LA MATERNITÀ DI MARIA
Ottant’anni fa l’enciclica ”natalizia” di Pio XI
Una enciclica legata alla Maternità di Maria e perciò promulgata da Pio XI il giorno di Natale del 1931, l’anno in cui ricorreva il XV centenario del Concilio ecumenico di Efeso nel quale fu riconosciuto e proclamato il titolo di Madre di Dio, Theotókos, alla Madonna.
La Lux veritatis ( la "luce della verità", con riferimento alla storia, testimone dei tempi) ripercorre nella prima parte la vicenda del monaco Nestorio, il quale, divenuto vescovo di Costantinopoli, contribuì non poco a diffondere la falsa teoria secondo cui in Cristo si devono riconoscere due persone, l’una divina e l’altra umana, così da concludere che Maria non era veramente Madre di Dio, ossia Theotócos , ma piuttosto Madre di Cristo uomo, ossia "Christotócos". Contro tale eresia si alzò alta la voce di "quell’uomo santo e vindice della cattolica integrità", come lo definisce Pio XI, che fu Cirillo, patriarca di Alessandria. La disputa tra Nestorio e Cirillo si concluse con il Concilio di Efeso, convocato nel giugno del 431 (pontefice allora era Celestino I), nel corso del quale, condannato Nestorio e smontata la sua teoria, fu proclamato il dogma della divina maternità di Maria e confermato il primato del Vescovo di Roma sulla Chiesa universale.
Osserva ed esorta Pio XI in conclusione della prima parte della Lux veritatis: "Tutti ritengano come certo e manifesto che veramente Nestorio propalò errori ereticali, che il patriarca d’Alessandria Cirillo fu invitto difensore della fede cattolica, e che il pontefice Celestino, col Concilio di Efeso, difese l’avita dottrina e la suprema autorità della Sede apostolica".
Nella seconda parte dell’enciclica Pio XI passa a illustrare più profondamente i punti della dottrina cattolica che sono alla base della condanna dell’eresia nestoriana e della proclamazione di Maria "Madre di Dio". Nella terza ed ultima parte il Papa si sofferma a considerare quella che definisce "una grazia singolare" di Maria, che le proviene dal dogma della divina maternità: "la sua dignità, che è la più grande dopo Dio". Infine un’implorazione e, insieme, un auspicio e una speranza: "Voglia il Cielo che spunti quanto prima quel lietissimo giorno in cui la Vergine Madre di Dio possa vedere il ritorno dei figli da noi separati, per venerarla insieme con noi, con un solo animo e una fede sola".
Oltre all’enciclica, per commemorare il XV centenario del Concilio ecumenico di Efeso, Pio XI volle istituire nello stesso anno 1931 la festa della Maternità di Maria Santissima, da celebrarsi l’11 ottobre. È la data che trenta anni più tardi Giovanni XXIII sceglierà per il giorno di apertura del Concilio Vaticano II, mettendo lo straordinario evento sotto la protezione di Maria "Madre di Dio e della Chiesa".