ANNO 2012

Bisogna parlarsi

Il card. Angelo Bagnasco invita al dialogo in un tempo in cui crescono incomprensioni e tensioni

Il dilagare del gioco d’azzardo, la crisi del mercato del lavoro e la crisi economica, il rischio di tensioni sociali e la libertà religiosa: la tradizionale Messa di inizio anno organizzata dalla diocesi di Genova per i giostrai e lunaparkisti presenti in città è diventata oggi, per il cardinale Angelo Bagnasco, l’occasione per rinnovare gli appelli alla coesione ed al dialogo già lanciati nelle omelie di Natale e nel discorso di fine anno.

Gioco d’azzardo, "nuova forma di droga". Quella del gioco d’azzardo, ha detto il cardinale, “è una piaga, una nuova forma di droga da cui bisogna guardarsi con estrema determinazione e con grande consapevolezza”. Per questo “le istituzioni, a tutti i livelli – educativi, politici e sociali – devono intervenire perché questa piaga corrompe il modo di pensare e quindi i costumi”. In merito al lavoro, l’appello del porporato è di attivarsi, in tutte le forme possibili, affinché questo possa essere salvaguardato “al di dà delle forme e delle tipologie”. Parlando in particolare della situazione della Fincantieri di Sestri Ponente, il porporato ha poi spiegato che “è una situazione delicata e fonte di preoccupazione” e che “c’è la volontà e la determinazione da parte di tutti per salvaguardare il lavoro al di là forme e delle tipologie”. Ha poi parlato dell’aumento dei prezzi registrato in questi ultimi giorni: “fa parte della crisi” ed “è una stretta che coinvolge tutti anche se se i punti di partenza delle persone sono diversi e quindi sono diverse le ricadute”.

Appello al dialogo per prevenire le tensioni sociali. L’arcivescovo ha poi rinnovato l’appello all’unità ed alla concordia per scongiurare il pericolo di tensioni sociali. L’unica strada da percorrere, ha ribadito, è “la via del dialogo”. “Le tensioni sociali, purtroppo, sono sempre possibili – ha aggiunto – ma non sono fatali. Si possono affrontare e anche prevenire innanzitutto con la via del dialogo tra le diverse situazioni ed i diversi soggetti” che “è molto importante, perché parlarsi significa fare emergere i problemi e cercare soluzioni possibili” e “in secondo luogo, come in tutte le famiglie, quando le difficoltà sono più grandi, ci si stringe maggiormente”.

Nigeria, "fatti estremamente dolorosi". Rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto un parere sull’ultimatum che i gruppi fondamentalisti della Nigeria hanno intimato ai cristiani per lasciare il Paese entro tre giorni, il cardinale ha spiegato che si tratta di “fatti estremamente dolorosi che ci fanno riflettere sul diritto alla libertà di religione e di coscienza che da sempre fa parte dei diritti fondamentali”. “Questo deve essere per tutti nel mondo – ha proseguito – ma purtroppo, sono diritti che sono sì dichiarati dalle carte internazionali, e quindi appartengono alla coscienza universale, ma, di fatto, non vengono osservati ovunque”. Per questo, “quella dei fratelli nella fede è una testimonianza che ci deve scuotere nelle nostre tiepidezze”.

La nostra vera patria è Dio. Nell’omelia pronunciata oggi durante la messa ha ricordato, invece, che “siamo dei viaggiatori” perché “Dio ci ha creato come dei viandanti, dalla terra al cielo, e la nostra vera patria, quella stabile, è Dio, il Paradiso”. “Voi che siete un popolo di viaggiatori – ha detto rivolgendosi ai giostrai presenti alla celebrazione – con il vostro stile di vita, ricordate a tutti noi che siamo dei pellegrini” e che “l’attaccamento morboso alle cose che caratterizza la nostra civiltà diventa più labile e relativo”. “Il vostro lavoro – ha detto ancora il porporato – è suscitare un sorriso ed oggi è questo è tanto più importante viste le strette della crisi che tutti vediamo e sentiamo”. “Non è facile far sorridere – ha proseguito – forse è più facile far piangere, ci vuole più impegno e verità in noi stessi ed il sorriso vero non è quello superficiale, fatto di vuoto, di niente – questa è un caricatura della gioia e della serenità”. “Il sorriso vero – ha spiegato – nasce dal cuore e dall’impegno rispetto alla vita”. Al termine della Messa ha poi parlato “dei problemi di carattere economico, che tutti conosciamo, e che sono anche preoccupanti” ricordando però “un dato culturale, ossia che nessuno si senta solo”. Questo è un dato che “va oltre le contingenze economiche perché è un dato culturale, uno stile di vita. Dobbiamo tornare a vivere insieme”.

Una tradizione che si rinnova. “Come ogni anno – ha spiegato l’amministratore delegato del Luna Park di Genova, Ferdinando Uga – abbiamo voluto rinnovare una tradizione, iniziata con Tettamanzi e proseguita con Bertone, invitando il Cardinale Bagnasco a celebrare messa da noi. E’ un momento di raccoglimento e riflessione voluto per permettere agli operatori del Luna Park di partecipare ad una messa, non potendo presenziare alle funzioni nei giorni festivi perché impegnati sul posto di lavoro”. “Con le sue duecento attrazioni e le settecento persone addette – ha aggiunto – il Luna Park di Genova ha provato a riportare un sorriso in una città che ancora fatica a riprendersi dall’alluvione”.