TAIZÉ 2011
Secondo giorno a Berlino del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra"
"È molto importante che migliaia di giovani europei si siano trovati qui a Berlino, vogliono mostrare di appartenere tutti insieme al Continente". Lo ha dichiarato a SIR Europa frére Alois, priore della comunità di Taizé, che ha organizzato il 34° "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" che si sta svolgendo in questi giorni nella capitale tedesca. Il religioso ha sottolineato che i giovani "in questa situazione economica così difficile vogliono dimostrare di voler costruire l’Europa". Per frére Alois "i problemi non sono solo ‘tecnici’: la questione è qual è il vero significato della mia vita e trovare la via per credere profondamente a Dio, andare alle radici della fede". Nei ragazzi incontrati in questi giorni il priore ha visto "tanta gioia: questo non significa che non hanno problemi, in verità ne hanno molti, ma ci sono persone che vengono per esempio dalla Bielorussia o Ucraina che vivono proprio l’entusiasmo di essere qui insieme e di condividere la loro fede". Oggi più che mai per frére Alois "lo spirito di riconciliazione che ha sempre animato Taizé è vivo e necessario" perché non si può "irradiare la pace rimanendo divisi tra di noi".
Le preghiera e il muro. E proprio l’educazione alla pace attraverso la preghiera e i canti, come quelli di Taizé, è l’esperienza che Katharina Jany ha vissuto sulla propria pelle. La donna, originaria di Berlino est, è la protagonista di uno dei workoshop che si svolgono ogni giorno di pomeriggio e quando aveva 22 anni ha partecipato all’organizzazione dell’incontro europeo dei giovani a Berlino est, nel 1986. "Io vivevo vicino al muro ricorda e ci andavo a passeggiare vicino tutti i giorni con i soldati sempre lì presenti. Io volevo vedere cosa c’era al di là del muro, e in effetti si poteva salire su una scala e guardare, ma era come essere animali in uno zoo". Jany sottolinea che il "Pellegrinaggio di fiducia" del 1986 fu l’occasione per far incontrare i giovani cristiani dell’allora Cecoslovacchia e Ungheria: "mai, a quel tempo aggiunge avremmo potuto immaginare che i regimi comunisti sarebbero caduti e la Germania sarebbe stata riunificata". Ma c’è un legame particolare che unisce le proteste del 1989, che precedettero la caduta del muro, con la preghiera di Taizé: "le manifestazioni racconta cominciavano ad Alexanderplatz e terminavano nella zona della chiesa del Getsemani. Le persone arrivavano arrabbiate e preoccupate dalle reazioni della polizia, potevano nascere delle violenze, ma quando giungevano alla chiesa e sentivano i canoni di Taizé, e le preghiere, si creava un clima di pace che calmava gli animi. Entravano tutti: cattolici, protestanti e non credenti". Per Jany l’incontro a Berlino unificata "è un miracolo" e pur essendo passati tanti anni è rimasto lo stesso spirito, "quello di una grande fiducia nei giovani".
"Energia per l’anima". Il fatto che 30.000 giovani europei si ritrovano insieme per pregare e riflettere insieme con un stile ben diverso dagli "indignados" non ha lasciato indifferente la politica: novità dell’edizione di quest’anno è l’incontro tra i parlamentari tedeschi e i partecipanti al Pellegrinaggio di fiducia. Nel primo dei due appuntamenti previsti Katrin Göring Eckardt, vicepresidente del Bundestag (il Parlamento) e presidente del sinodo protestante ha affermato che "Taizé è energia per l’anima". I ragazzi, appena arrivati, hanno intonato uno dei canoni più conosciuti "Laudate omnes gentes" e poi hanno avuto un colloquio con rappresentanti del partito cristiano-democratico (Cdu) e social-democratico (Spd). Sollecitati dalle domande dei giovani i politici hanno soprattutto messo in evidenza le "responsabilità globali" dei paesi più ricchi e sviluppati verso i paesi più poveri, ma hanno anche sottolineato il loro quotidiano impegno per la "giustizia sociale", per esempio garantendo le stesse opportunità di accesso alla scuola, ma anche ad altre possibilità, per tutti i giovani; i parlamentari hanno, a loro volta, richiamato i ragazzi alle loro responsabilità di "aprire gli occhi, vedere cosa c’è da fare e impegnarsi". Wolfagang Thierse, politico originario della Germania dell’Est e membro del consiglio nazionale dei laici cattolici ha notato come nel Paese "c’è separazione tra Stato e Chiesa, ma piena collaborazione. La politica ha bisogno della Chiesa, ma la Chiesa ha bisogno della politica per far crescere insieme la società".
Non solo ragazzi europei. All’evento di Berlino non ci sono solo europei ma anche giovani di altri Paesi come il volontario Amir Fam, egiziano copto, che ha conosciuto la Comunità grazie alla Giornata mondiale della gioventù di Colonia: "Mi piace molto l’atmosfera, la preghiera, il fatto che siamo tutti insieme e crediamo in Gesù Cristo, in Dio e vogliamo il bene". Il giovane racconta che il suo Paese ha attraversato una fase di grandi cambiamenti e "ci sono persone che non vogliono il bene dell’Egitto. Gli attentati contro i cristiani copti dell’anno scorso, ma anche di quest’anno, dimostrano che per interessi soprattutto politici ci sono alcuni che non vogliono la pacificazione. In Egitto i copti sono una ‘minoranza’ molto numerosa, almeno 12 milioni, e ci sono interessi a influenzare il voto. Ma la maggior parte di cristiani e musulmani vivono bene insieme e hanno ottime relazioni tra di loro".
Simona Mengascini, inviata SIR Europa a Berlino