PUGLIA
Agricoltura e pesca: una proposta innovativa della Giunta
Agriturismo, pesca turismo (imbarco di persone su navi da pesca per escursioni e pesca professionale e sportiva) e ittiturismo (attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi) potrebbero essere disciplinati con legge regionale grazie a una proposta della Giunta che è attualmente all’attenzione della IV Commissione consiliare competente. In particolare, per l’agriturismo oltre ad aggiornare la relativa legge regionale del 1985 il disegno di legge ha tra le finalità far rimanere gli imprenditori agricoli nelle zone rurali, tutelare l’ambiente, valorizzare i prodotti tipici regionali. È, inoltre, prevista l’approvazione di un programma regionale agrituristico e di rivitalizzazione delle aree rurali. Pescaturismo e ittiturismo potranno essere "una concreta proposta di riconversione dei pescatori nel periodo di fermo-pesca" e una modalità di "diversificazione del reddito", si legge nella relazione che accompagna il disegno di legge.I valori della ruralità. "Per quanto riguarda l’agriturismo, finalmente si regolamenta un settore, il cui senso negli ultimi anni si era un po’ perso", dice Tommaso Loiodice, vicepresidente vicario nazionale e presidente provinciale di Bari di Acli Terra. Il disegno di legge "mi sembra molto legato al territorio". "Il fatto che il 60% dei prodotti debba essere autoprodotto in azienda o proveniente dal territorio, in un momento di difficoltà economica del comparto, significa porre attenzione alle tipicità pugliesi", facendo "un valido richiamo ai prodotti di qualità locali". "La politica del welfare non può che partire da un ritorno alle tradizioni rurali evidenzia Loiodice . La ruralità è stata sempre capace di precorrere i tempi dell’accoglienza, del rispetto dell’altro". La valorizzazione dell’aspetto familiare nella gestione e il riconoscimento del ruolo del lavoratore agricolo "che accoglie il turista prosegue mi sembrano modi per rivalorizzare alcuni sani principi che hanno rappresentato il nostro mondo rurale". In questo senso, all’interno di un giudizio complessivamente "positivo", ci sono dei punti che potrebbero essere rivisti, "come le 85 unità per la ricettività massima" nella ristorazione, quota che "mi sembra un po’ elevata, se si vuole salvaguardare la gestione familiare", caratteristica dell’agriturismo. "La novità interessante riguarda la pesca", continua. Il ddl "mi sembra la risposta giusta per evitare che la crisi si faccia sentire nei momenti di fermo pesca", tuttavia "vanno create le professionalità, perché gli operatori non si sono mai confrontati con questo tipo di attività", riprende Loiodice. In questo senso "la Regione potrebbe valorizzare il settore della formazione professionale, che sta vivendo un momento di difficoltà, per formare gli operatori". A questa sfida se ne potrebbe aggiungere un’altra: l’ammodernamento dei pescherecci per renderli compatibili con le attività individuate nel ddl. "L’unica criticità è quella che negli adempimenti da svolgere molte funzioni sono demandate ai Comuni, che sono in forte sofferenza di personale", con il rischio di ritardare i tempi di realizzazione dell’attività imprenditoriale e del suo ritorno economico. Guardare ai giovani. "Questo disegno di legge potrebbe permettere alle aziende agricole di diventare più impresa, consentendo un ammodernamento di questo comparto e aprendo un filone nuovo e interessante, collegato al fatto che il territorio regionale pianeggiante facilita la promozione dell’attività agrituristica"; questo, unito alla lunghezza delle coste, "può favorire una integrazione tra pesca e agriturismo". È l’opinione di don Nicola Macculi, incaricato regionale per la pastorale sociale, del lavoro e la salvaguardia del creato. "Le attività individuate nel disegno di legge possono diventare importanti, vista la carenza di possibilità lavorative", facendo sposare "innovazione e antichità" e "permettendo di aprire a un particolare segmento turistico". La Puglia, continua Macculi, "negli ultimi anni ha fatto registrare positivi flussi turistici. L’attenzione riposta nei prodotti tipici e la riscoperta delle tradizione locali hanno creato un marchio interessante". Inoltre, "le varie campagne turistiche regionali hanno fatto breccia sui mercati, utilizzando un mix di arte, quiete e attenzione al mondo rurale". La proposta agrituristica, inoltre, "anche grazie all’uso del web, può consentire al mondo rurale di non rinchiudersi in se stesso". Le proposte imprenditoriali contenute nel disegno di legge "guardano in particolare alle giovani generazioni", anche perché, nel caso delle aziende agrituristiche, "richiedono una flessibilità, che possa dare vita a un mix tra azienda, fattoria didattica, attività agricola e altro ancora". Tutto questo "cambia i connotati, soprattutto culturali, dei soggetti interpellati da questa proposta"; perciò è difficile che possa essere recepita da chi giovane non è ed "è abituato a ritmi diversi", come "i pescatori del basso Salento, per esempio, che vedo molto difficile ricollocare nelle attività di pesca turismo e ittiturismo".a cura di Antonio Rubino(09 gennaio 2012)