CARD. ANGELO BAGNASCO

Il servizio della politica

Una riflessione alla Messa prenatalizia con i parlamentari

"La Chiesa da sempre apprezza il servizio della politica che il Santo Padre Benedetto XVI riconosce essere una forma alta di carità. Discernere, infatti, il bene comune – che ha come centro e criterio il valore della persona – e declinarlo nei suoi elementi che sono tra di loro intrinsecamente legati, non è facile. Ma è necessario e doveroso". Con queste parole il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, si è rivolto questa sera ai parlamentari di Camera e Senato nella Messa prenatalizia celebrata a Roma nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, "momento di preghiera – ha affermato il presule – che accomuna i politici del nostro Parlamento, coloro che hanno particolarissime responsabilità verso il nostro amato Paese".

La dinamica democratica. Nella "sfida" del "discernere meglio la realtà, partendo da valori fondamentali e costitutivi fino alle conseguenze necessarie" che è "il "servizio della politica", "la democrazia – ha evidenziato il card. Bagnasco – corrisponde attraverso le diverse ‘parti’ che offrono visioni e contributi, sensibilità e istanze. Tali dinamismi sono necessari e partecipano a una lettura più completa e aderente – quindi giusta ed equa – della realtà, di un popolo, di un Paese, del contesto mondiale". Compito delle diverse parti politiche è quindi "individuare e realizzare il bene comune, evitando di cedere alla tentazione di essere – ogni parte – fine a se stessa. In un’ottica distorta e parziale, infatti, vincerebbe la prassi della sistematica delegittimazione, della contrapposizione sterile, e chi ci perde è la gente che ha diritto di avere certezze, di essere nei pensieri e nelle corde affettive di coloro che hanno l’alto compito di essere responsabili della cosa pubblica". "È di tutta evidenza – ha sottolineato – che la via della partecipazione arricchisce il discernimento e rende più sicuri e agevoli i percorsi, ma non deve frenarli o rallentarli a fronte, non di rado, di urgenze irrimandabili e gravi".

L’etica della società. Il presidente dei vescovi italiani, parlando ai parlamentari, ha quindi ricordato che il bene comune, come dice la Dottrina sociale della Chiesa, "non è la somma dei beni individuali", ma "l’insieme delle condizioni per cui i singoli, i gruppi e la società intera possono realizzare meglio la propria specifica vocazione". "Potremmo dire – ha aggiunto – che deve essere in linea con il bene oggettivo delle persone e della persona in tutte le sue istanze. È indubbio che la persona è un soggetto etico, vale a dire responsabile delle proprie azioni in riferimento a dei valori oggettivi e universali che la mettono in rapporto con Dio, se credente, con gli altri e con il mondo. Ma se la persona può essere morale o immorale, se deve fare il proprio dovere per sé e per la comunità, anche la società o i gruppi intermedi lo possono essere". Solo "l’etica del pensare e dell’agire", ha richiamato Bagnasco, "costruisce un’umanità degna e serena".

Il patrimonio dell’Italia. Infine l’augurio "che il Natale ci doni luce e forza", riconoscendo che l’attuale situazione "riveste un carattere mondiale" e "le preoccupazioni e le difficoltà sono in atto", ma ricordando al tempo stesso che "il patrimonio spirituale e culturale, la dedizione e lo spirito di generosità e di sacrificio del nostro popolo sono sempre vivi". "Questo patrimonio ha fatto la vera storia dell’Italia, ed è tuttora sorgente di dignità anche eroica. La radice sempre viva è la fede e il Vangelo, è il Signore che è più intimo a noi di noi stessi. Questa profonda e incomparabile ricchezza non va smarrita. Che il Signore – ha concluso – ravvivi in tutti la fiducia e il coraggio che ci fanno guardare avanti con decisione, lungimiranza e passione".