MEDIA E MINORI
Oggi la ”Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”
Una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea perché manca una sufficiente protezione dei minori in televisione. È il rischio che sta correndo l’Italia, conseguentemente ad alcune disposizioni contenute nel "Decreto Romani". A lanciare l’allarme, questa mattina a Roma, è stato Franco Mugerli, presidente del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori, in occasione della Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e che si è tenuta nella Sala del Mappamondo a Montecitorio. In tale circostanza è stato presentato il documento conclusivo dell’indagine "La tutela dei minori nei mezzi di comunicazione", frutto di un lavoro triennale della Commissione parlamentare, da cui emerge la figura dei nativi digitali, "ovvero i nostri figli nati con Internet", che però non sanno difendersi dai rischi del web. La giornata si è aperta con i messaggi di saluto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del Senato, Renato Schifani. "La cultura della tutela dei bambini ha affermato Schifani si fonda, certo, sulla garanzia della loro sicurezza e dignità, ma si sostanzia anche attraverso la costruzione delle basi e degli strumenti per la realizzazione di un avvenire migliore".
Il richiamo dell’Europa. Su tv e minori "l’Italia ha reso noto Mugerli rischia una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea in tema di protezione dei minori in televisione. Recenti disposizioni contenute nel Testo unico dei servizi di media audiovisivi, meglio noto come ‘Decreto Romani’, contrastano con il divieto assoluto alla trasmissione di programmi gravemente nocivi per i minori (pornografia e violenza efferata) sancito dalla Direttiva europea sui servizi di media audiovisivi". "La Commissione europea ha dichiarato il presidente del Comitato ha chiesto informazioni alle autorità italiane in merito al recepimento della Direttiva. Ritenendo che la risposta italiana non sia stata pienamente soddisfacente, in particolare per quel che riguarda il tema della tutela dei minori nei servizi lineari e su richiesta, nell’ottobre scorso la Commissione europea ha avvertito il governo italiano" che si potrebbe arrivare a "procedure d’infrazione".
Quale tutela? "Preoccupa anche ha aggiunto Mugerli l’applicazione dello stesso ‘Decreto Romani’ da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che, con una delibera del luglio scorso, ha ulteriormente allargato l’accesso televisivo alle trasmissioni gravemente nocive per i minori, disattendendo peraltro ai requisiti richiesti dalla norma. Inoltre Agcom ha legittimato la trasmissione di film vietati ai minori di 14 anni in orario di televisione per tutti (7.00 – 22.30), non consentita dal ‘Decreto Romani’, purché con l’utilizzo del parental control". Provvedimenti che, secondo il presidente del Comitato "Media e minori", "rendono ancora più complessa l’azione di tutela dei minori nelle trasmissioni televisive svolta in questi anni con grande impegno dal Comitato". La denuncia è stata fatta propria dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, che presentando il documento conclusivo dell’indagine ha richiamato "il governo ad attuare integralmente quanto disposto" dalla Direttiva europea e l’Agcom "a una corretta applicazione della norma".
I bambini e la crisi. "Bisogna guardare al bambino non solo come un soggetto a cui destinare cure e attenzione, ma come soggetto meritevole d’investimento per un proprio percorso di vita", ha dichiarato il sottosegretario al welfare Cecilia Guerra, parlando dei minori come "agenti di cambiamento" e "cittadini in fieri". Tra gli interventi, quello di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia e neo-garante per l’infanzia e l’adolescenza, che si è proposto, per il suo nuovo incarico, di mettersi in "ascolto dei bambini e di coloro che lavorano per l’infanzia e la partecipazione, poiché ritengo che il garante debba aiutare a migliorare tutto ciò che già esiste per tutelare i minori". "In un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando le bambine e i bambini corrono il rischio di pagare il prezzo più alto", ha rilevato in un messaggio il ministro Andrea Riccardi, evidenziando la necessità di "intervenire con misure specifiche di tutela che garantiscano il sostegno alle famiglie con basso reddito e servizi per l’infanzia". Allarme condiviso dalla presidente della Commissione parlamentare, Alessandra Mussolini, che ha posto l’attenzione su "una vera situazione di emergenza: essere bambini in un momento di crisi economica. Pensiamo ai minori che vivono nelle case famiglia e che non vengono tutelati perché non ci sono fondi vincolati per loro. Questi bambini ha osservato vengono abbandonati due volte, prima dai genitori e poi dallo Stato".