BULGARIA

Il faro della tolleranza

Dal 10 gennaio a Sofia il dialogo interreligioso in una mostra d’arte

Un evento che “non ha solo una valenza artistica, bensì simboleggia e celebra il dialogo interculturale e interreligioso in Bulgaria, in cui convivono pacificamente varie etnie e denominazioni religiose, quali l’ebraica, la cristiana, l’islamica ed altre”. Lo ha detto a SIR Europa mons. Janusz Bolonek, nunzio apostolico in Bulgaria, presentando una mostra, dal titolo “Tolleranza: faro per la fede e per la vita”, che sarà inaugurata il 10 gennaio al Museo archeologico nazionale di Sofia. La mostra, è stata ideata e organizzata da Stefano Benazzo, ambasciatore d’Italia in Bulgaria e modellista architettonico di chiese, sinagoghe e moschee, che insieme ad altri tre modellisti bulgari, ha raccolto tutte le opere che verranno esposte. “Va anche rilevato – spiega mons. Bolonek – che l’esposizione si svolgerà sotto il patronato del Ministero degli Affari esteri della Repubblica di Bulgaria e con l’appoggio del sindaco di Sofia”. L’idea di questo evento, rimarca in nunzio apostolico, è inoltre sostenuta dal Patriarca della chiesa ortodossa, Maxim, dall’Esarca apostolico per i cattolici di rito orientale, mons. Christo Proykov, e dai principali esponenti di tutte le altre confessioni religiose presenti nel Paese”. Un esempio per tanti, in tanti Paesi. “Abbiamo deciso di fare questa mostra in Bulgaria – racconta Stefano Benazzo nella lettera di presentazione – perché qui la tolleranza, sia etnica che religiosa che linguistica, non è un concetto teorico, né viene attuata per editto. È reale, è sentita nel Dna della società civile, con un’antica e solida tradizione”. Per l’ambasciatore la tolleranza vissuta dai bulgari nei tanti momenti difficili della loro storia, è e deve essere “un esempio per tanti, in tanti Paesi. Essa simboleggia e celebra il dialogo interculturale e interreligioso in Bulgaria, caratteristica della quale i cittadini bulgari devono essere fieri. Ed è evidente la coincidenza di tale aspetto con i valori richiamati dalle organizzazioni internazionali, a cominciare dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa”. Il senso dell’emozione è la condivisione. La tolleranza richiamata nel titolo della mostra, sottolinea l’ambasciatore, “ha guidato anche noi autori nella definizione delle caratteristiche dell’esposizione”. Un’esposizione variegata e resa possibile grazie alla partecipazione di autori che “provengono da Paesi diversi, con età, professioni e confessioni cristiane e religioni diverse”. Tutti “abbiamo sogni e un giorno abbiamo scoperto che questi sogni si realizzano anche costruendo modelli di edifici e luoghi di culto”. Per questo, “abbiamo voluto condividere con il pubblico l’emozione che abbiamo provato costruendo queste riproduzioni, perché il senso dell’emozione è la condivisione. E l’emozione è sempre identica, qualunque sia la confessione praticata. Capitale europea della cultura? “La nostra è un’arte povera in termini commerciali ma – precisa Benazzo – i modelli che saranno esposti, simboleggiano qualcosa di intangibile ma primordiale: la fede, la vita. Cioè l’essenza di tutto. In realtà ogni casa è in un certo senso un luogo di culto. Nelle case ortodosse un’icona è spesso a destra della porta d’ingresso entrando. In quelle cattoliche non mancano simboli religiosi. Nelle abitazioni ebraiche la santità della casa è simboleggiata già sulla porta. In quelle musulmane si vedono spesso raffigurati sulle pareti brani del Corano”. Molto importante è il fatto che questa mostra “nata per diletto è diventata una cosa seria. Il ricavato delle vendite del catalogo con le opere, infatti, sarà utilizzato per alcune attività di beneficenza”.”Voglio anche ricordare – aggiunge l’ambasciatore – che l’attuazione nei fatti del principio di tolleranza sarà probabilmente uno dei valori fondanti della candidatura di Sofia a ‘Capitale europea della cultura’, riconoscimento fortemente ambito”.