riconosce la gravità della crisi e la necessità di promuovere varie attività per la salvaguardia della famiglia.Una questione di continuità. Era presente alla conferenza di Vienna anche il rabbino Pinchas Goldsmith, presidente della Conferenza dei Rabbini europei, che riunisce un migliaio di capi religiosi ebrei da Dublino a Vladivostok. Goldsmith ha osservato che “i Paesi possono essere difesi da eserciti ed economie solide, ma le culture e le tradizioni religiose possono essere consegnate alle generazioni future solo da famiglie forti”. Sottolineando che la questione della famiglia non è un lusso ma una necessità che ha bisogno di continuità, si è congratulato con i delegati della Chiesa russa ortodossa per i loro sforzi tesi a ricostruire “la cellula della famiglia che era stata distrutta da decenni di comunismo, specialmente dallo stalinismo”. Il rabbino ha espresso il suo apprezzamento anche nei confronti dei rappresentanti dei Paesi occidentali per la loro lotta contro il secolarismo ed ha esortato tutti a cercare il modo di “perfezionare, edificare e valorizzare la santità della vita umana”. Tutti i partecipanti alla conferenza sono stati unanimi nella convinzione che l’attuale crisi può essere risolta solo mettendo in risalto il matrimonio come un patto per tutta la vita, un dono per l’intera famiglia umana, e hanno sottolineato che alla scienza e alla tecnologia “deve essere imposto di entrare in dialogo con sistemi religiosi impregnati di valori morali ed etici che sostengono questa convinzione e il rispetto della dignità della vita umana”.