CHIESE IN BREVE

Francia, Portogallo, Irlanda

Francia: messaggio di Natale del Cecef”Se Dio stesso si è fatto vulnerabile, siamo invitati a guardare in altro modo la natura umana nella sua debolezza” e “ad essere generosi e disponibili nei confronti di tutti quelli che sono nella prova”. È un invito a volgere lo sguardo verso i più deboli quello formulato lo scorso 15 dicembre, in vista del Natale, dal Conseil d’Églises chrétiennes en France (Cecef) in un messaggio congiunto a firma dei tre copresidenti. Il card. André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese, il metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia, e il pastore Claude Baty, presidente della Federazione protestante francese, osservano che “per molte persone i tempi attuali sono tenebrosi” poiché “la crisi economica che da mesi colpisce il nostro Paese ha posto molti nostri concittadini in una condizione di precarietà”. Per i giovani, in particolare, “il futuro appare molto incerto”. Il Consiglio delle Chiese cristiane rammenta inoltre che “intorno a noi molte persone sono malate; provate nella salute alcune di esse perdono la propria autonomia”, mentre “in molte regioni del mondo i cristiani sono minacciati a causa della loro fede e talvolta costretti all’esilio”. Eppure “ogni anno a Natale” celebriamo “la vicinanza dell’Emanuele – Dio con noi” che per “un mirabile scambio ha assunto la nostra natura umana così fragile e ci ha resi suoi figli”. Di qui l’auspicio conclusivo che “l’Incarnazione di Dio venga ad illuminare i nostri gesti, sguardi e parole, affinché un po’ di luce rischiari l’oscurità di questo mondo”.Portogallo: Porto, Gesù “il grande regalo” Fino al 23 dicembre, i bambini della città, della periferia e delle località della diocesi di Porto, distribuiranno copie del messaggio del vescovo intitolato: “Accetti un regalo, diventi un dono per qualcuno, per tutte le persone”. “I regali possiamo essere noi, cioè coloro che vogliono trovarsi dove la loro presenza è maggiormente necessaria, affinché si abbia un vero Natale: sono tanti i luoghi e le situazioni che richiedono la nostra testimonianza cristiana” annuncia il testo di mons. Manuel Clemente. Dopo aver sottolineato che il Natale 2011 deve essere vissuto “con maggior forza e determinazione”, il vicepresidente della Cep scrive che “i doni devono essere offerti specialmente a quelli che sono i meno visitati e assistiti nella vita quotidiana”. Ricordando che “Gesù è il grande regalo di Dio offerto all’umanità”, mons. Clemente invita tutti ad accogliere le attuali difficoltà che ci sono nella vita di molte persone, per “trasformarsi in presepi viventi, rivelando Gesù in casa, a scuola, negli ospedali, sul posto di lavoro”. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, in accordo con il Segretariato di educazione cristiana, la diocesi suggerisce alle parrocchie di coinvolgere i bambini nella realizzazione di un “Cordone di luce”, un percorso effettuato tenendo in mano candele e lanterne accese, che vuole essere “una manifestazione pubblica di fede”, della quale, la direttrice del Segretariato, Isabel Azevedo accentua il carattere educativo: “La catechesi dell’iniziazione non può ridursi ad una sola ora settimanale ma deve insegnare la vita nella fede, facendo sì che i più piccoli possano testimoniare l’annuncio del Vangelo anche a chi non fa parte dalle comunità cristiane”.Irlanda: un messaggio natalizio congiunto Un richiamo al messaggio essenziale di amore in un mondo in cui un bambino, nei primi anni di vita, costa ormai più di 100.000 sterline e il ritorno alla fede in questo momento di difficile crisi economica. È il contenuto di due messaggi natalizi, quello del card. Keith O’Brien, arcivescovo di st. Andrews e Edimburgo e leader della Conferenza episcopale scozzese, e quello congiunto del vescovo cattolico di Clogher, in Irlanda, mons. Liam MacDaid e del suo omologo anglicano John McDowell. “Alcune recenti statistiche ci dicono che il costo di un bambino supera le 100.000 sterline”, scrive il cardinale nel suo messaggio, “nel mezzo del nostro benessere possiamo coprire di doni un neonato. Pensiamo, invece, alla mancanza di qualsiasi ornamento in quella capanna e rendiamoci conto che quel bambino era circondato dalla cosa più importante, l’amore. Abbiamo sentito di recente che la popolazione del nostro mondo ha raggiunto i 7 miliardi. Mi chiedo se ciascuna di queste vite viene valorizzata a dovere come quella del nostro Salvatore”. Ricordando le conseguenze della crisi economica i due vescovi, cattolico ed angicano, di Clogher ripropongono la fede per andare avanti. “In Irlanda, nel Natale 2011, le persone hanno paura di non avere un tetto sulla testa e di non essere in grado di garantire un pasto ai loro figli”, scrivono mons. MacDaid e quello della “Chiesa di Irlanda” John McDowell. “Il cambiamento nelle vite di molte persone è stato così enorme che li ha completamente sepolti e le autorità lottano per fare i conti con le conseguenze”. “Dio ci offre un’alternativa alla paura: è la fede, soprattutto la fede che si esprime attraverso l’amore e la semplicità di vita”.